Le
quattro regioni di Svimservice
di Michele Marolla
Il Presidente
/ Forte presenza in Puglia, Lombardia, Liguria e Toscana.
Di Paola: gli stranieri sono i benvenuti in questo settore
(Bari) - La
Svimservice, una delle maggiori aziende italiane di servizi
informatici, sicuramente la principale tra quelle locali in
Puglia, è nata nel 1974, presidente è Domenico Di Paola, mentre
amministratore delegato è Giancarlo Di Paola. Ha chiuso il
2000 con un fatturato di circa 30 miliardi ed è certificata
UNI EN ISO 9001.
Attualmente ha 250 dipendenti, in prevalenza specialisti di
sistemi e reti, ingegneri, addetti all'assistenza alla clientela,
oltre la metà ha meno di 35 anni. I punti di forza della Svimservice
sono la fornitura di servizi informatici per la sanità e la
pubblica amministrazione con una forte presenza in Puglia,
Lombardia, Liguria e Toscana. Il programma strategico ha sostanzialmente
tre macro-obiettivi: consolidarsi come prima società informatica
sanitaria nazionale, qualificare le proprie risorse per esportare
in tutta Italia la "generazione digitale pugliese", agevolare
il salto tecnologico in paesi in via di ricostruzione come
quella dei Balcani.
"Noi - spiega il presidente di Svimservice - confidiamo nello
sviluppo informativo del sistema sanitario della nostra regione,
nonché nell'applicazione della sperimentazione per conto della
Lisit (società della Regione Lombardia) e, come subfornitori
di un consorzio con capogruppo Ericsson, puntiamo sullo sviluppo
di queste attività che in futuro potrebbero produrre effetti
positivi a livello nazionale. Penso alla carta sanitaria.
Puntiamo inoltre allo sviluppo di alcune aree importanti di
informatica per la pubblica amministrazione locale e di attività
all'estero ed in particolare al supporto alla domanda del
mercato greco di servizi e sistemi infotelematici nel campo
della sanità".
Questa forte specializzazione mette al riparo dai pericoli
della concorrenza straniera?
"Lo sbarco di uno straniero - risponde Domenico Di Paola -
sarebbe un pericolo in un Paese in cui vi fosse un obiettivo
strategico in un settore (quando il Giappone ha puntato sull'industria
dell'auto, dell'elettronica e del nucleare, se fosse sbarcata
un'azienda americana, sarebbe stato ucciso un sistema di imprese
che stava nascendo). Non mi risulta che questo stia avvenendo
in Italia. Anzi ben vengano gli stranieri, in un settore in
cui né il pubblico né il privato investono tanto. Quindi non
c'è un pericolo, specie se diventano partner. Preferisco confrontarmi
in un mercato ricco di sviluppo e di domanda anche se questo
significa doversi misurare in maniera dura, piuttosto che
essere solo in un mercato che non si muove".
In questo contesto che ruolo può giocare Tecnopolis?
"E' una realtà nata da un'idea e non da una necessità
espressa dal mercato e quindi aveva tutti i rischi e le difficoltà
di questo partire da un'idea, comunque mi sembra sia riuscita,
pur attraverso tanti problemi, a trovare la forza e l'energia
per un'importante collocazione. Se Tecnopolis svolge un ruolo
di stimolo e di razionalizzazione della domanda (il mercato
molte volte non si muove o si muove male perché non riesce
ad esprimere correttamente la propria domanda) tutti gliene
dovremmo essere grati". |
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