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 4 maggio 2000
 

"Formazione e tecnologia al servizio della ricostruzione"

di Ileana Inglese


Le opportunità per le pmi analizzate dall'amministratore della Svimservice Di Paola

(Bari) - Riflettori puntati sui Balcani oggi nel Forum inaugurale di TECNORAMA. La Svimservice Spa di Bari presenta infatti, in anteprima assoluta nazionale, "Balcani 2005", una ricerca previsionale sul futuro dei Paesi dell'area balcanica e sull'evolversi dei rapporti con l'Italia da qui al 2005.

Ne parliamo con l'amministratore delegato Giancarlo Di Paola.

Avv. Di Paola, la Sua è una delle maggiore aziende di servizi informatici in Italia; quale rapporto con i Balcani?

"Quello di attenti osservatori, pronti a cogliere le opportunità fornite da un mercato in evoluzione. L'area sud-orientale dell'Europa è vicina ed interconnessa alle trasformazioni che ruoteranno attorno all'allargamento dell'Unione Europea. Alcuni dei corridoi multimodali (flussi di merci, persone, comunicazioni, energia), tracciati all'indomani della caduta del Muro di Berlino, attraversano zone che oggi risentono degli strascichi della guerra, ma di qui a poco potranno essere linee per la creazione di grandi reti infrastrutturali, per la promozione degli scambi, per la sinergia fra lo sviluppo dei diversi paesi. Conoscere è necessario per agire: da qui l'idea di una ricerca previsionale sul futuro dei Balcani, poi trasformata in realtà dalla S3 Studium di Roma e dalla nostra Scuola di formazione"Al faro", un centro permanente di ricerca che mira a promuovere la cultura d'impresa, diffondere conoscenze e favorire il cambiamento."

Qual è il ruolo della formazione nello sviluppo dei Paesi dell'area del Mediterraneo?

"Oggi l'innovazione di prodotto non è più un fattore competitivo duraturo: il successo delle aziende è legato alla capacità, alla competenza ed alla motivazione delle Risorse Umane. La formazione, intesa come formazione a monte (organizzazioni, imprese, amministrazioni) e a valle (utenti finali, lavoratori, cittadini), diventa così uno degli agenti principali di sviluppo del Paese e di crescita dell'economia dell'intera area del Mediterraneo."

Pensa che formazione e tecnologia potranno far lievitare l'occupazione?

"Certo! Nella Old Economy aveva valore ciò che era scarso, nella New Economy ha valore ciò che è diffuso: dunque la diffusione della tecnologia, - per la quale è fondamentale lo sviluppo della formazione - darà sicuramente una spinta all'occupazione."

Il Rapporto "Balcani 2005" analizza i rapporti fra Italia e Balcani nel prossimo quinquennio. Quali le opportunità per le piccole e medie imprese, in particolare pugliesi, e quali i rischi?

"Le prospettive sono buone, soprattutto per chi saprà esportare know-how, formazione e abilità organizzative, oggi così carenti nei Paesi al di là dell'Adriatico. Ma non bisogna dimenticare i rischi, che sono legati all'instabilità politica, alla criminalità organizzata ramificata con l'Italia, alla mancanza di una progettazione comune fra le regioni italiane, dal Triveneto alla Puglia. E' ora di avviare un'operazione di penetrazione nel mercato caratterizzata da un'imprenditoria "di qualità", anziché "di rapina". Creazione di un'Authority per l'Adriatico, investimenti in formazione e tecnologia, interscambi commerciali, creazione di un turismo trans-frontaliero: queste alcune delle chiavi di accesso. Inutilizzabili se le istituzioni sia pubbliche, che private, non saranno in grado di sviluppare un'offerta integrata. E questo, soprattutto nel Meridione, è un grosso rischio."