"Arrivederci", benvenuti
a Bari di Alessandra Colucci
L'ultimo numero della rivista dell'Alitalia è dedicato
al capoluogo pugliese. Ieri mattina, nella sala giunta del
Comune, è stato presentato alla stampa, alla presenza di autorità,
esponenti della cultura, amanti della città
(Bari) - Una città dalle infinite anime. Una città
che vuole crescere, che sta crescendo, internazionale nelle
forme eppure profondamente tradizionalista nell'anima. E'
questa la Bari raccontata nell'ultimo numero di "Arrivederci"
la rivista dell'Alitalia presentata ieri mattina nella sala
Giunta del Comune di Bari.
Erano presenti Maurizio Bocci, responsabile editoriale dell'Alitalia,
Simeone Di Cagno Abbrescia, sindaco di Bari, Angiola Filipponio
Tatarella, assessore alla Cultura ed al Turismo per il Mediterraneo
del Comune, Mimmo Di Paola della Svimservice, Lino Patruno,
direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Tommaso Affinita
dell'Autorità Portuale e Lorenzo Ranieri, presidente della
Seap. E proprio da Ranieri l'annuncio più atteso. Il 2 marzo
saranno consegnati i cantieri dell'aeroporto. Bari cresce,
è ormai evidente.
Da più parti è stato segnalato il ruolo sempre più preponderante
che la città ha assunto non solo in Italia, ma nell'intero
bacino del Mediterraneo.
Una città che, è stato detto, nel corso del 1999 è stata
messa a dura prova soprattutto dalla guerra in Kosovo che
ha leso, ma solo in parte, i suoi traffici. Per il 2000 si
volta pagina, si riparte, dal milione e duecentomila persone
che ogni anno transita al porto, più le 150 mila persone che
torneranno ad traccare a Bari, ora che la guerra è solo un
brutto ricordo.
"Un vero e proprio biglietto da visita" hanno detto gli ospiti,
che racconta la città senza enfatizzarla, ma mostrandola nella
sua meravigliosa diversità, nei suoi stridenti contrasti che
la rendono affascinante all'occhio indiscreto del turista.
Tutte di grande prestigio le firme che si alternano sulle
pagine di "Arrivederci" (150 mila di tiratura, distribuzione
su tutti gli aerei dell'Alitalia, nei voli nazionali, perché
in quelli intercontinentali c'è "Ulisse 2000").
Si passa da Carlo Gentile, consulente dell'Assessorato alla
Cultura ed al Turismo per il Mediterraneo, a Michele Cristallo,
direttore de "La Gazzetta dell'Economia".
Gli articoli raccontano ciascuno una sfaccettatura del costume,
della società, della storia e del colore di Bari, rifuggendo
dalla facile agiografia e puntando l'obiettivo, piuttosto,
su tutto quello che c'è da fare per far crescere sempre di
più il capoluogo.
Una sorta di "salotto buono" o di vademecum se si preferisce,
dove l'economia lascia lo spazio alla cultura che lo lascia
all'arte, al commercio e via dicendo. Belli i testi e splendide
le fotografie, che acchiappano momenti quotidiani e li affiancano
sapientemente alle bellezze architettoniche, nella brillante
sinfonia di diversità, di lingue, di colori e di culture che
fa di Bari una città indimenticabile. |
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