In
arrivo dal Sinai le più antiche immagini di San Nicola;
dall’8 febbraio 2007 in mostra
(Bari, 29 gennaio 2007) - Il prossimo 8 febbraio
il percorso della mostra “San Nicola. Splendori d’arte
d’Oriente e d’Occidente” verrà completato
e arricchito dall’arrivo dei suoi tesori più
preziosi, le otto icone provenienti dal Monastero di Santa
Caterina al Monte Sinai, databili tra il VII e il XIV secolo,
che costituiscono le più antiche e nobili rappresentazioni
pittoriche del santo. Si tratta di testimonianze eccezionali
sia per la loro qualità sia per le caratteristiche
formali e tecniche: si va dalla tavola realizzata in Egitto
tra VII e VIII secolo nella tecnica dell’encausto (ossia
con i colori fusi nella cera) fino alle raffinatissime soluzioni
degli artisti di Costantinopoli, la capitale dell’Impero
bizantino, con le loro armoniche combinazioni cromatiche e
gli sfondi rifulgenti d’oro.
La selezione di opere permette inoltre di comprendere lo sviluppo
e le trasformazioni dell’immagine e della fisionomia
di Nicola nel corso di sette secoli di storia: da anziano
dalla folta chioma e dalla barba appuntita a solenne vescovo
ammantato di preziosi indumenti liturgici, connotato da calvizie
(simbolo di saggezza) e più in generale da un aspetto
decoroso e ben curato, spesso affiancato – in segno
di straordinario favore celeste – dalle figure di Cristo
e della Vergine e non meno frequentemente circondato da una
fitta serie di scene che permettevano anche agli osservatori
analfabeti di conoscere le sue azioni memorabili e le sue
straordinarie virtù.
Tuttavia, a indicare l’eccezionalità di questi
oggetti è soprattutto la loro antichità e il
loro straordinario stato di conservazione. In conseguenza
della sua ubicazione remota nella parte meridionale della
penisola del Sinai, all’interno di una valle desertica
alle pendici del monte che si identifica col luogo in cui
Mosè ricevette le tavole della Legge, il monastero
di Santa Caterina, fondato nel VI secolo dall’imperatore
Giustiniano e venerato per secoli da migliaia di pellegrini
orientali e occidentali, è rimasto immune dalle distruzioni
operate durante le controversie iconoclastiche e non ha subito
danni sostanziali nel corso dei secoli; inoltre, l’eccezionale
clima del deserto ha permesso la perfetta conservazione della
più grande collezione al mondo di dipinti su tavola.
L’arrivo a Bari delle otto icone del Sinai offre la
possibilità di ammirare alcune delle opere più
significative e rare della pittura medievale, abitualmente
non accessibili al pubblico e mai esposte in precedenza in
eventi espositivi. Al fine di impedire traumi alle opere è
stata effettuata sul posto un’attenta azione di monitoraggio
delle variazioni di umidità e di temperatura, in base
alla quale sono state realizzate delle speciali teche capaci
di riprodurre esattamente il clima del deserto del Sinai.
In occasione dell’evento giungerà a Bari S.E.R.
Damianòs, igumeno di Santa Caterina e arcivescovo del
Sinai, di Faran e Raithou, assieme con una rappresentanza
della Sacra Comunità dei monaci sinaiti; sarà
inoltre presente una delegazione del Ministero egiziano della
cultura, del Consiglio supremo delle antichità dell’Egitto
e dell’Università del Cairo.
La presentazione con le autorità si terrà giovedì
8 febbraio alle ore 12.30 presso il Castello Svevo di Bari.
(Fonte: Arthemisia)
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