Sanità, in Puglia la minor
spesa farmaceutica di Franco Giuliano
In dieci mesi del ’99 "solo" 906 miliardi: 9% in meno
della media nazionale. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio
dell’Università Bocconi di Milano e dal Ministero
Da gennaio a settembre del ’99 la spesa farmaceutica in Puglia
è stata di circa 906 miliardi di lire; quella al netto del
ticket è stata invece di circa 790 miliardi: sulla base di
questi dati, l’incremento della spesa farmaceutica in Puglia
a carico del Sistema sanitario nazionale risulta del 9,97,
inferiore di circa il 9% e quindi in controtendenza rispetto
alla media nazionale.
I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio farmaci del
Cergas, Centro ricerche gestione aziende sanitarie dell’Università
Bocconi di Milano, e dell’Assr, Agenzia servizi sanitari regionali
del
ministero della Sanità, e sono confermati anche dall’elaborazione
della Svimservice, società che gestisce il sistema informativo
della Regione Puglia.
Un altro elemento significativo che emerge dallo studio –
di cui dà notizia la Svimservice con un comunicato – è la
decisa ripresa dell’acquisto “privato” di prodotti rimborsabili
(prodotti in classe A e B). Cosa che può essere spiegata sia
con una maggiore propensione da parte dei cittadini all’acquisto
di farmaci senza ricetta Ssn sia da una maggiore prescrizione
di farmaci per patologie non “coperte” da nota Cuf, dovuta
– è detto nel comunicato – a “ controlli più incisivi sull’attività
prescrittiva dei medici”.
I risultati positivi riscontrati in Puglia – rileva Svimservice
– derivano anche dalla puntuale attività di monitoraggio sulla
spesa farmaceutica che le Asl hanno svolto anche per mezzo
del Sistema informativo sanitario regionale. “Tale attività
di monitoraggio è già in linea con i fabbisogni informativi
del costituendo Osservatorio farmaci previsto dalla legge
448/98, che avrà il duplice scopo di monitorare sia i dati
di consumo e impiego della spesa per i farmaci sia quelli
in tutto o in parte a carico del Ssn o anche del tutto a carico
dei cittadini”.
L’INTERVISTA / L’assessore Saccomanno: siamo stati bravi
La Puglia è stata la regione che ha speso di meno in campo
farmaceutico. E’ stato bravo l’assessore a programmare la
spesa o si sono ammalati di meno i pugliesi? Michele Saccomanno
assessore alla Sanità della regione Puglia, spinge sulla prima
ipotesi. “La lezione di contabilità sanitaria – spiega – ha
fatto scuola anche a livello nazionale: altre regioni ci hanno
copiato chiedendoci le delibere”.
Ci spieghi questa strategia contabile.
“Semplice: uno degli impegni di questa giunta è stato proprio
quello di controllare la spesa farmaceutica sia in modo “diretto”
sia “indiretto”. Noi siamo una delle poche Regioni che realizza
un riparto del fondo sanitario regionale in maniera preventiva
e programmata e non a “piè di lista”. Un lavoro di programmazione
sul quale ci siamo soffermati sia nel ’98 che nel ’99 con
due delibere-guida. Abbiamo aperto una trattativa con tutti
i soggetti erogatori di spese sanitarie (case di cura, laboratori)
e soprattutto con i medici (gli ordinari), realizzando così
una ripartizione della spesa su tutto il territorio e lasciando
solo una disponibilità controllata ai direttori generali delle
Asl: “potete operare entro questo budget”.
Diciamo che siete stati anche fortunati; possibile che
le altre Regioni non siano riuscite…
“Questa programmazione è una attività contabile difficilissima,
al punto che anche le altre Regioni hanno avuto come riferimento
questo nostro modo di procedere che ci ha permesso di realizzare
la vera conoscenza dei punti di spesa, con margini di errore
limitati. Visti i risultati”.
Sulla base di che cosa venivano calcolati questi tetti
di spesa?
“Tenendo conto delle spese precedenti e del confronto delle
spese programmate per ogni settore. Un risultato che non ha
subito aumenti anche con l’esplosione dell’utilizzo della
“cura Di Bella”.Ciò significa che non sono i piccoli fattori
a generare gli squilibri ma la mancanza di progetti, progetti
che noi invece abbiamo realizzato”.
Con la collaborazione anche dei medici?
“Nessuna riforma sanitaria è possibile senza l’accordo preventivo
con i medici”. |