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  19 febbraio 2000
 

"Arrivederci", benvenuti a Bari

di Alessandra Colucci


L'ultimo numero della rivista dell'Alitalia è dedicato al capoluogo pugliese. Ieri mattina, nella sala giunta del Comune, è stato presentato alla stampa, alla presenza di autorità, esponenti della cultura, amanti della città

(Bari) - Una città dalle infinite anime. Una città che vuole crescere, che sta crescendo, internazionale nelle forme eppure profondamente tradizionalista nell'anima. E' questa la Bari raccontata nell'ultimo numero di "Arrivederci" la rivista dell'Alitalia presentata ieri mattina nella sala Giunta del Comune di Bari.

Erano presenti Maurizio Bocci, responsabile editoriale dell'Alitalia, Simeone Di Cagno Abbrescia, sindaco di Bari, Angiola Filipponio Tatarella, assessore alla Cultura ed al Turismo per il Mediterraneo del Comune, Mimmo Di Paola della Svimservice, Lino Patruno, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Tommaso Affinita dell'Autorità Portuale e Lorenzo Ranieri, presidente della Seap. E proprio da Ranieri l'annuncio più atteso. Il 2 marzo saranno consegnati i cantieri dell'aeroporto. Bari cresce, è ormai evidente.

Da più parti è stato segnalato il ruolo sempre più preponderante che la città ha assunto non solo in Italia, ma nell'intero bacino del Mediterraneo.

Una città che, è stato detto, nel corso del 1999 è stata messa a dura prova soprattutto dalla guerra in Kosovo che ha leso, ma solo in parte, i suoi traffici. Per il 2000 si volta pagina, si riparte, dal milione e duecentomila persone che ogni anno transita al porto, più le 150 mila persone che torneranno ad traccare a Bari, ora che la guerra è solo un brutto ricordo.

"Un vero e proprio biglietto da visita" hanno detto gli ospiti, che racconta la città senza enfatizzarla, ma mostrandola nella sua meravigliosa diversità, nei suoi stridenti contrasti che la rendono affascinante all'occhio indiscreto del turista.

Tutte di grande prestigio le firme che si alternano sulle pagine di "Arrivederci" (150 mila di tiratura, distribuzione su tutti gli aerei dell'Alitalia, nei voli nazionali, perché in quelli intercontinentali c'è "Ulisse 2000").

Si passa da Carlo Gentile, consulente dell'Assessorato alla Cultura ed al Turismo per il Mediterraneo, a Michele Cristallo, direttore de "La Gazzetta dell'Economia".

Gli articoli raccontano ciascuno una sfaccettatura del costume, della società, della storia e del colore di Bari, rifuggendo dalla facile agiografia e puntando l'obiettivo, piuttosto, su tutto quello che c'è da fare per far crescere sempre di più il capoluogo.

Una sorta di "salotto buono" o di vademecum se si preferisce, dove l'economia lascia lo spazio alla cultura che lo lascia all'arte, al commercio e via dicendo. Belli i testi e splendide le fotografie, che acchiappano momenti quotidiani e li affiancano sapientemente alle bellezze architettoniche, nella brillante sinfonia di diversità, di lingue, di colori e di culture che fa di Bari una città indimenticabile.