"Il futuro dei Balcani".
Di Paola: non danneggiamoci fra noi di A.I.
INTERVISTA / Il Forum di oggi a Tecnorama organizzato
da Svimservice
(Bari) - Saranno i Balcani i protagonisti del Forum
inaugurale della 16^ edizione di Tecnorama, che si apre oggi
alle ore 10.00, nel Centro di Informazione ENEL presso la
Fiera del Levante, con la presentazione del Rapporto "Balcani
2005" da parte della Svimservice Spa di Bari e della Scuola
di formazione Al Faro.
Ma perché una ricerca sui Balcani? E quali le dinamiche che
la stessa può attivare in un territorio, quello pugliese,
che appena un anno fa ha visto decollare gli F16 in rotta
per il Kosovo? E che vede ogni giorno centinaia di profughi
in fuga da una realtà lacerata da conflitti etnico-religiosi
e teatro di trasformazioni economiche e degenerazioni del
tessuto sociale?
Lo chiediamo a Giancarlo di Paola, amministratore delegato
della Svimservice
Avv. Di Paola, perché "Balcani 2005"?
"Oggi tutti guardano ai Balcani, ma nessuno "conosce" a fondo
questa realtà così complessa, e perciò pochi sono in grado
di pianificare investimenti concreti. Occorre tanto per le
istituzioni quanto per i privati uno straordinario momento
di mobilitazione dove, accanto a Forum tematici di grande
presa, ci siano anche momenti informativi più generali, utili
per avere un quadro di insieme. Da qui l'idea di commissionare
alla S3 Studium di Roma, guidata da Domenico De Masi, una
indagine previsionale sul futuro dei Balcani e sull'evolversi
dei rapporti con l'Italia da qui al 2005 e di metterla a disposizione
di quanti si accingano ad operare sull'altra sponda dell'Adriatico."
Previsioni, quindi, ma in che misura attendibili?
"Nella new economy è più facile fare previsioni che esaminare
ciò che è sotto i nostri occhi: questo perché il futuro si
presenta con contorni più netti del turbolento presente. Questo
studio, poi, è stato condotto con l'ausilio del "metodo Delphi",
utilizzato con successo in molti settori. Esso ha previsto
la consultazione in due stadi, attuata in maniera anonima
e separata, di un gruppo interdisciplinare di esperti - lo
scrittore Predrag Matvejevic, l'economista Andrea Segrè, i
giornalisti Antonio Gambino e Raffaele Gorgoni - la rielaborazione
dei nuclei previsionali e la stesura finale del Rapporto.
L'indagine è iniziata il 10 marzo ed è terminata il 30 aprile,
in tempo per la presentazione, in anteprima nazionale, nel
Forum del 4 maggio."
Quali i principali ambiti d'indagine? E quali le aree
interessate?
"L'analisi ha interessato l'Albania, la Bulgaria, la Romania,
l'Ungheria e l'insieme dei Paese nati dalla frammentazione
della Jugoslavia, delineandone gli scenari politici, economici,
culturali, sociali e le interdipendenze con l'Italia e il
macro-sistema internazionale. Essa ha focalizzato l'attenzione
sull'evoluzione politica dei conflitti; gli attori e gli interessi
economici mondiali; la struttura produttiva; l'innovazione
tecnologica; la situazione e il clima sociale; cultura, formazione
e lavoro; il sistema sanitario; i rischi e le opportunità
nel rapporto Italia-Balcani. Il Rapporto "Balcani 2005" sarà
disponibile anche sul sito http://www.svimservice.it/balcani2005."
Qualche anticipazione sui risultati della Ricerca?
"Le conclusioni della ricerca appartengono agli autori. Per
me una sola riflessione: l'Italia, nonostante abbia preso
parte al conflitto, si potrà avvalere nei prossimi anni del
patrimonio di credibilità accumulato nei Balcani nel corso
del tempo e in questo giocherà a suo favore il confronto con
gli Stati Uniti, considerati più ostili. Sono tante le opportunità
di cooperazione con l'Est balcanico, se il nostro Paese sarà
capace di progettare un'offerta comune, di "mettere a sistema"
le risorse dell'Adriatico - creando ad esempio un'Authority
che stimoli uno sviluppo sinergico anziché uno fondato sulla
competizione fra poveri . Potremo allora cogliere una grandissima
occasione in un territorio in cui l'anelito è quello di sostituire,
come seconda lingua, l'italiano al tedesco ed all'inglese:
si immagini l'impatto su E- commerce e sviluppo delle telecomunicazioni."
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