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Dov'è oggi il confine fra lavoro e loisir? Tra fatica e divertimento? E, soprattutto, c'è ancora un confine fra lavoro e loisir, fuori dell'azienda, dentro l'azienda, a metà fra fuori e dentro l'azienda? Dov'è l'antinomia fra negotium e otium delle societa' antiche o quella fra tempo di lavoro e tempo libero delle societa' industriali? E' ancora il loisir solo un momento di ricostituzione della capacita' di lavoro o addirittura, più prosaicamente, un prodotto del lavoro ("chi non lavora non può pagarsi il divertimento")? Lasciamo a una sede diversa da questa le argomentazioni che rispondano a questi interrogativi.
Riconosciamo però che nell'era in cui i processi di produzione sono organizzati in modo flessibile e in cui a creare valore è prima di tutto il cervello degli uomini, lavoro e non-lavoro sono reciprocamente permeabili. Il lavoro entra nello spazio e nel tempo precedentemente riservati in via esclusiva al loisir, ma quest'ultimo si prende una rivincita, "invadendo" spazi e tempi precedentemente assegnati al solo lavoro. Il che significa che da un lato tempi e spazi di un lavoro che è creazione e non soltanto meccanica applicazione di uomini a funzioni predeterminate sono attraversati dall'otium, e che dall'altro tempi e spazi di non-lavoro non sono dedicati a attività di mero consumo.
Il che, ancora, non significa che l'esempio di certe dot.com dove la gente lavora, si diverte e dorme in azienda sia inevitabilmente destinato a generalizzarsi. Al contrario c'è in quell'esempio qualcosa di neanche tanto sottilmente e subdolamente totalitario che fa a pugni con la valorizzazione di capacità personali, della capacità di analisi e di sviluppo di soluzioni che risiede solo nel cervello e nel cuore di individui la cui sfera di relazioni personali e la cui gamma di scelte disponibili sia la più ampia possibile, e non si concluda all'interno dell'azienda o di una qualsivoglia altra comunità organica.
Svimservice non è una dot.com con inclinazioni totalitarie. E' un luogo dove si cerca di valorizzare la libertà e la creatività individuale, perchè la missione di Svimservice è riunire uomini che lavorino al meglio per altri uomini.
Per questo Svimservice non ha modelli da imporre, ne' agli altri, ne' ai propri dipendenti. Per questo non ha una cultura aziendale, ma apertura a tutte le culture. Per questo ciò che fa al di fuori del proprio più specifico campo di attività è anche molto lontano dal proprio specifico campo di attività.
Non serve? No, serve, eccome. Le persone di Svimservice sono donne e uomini che imparano a capire ciò che sta loro intorno, a darne personali interpretazioni e a confrontarle con quelle di altri. "Tecnici" sì, ma prima di tutto professionisti con sensibilità ampia. In Svimservice la conoscenza e il lavoro sono strumenti per divertirsi, mentre il divertimento è uno strumento per conoscere e per lavorare. Tra lavoro e loisir non c'è opposizione, ma convergenza.
E' questo il quadro dentro il quale sono nate e si sono rafforzate iniziative come Delphi e Il Triplo del Vino. Non si tratta ne' di incursioni estemporanee in campi impropri ne' di "images de marque" buone per tutte le stagioni.
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