"Formazione e tecnologia
al servizio della ricostruzione" di Ileana Inglese
Le opportunità per le pmi analizzate dall'amministratore
della Svimservice Di Paola
(Bari) - Riflettori puntati sui Balcani oggi nel
Forum inaugurale di TECNORAMA. La Svimservice Spa di Bari
presenta infatti, in anteprima assoluta nazionale, "Balcani
2005", una ricerca previsionale sul futuro dei Paesi dell'area
balcanica e sull'evolversi dei rapporti con l'Italia da qui
al 2005.
Ne parliamo con l'amministratore delegato Giancarlo Di Paola.
Avv. Di Paola, la Sua è una delle maggiore aziende di
servizi informatici in Italia; quale rapporto con i Balcani?
"Quello di attenti osservatori, pronti a cogliere le opportunità
fornite da un mercato in evoluzione. L'area sud-orientale
dell'Europa è vicina ed interconnessa alle trasformazioni
che ruoteranno attorno all'allargamento dell'Unione Europea.
Alcuni dei corridoi multimodali (flussi di merci, persone,
comunicazioni, energia), tracciati all'indomani della caduta
del Muro di Berlino, attraversano zone che oggi risentono
degli strascichi della guerra, ma di qui a poco potranno essere
linee per la creazione di grandi reti infrastrutturali, per
la promozione degli scambi, per la sinergia fra lo sviluppo
dei diversi paesi. Conoscere è necessario per agire: da qui
l'idea di una ricerca previsionale sul futuro dei Balcani,
poi trasformata in realtà dalla S3 Studium di Roma e dalla
nostra Scuola di formazione"Al faro", un centro permanente
di ricerca che mira a promuovere la cultura d'impresa, diffondere
conoscenze e favorire il cambiamento."
Qual è il ruolo della formazione nello sviluppo dei Paesi
dell'area del Mediterraneo?
"Oggi l'innovazione di prodotto non è più un fattore competitivo
duraturo: il successo delle aziende è legato alla capacità,
alla competenza ed alla motivazione delle Risorse Umane. La
formazione, intesa come formazione a monte (organizzazioni,
imprese, amministrazioni) e a valle (utenti finali, lavoratori,
cittadini), diventa così uno degli agenti principali di sviluppo
del Paese e di crescita dell'economia dell'intera area del
Mediterraneo."
Pensa che formazione e tecnologia potranno far lievitare
l'occupazione?
"Certo! Nella Old Economy aveva valore ciò che era scarso,
nella New Economy ha valore ciò che è diffuso: dunque la diffusione
della tecnologia, - per la quale è fondamentale lo sviluppo
della formazione - darà sicuramente una spinta all'occupazione."
Il Rapporto "Balcani 2005" analizza i rapporti fra Italia
e Balcani nel prossimo quinquennio. Quali le opportunità per
le piccole e medie imprese, in particolare pugliesi, e quali
i rischi?
"Le prospettive sono buone, soprattutto per chi saprà esportare
know-how, formazione e abilità organizzative, oggi così carenti
nei Paesi al di là dell'Adriatico. Ma non bisogna dimenticare
i rischi, che sono legati all'instabilità politica, alla criminalità
organizzata ramificata con l'Italia, alla mancanza di una
progettazione comune fra le regioni italiane, dal Triveneto
alla Puglia. E' ora di avviare un'operazione di penetrazione
nel mercato caratterizzata da un'imprenditoria "di qualità",
anziché "di rapina". Creazione di un'Authority per l'Adriatico,
investimenti in formazione e tecnologia, interscambi commerciali,
creazione di un turismo trans-frontaliero: queste alcune delle
chiavi di accesso. Inutilizzabili se le istituzioni sia pubbliche,
che private, non saranno in grado di sviluppare un'offerta
integrata. E questo, soprattutto nel Meridione, è un grosso
rischio." |
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