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  8 gennaio 2000
 

Sanità, in Puglia la minor spesa farmaceutica

di Franco Giuliano


In dieci mesi del ’99 "solo" 906 miliardi: 9% in meno della media nazionale. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio dell’Università Bocconi di Milano e dal Ministero

Da gennaio a settembre del ’99 la spesa farmaceutica in Puglia è stata di circa 906 miliardi di lire; quella al netto del ticket è stata invece di circa 790 miliardi: sulla base di questi dati, l’incremento  della spesa farmaceutica in Puglia a carico del Sistema sanitario nazionale risulta del 9,97, inferiore di circa il 9%  e quindi in controtendenza rispetto alla media nazionale.

I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio farmaci del Cergas, Centro ricerche gestione aziende sanitarie dell’Università Bocconi di Milano, e dell’Assr, Agenzia servizi sanitari regionali del

ministero della Sanità, e sono confermati anche dall’elaborazione della Svimservice, società che gestisce il sistema informativo della Regione Puglia.

Un altro elemento significativo che emerge dallo studio – di cui dà notizia la Svimservice con un comunicato – è la decisa ripresa dell’acquisto “privato” di prodotti rimborsabili (prodotti in classe A e B). Cosa che può essere spiegata sia con una maggiore propensione da parte dei cittadini all’acquisto di farmaci senza ricetta Ssn sia da una maggiore prescrizione di farmaci per patologie non “coperte” da nota Cuf, dovuta – è detto nel comunicato – a “ controlli più incisivi sull’attività prescrittiva dei medici”.

I risultati positivi riscontrati in Puglia – rileva Svimservice – derivano anche dalla puntuale attività di monitoraggio sulla spesa farmaceutica che le Asl hanno svolto anche per mezzo del Sistema informativo sanitario regionale. “Tale attività di monitoraggio è già in linea con i fabbisogni informativi del costituendo Osservatorio farmaci previsto dalla legge 448/98, che avrà il duplice scopo di monitorare sia i dati di consumo e impiego della spesa per i farmaci sia quelli in tutto o in parte a carico del Ssn o anche del tutto a carico dei cittadini”.

L’INTERVISTA / L’assessore Saccomanno: siamo stati bravi

La Puglia è stata la regione che ha speso di meno in campo farmaceutico. E’ stato bravo l’assessore a programmare la spesa o si sono ammalati di meno i pugliesi? Michele Saccomanno assessore alla Sanità della regione Puglia, spinge sulla prima ipotesi. “La lezione di contabilità sanitaria – spiega – ha fatto scuola anche a livello nazionale: altre regioni ci hanno copiato chiedendoci le delibere”.

Ci spieghi questa strategia contabile.
“Semplice: uno degli impegni di questa giunta è stato proprio quello di controllare la spesa farmaceutica sia in modo “diretto” sia “indiretto”. Noi siamo una delle poche Regioni che realizza un riparto del fondo sanitario regionale in maniera preventiva e programmata e non a “piè di lista”. Un lavoro di programmazione sul quale ci siamo soffermati sia nel ’98 che nel ’99 con due delibere-guida. Abbiamo aperto una trattativa con tutti i soggetti erogatori di spese sanitarie (case di cura, laboratori) e soprattutto con i medici (gli ordinari), realizzando così una ripartizione della spesa su tutto il territorio e lasciando solo una disponibilità controllata ai direttori generali delle Asl: “potete operare entro questo budget”.

Diciamo che siete stati anche fortunati; possibile che le altre Regioni non siano riuscite…
“Questa programmazione è una attività contabile difficilissima, al punto che anche le altre Regioni hanno avuto come riferimento questo nostro modo di procedere che ci ha permesso di realizzare la vera conoscenza dei punti di spesa, con margini di errore limitati. Visti i risultati”.

Sulla base di che cosa venivano calcolati questi tetti di spesa?
“Tenendo conto delle spese precedenti e del confronto delle spese programmate per ogni settore. Un risultato che non ha subito aumenti  anche con l’esplosione dell’utilizzo della “cura Di Bella”.Ciò significa che non sono i piccoli fattori a generare gli squilibri ma la mancanza di progetti, progetti che noi invece abbiamo realizzato”.

Con la collaborazione anche dei medici?
“Nessuna riforma sanitaria è possibile senza l’accordo preventivo con i medici”.