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  4 maggio 2000
 

"Il futuro dei Balcani". Di Paola: non danneggiamoci fra noi

di A.I.


INTERVISTA / Il Forum di oggi a Tecnorama organizzato da Svimservice

(Bari) - Saranno i Balcani i protagonisti del Forum inaugurale della 16^ edizione di Tecnorama, che si apre oggi alle ore 10.00, nel Centro di Informazione ENEL presso la Fiera del Levante, con la presentazione del Rapporto "Balcani 2005" da parte della Svimservice Spa di Bari e della Scuola di formazione Al Faro.

Ma perché una ricerca sui Balcani? E quali le dinamiche che la stessa può attivare in un territorio, quello pugliese, che appena un anno fa ha visto decollare gli F16 in rotta per il Kosovo? E che vede ogni giorno centinaia di profughi in fuga da una realtà lacerata da conflitti etnico-religiosi e teatro di trasformazioni economiche e degenerazioni del tessuto sociale?

Lo chiediamo a Giancarlo di Paola, amministratore delegato della Svimservice

Avv. Di Paola, perché "Balcani 2005"?

"Oggi tutti guardano ai Balcani, ma nessuno "conosce" a fondo questa realtà così complessa, e perciò pochi sono in grado di pianificare investimenti concreti. Occorre tanto per le istituzioni quanto per i privati uno straordinario momento di mobilitazione dove, accanto a Forum tematici di grande presa, ci siano anche momenti informativi più generali, utili per avere un quadro di insieme. Da qui l'idea di commissionare alla S3 Studium di Roma, guidata da Domenico De Masi, una indagine previsionale sul futuro dei Balcani e sull'evolversi dei rapporti con l'Italia da qui al 2005 e di metterla a disposizione di quanti si accingano ad operare sull'altra sponda dell'Adriatico."

Previsioni, quindi, ma in che misura attendibili?

"Nella new economy è più facile fare previsioni che esaminare ciò che è sotto i nostri occhi: questo perché il futuro si presenta con contorni più netti del turbolento presente. Questo studio, poi, è stato condotto con l'ausilio del "metodo Delphi", utilizzato con successo in molti settori. Esso ha previsto la consultazione in due stadi, attuata in maniera anonima e separata, di un gruppo interdisciplinare di esperti - lo scrittore Predrag Matvejevic, l'economista Andrea Segrè, i giornalisti Antonio Gambino e Raffaele Gorgoni - la rielaborazione dei nuclei previsionali e la stesura finale del Rapporto. L'indagine è iniziata il 10 marzo ed è terminata il 30 aprile, in tempo per la presentazione, in anteprima nazionale, nel Forum del 4 maggio."

Quali i principali ambiti d'indagine? E quali le aree interessate?

"L'analisi ha interessato l'Albania, la Bulgaria, la Romania, l'Ungheria e l'insieme dei Paese nati dalla frammentazione della Jugoslavia, delineandone gli scenari politici, economici, culturali, sociali e le interdipendenze con l'Italia e il macro-sistema internazionale. Essa ha focalizzato l'attenzione sull'evoluzione politica dei conflitti; gli attori e gli interessi economici mondiali; la struttura produttiva; l'innovazione tecnologica; la situazione e il clima sociale; cultura, formazione e lavoro; il sistema sanitario; i rischi e le opportunità nel rapporto Italia-Balcani. Il Rapporto "Balcani 2005" sarà disponibile anche sul sito http://www.svimservice.it/balcani2005."

Qualche anticipazione sui risultati della Ricerca?

"Le conclusioni della ricerca appartengono agli autori. Per me una sola riflessione: l'Italia, nonostante abbia preso parte al conflitto, si potrà avvalere nei prossimi anni del patrimonio di credibilità accumulato nei Balcani nel corso del tempo e in questo giocherà a suo favore il confronto con gli Stati Uniti, considerati più ostili. Sono tante le opportunità di cooperazione con l'Est balcanico, se il nostro Paese sarà capace di progettare un'offerta comune, di "mettere a sistema" le risorse dell'Adriatico - creando ad esempio un'Authority che stimoli uno sviluppo sinergico anziché uno fondato sulla competizione fra poveri . Potremo allora cogliere una grandissima occasione in un territorio in cui l'anelito è quello di sostituire, come seconda lingua, l'italiano al tedesco ed all'inglese: si immagini l'impatto su E- commerce e sviluppo delle telecomunicazioni."