Nasce il Bancomat sanitario.
Lo fanno i baresi, ma a Lecco. di Davide Carlucci
(Bari) - Una carta dei servizi sanitari,che consenta
di fare a meno di ricette e certificati. O che contenga informazioni
su eventuali allergie e su tutta la “storia” clinica personale
di un singolo paziente. Al progetto, che sta partendo in questi
giorni nella provincia di Lecco, stanno lavorando quindici
tecnici informatici della Svimservice, l’azienda pugliese
specializzata nella realizzazione e gestione di reti informatiche
(fra le quali, quella degli ospedali della Puglia).
Proprio in questi giorni sono state stampate le prime diecimila
card, presto saranno diffuse. E’ un progetto sperimentale
– il primo di questo tipo in Italia, con rari precedenti nel
resto d’ Europa – commissionato da una società della regione
Lombardia, che ha affidato il progetto-pilota a un raggruppamento
d’imprese internazionali, capeggiato dalla Ericsson. La Svimservice,
in particolare, si occupa, in collaborazione con la francese
Sema Group, della realizzazione dei software applicativi che
possono sviluppare tutte le funzionalità della carta.
Il progetto si basa su tre aspetti. Il primo è la realizzazione
di una rete unitaria dei soggetti e degli operatori pubblici
presenti sul territorio. Non solo la sanità, dunque, ma, in
prospettiva, anche i trasporti, l’anagrafe e gli altri servizi
ai quali il cittadino accede. La carta dei servizi è invece
– ecco il secondo aspetto – una sorta di bancomat dotata di
microchip che contiene tutti gli elementi d’identificazione
dell’utente e tutte le informazioni sui servizi che si possono
attivare. Si parte con quelli sanitari (terzo elemento): tramite
la card si può accedere alle informazioni presenti nelle banche
dati centrali. Ma nell’aggeggio di plastica è “scritto” anche
quale sia il gruppo sanguigno del cittadino o a quali farmaci
sia allergico.
Tutto questo può servire, in situazioni normali, a evitare
di portare ogni volta con sé documenti, referti medici, certificati
o altri pezzi di carta. In casi straordinari, invece – ad
esempio, un incidente stradale – i medici del pronto soccorso
possono ottenere in tempi rapide informazioni, decisive sui
trascorsi sanitari del paziente. E non è un vantaggio di poco
conto.
Ovviamente occorre il consenso del paziente. E qui si stanno
studiando le soluzioni più adatte al caso. “Dal punto di vista
tecnologico – spiega infatti Carlo Russo, direttore del settore
marketing e sviluppo della Svimservice, che sta seguendo il
progetto – è tutto pronto. Quel che stiamo cercando di escogitare,
invece, è il sistema per rendere tutto ciò compatibile con
la legge sulla Privacy. La carta, infatti, contiene la firma
elettronica del paziente, ovvero un codice di identificazione
personale che gli apre le porte d’accesso a tutte le banche
dati contenenti informazioni che lo riguardano. Il punto,
però, è consentire l’accesso anche quando l’individuo non
è cosciente perché, poniamo, vittima di un grave incidente.
L’ipotesi a cui stiamo pensando è di concedere un’autorizzazione
speciale ad alcune categorie particolari di medici, come quelli
che operano nel pronto soccorso o a determinati specialisti
da individuare a seconda dei casi”.
Ma la tutela della riservatezza non è l’unico ostacolo che
impedisce il dispiegamento di tutte le potenzialità del progetto:
“E’ necessario, preliminarmente, il coordinamento fra i vari
enti e le varie istituzioni che lavorano nel settore pubblico”.
E non è semplice: se già risulta complicato consentire che
un ufficio dell’Ausl sia connesso con un’azienda ospedaliera,
figuriamoci le difficoltà per realizzare una carta dei servizi
che dia la possibilità di usufruire anche dei servizi riguardanti
l’agricoltura o la pubblica amministrazione, obiettivo finale
del progetto in cui è coinvolta la Svimservice. “Stiamo studiando,
inoltre – conclude Russo – tutte le soluzioni che possano
consentire la massima sicurezza del sistema informativo. Bisogna
prevenire anche la minima possibilità, da parte di chiunque,
di violare la rete di protezione dei dati per scopi illeciti”.
Intanto, i cittadini della provincia di Lecco stanno ricevendo,
a casa, le prime carte dei servizi. Se dovesse andar bene,
l’esperimento sarà esteso a tutta la Lombardia e a gestirlo
potrebbe essere lo stesso raggruppamento di imprese, che in
questa fase anticipa le spese per la realizzazione, in previsione
di un rimborso futuro. Ma Domenico Di Paola, presidente della
Svimservice, ha un’ambizione in più e candida la sua azienda
a riproporre l’esperienza in Puglia, sulla scia dell’esempio
lombardo. Certo, pensare a soluzioni del genere nell’unica
regione, in Italia, sprovvista di un sistema di coordinamento
delle emergenze – il 118 – sembra ancora un esercizio di fantasanità. |
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