Anche
Bari ha detto la sua, il polo Tecnopolis
di Michele Marolla
Innovazione
/ Dai primi calcolatori del Csata ai personal computer in
tutte le case, intervista a Luciano Galeone, presidente del
parco scientifico. Ormai i computer sono diventati il nuovo
sistema nervoso del mondo
(Bari) - Sono
lontani i tempi in cui, quasi da apprendisti stregoni, nelle
strutture del Csata al campus di Bari, "giravano" i primi
calcolatori, con le schede forate in cartoncino e un alone
di mistero, quasi fosse un miracolo, della scienza certo,
ma pur sempre miracolo. Del resto il primo computer digitale
costruito in serie ha solo 50 anni, pesava 13 tonnellate e
fu utilizzato nel giugno del 1951 presso gli uffici anagrafe
Usa.
Oggi i personal computer sono in quasi tutte le case e l'informatica,
seppure ancora largamente incomprensibile ai più, ci si è
rassegnati quanto meno a tollerarla, a usarla, se non a mitizzarla,
anche nella vita quotidiana. L'information and communication
technology è ormai un mondo vastissimo e complesso, tanto
che è perfino difficile parlare di comparto unitario.
"Oggi - dice Daniele Bettarelli, ingegnere aeronautico, dall'anno
scorso amministratore delegato di Netsiel - parlare di informatica
è come parlare di trasporti: ci sono i carri armati e le macchine
formula uno, le berline e le biciclette; infatti call center
e software sono attività "artigianali", e vediamo Paesi, si
pensi all'India e al Pakistan e nel passato anche all'Irlanda,
che hanno un costo del lavoro basso ed una buona qualità della
formazione universitaria, dove si stanno sviluppando attività
di manovalanza. Le infrastrutture si fanno da un'altra parte.
I paesi sviluppati sono quelli dove si sviluppano le infrastrutture.
Una cosa è fare un'attività esclusivamente labour intensive
un'altra quando si trascina dietro logiche di infrastruttura
e di impianti oltre che di occupazione".
"Il settore informatico - conferma Mimmo Di Paola presidente
della Svimservice - è ormai così vasto che non può esistere
al mondo chi possa abbracciare con logiche di leadership tutte
queste attività".
E' lontano il tempo del dominio Ibm che vendeva macchine e
conoscenza, successivamente è stato il periodo del dominio
delle factory di software, dove si elaboravano e si producevano
programmi, oggi il mondo dell'Ict è un'altra cosa ancora,
variegato e senza un padrone incontrastato.
"C'è una grossa evoluzione - spiega Bettarelli - da un mondo
informatico più "artigianale" ad un mondo di servizi più industriale;
oggi le telecomunicazioni in un sistema informatico rappresentano
dal 25% al 50% del valore economico complessivo. I sistemi
stanno diventando meccanismo di interconnessione tra persone
e imprese ed internet sta esasperando questo concetto. Stiamo
andando violentemente verso un mondo dove questa infrastruttura
che nasce con un pc, le reti, grandi calcolatori, e grandi
banche dati, diventa sistema nervoso del mondo. Telecomunicazioni
e sistemi informatici vanno a confluire e entriamo nel mondo
dell'Ict che ha regole e meccanismi un po' diversi rispetto
a prima e questo può modificare radicalmente anche gli attori
sul mercato. Fino a ieri compravamo un calcolatore dell'Ibm,
ci mettevamo del software, oggi nessuno si sogna nella telefonia
di acquistare il sistema di controllo del palazzo, poi il
filo e poi il telefono, prende tutto il sistema. Sta succedendo
la stessa cosa nel mondo informatico, per cui i sistemi diventano
fondamentali per le imprese, l'offerta di sistemi informatici,
più che acquisto di box è un acquisto di potenze, di capacità
di utilizzo di certi sistemi".
E' in questa situazione che nel capoluogo pugliese e nel suo
hinterland sono sorte una serie di imprese del settore. "Bari
- dice il presidente di Tecnopolis Luciano Galeone - evolve
sempre più verso una dimensione di "polo tecnologico", molte
aziende nel campo dell'Ict si sono insediate nel nostro territorio.
Un forte ruolo di attrazione fu avviato proprio da noi, nell'ambito
del Progetto di sperimentazione del programma Tecnopolis dando
il via all'insediamento di numerose realtà, il cui risultato
più significativo fu quello di Netsiel, nata nel parco scientifico
barese e sviluppatasi successivamente e autonomamente fino
a diventare la realtà odierna. Attualmente, a partire da EDS,
Getronics, Netsiel, ma anche da Svimservice, realtà locale
sempre più significativa, si può davvero parlare di creazione
a Bari di un polo tecnologico".
Pur valutando positivamente l'arrivo di tante imprese del
settore l'ing. Di Paola predica prudenza: "Non dobbiamo commettere
l'errore di pensare di essere la California, si tratta solo
di piccole e medie imprese; certo è possibile creare le condizioni
per costruire un polo di aziende informatiche, stimolando
i vari soggetti, a cominciare dalla parte pubblica che potrebbe
attivare di più meglio i mercati locali". "Solo qualche anno
addietro - ricorda ancora Di Paola - c'erano tante aziende
locali che bene o male avevano una proiezione di mercato non
solo nel territorio di insediamento. Oggi di quelle imprese
è rimasta solo la Svimservice".
"Un call center nasce in un mese e si può spegnere in tre
ore - ammette l'amministratore delegato di Netsiel - un'infrastruttura
è un'altra cosa, c'è un palazzo, ci sono le macchine, impianti,
reti. Le amministrazioni locali dovrebbero aiutare chi va
in questa direzione, Bari si confronta con grande competitività
non per i bassi stipendi, ma per un fatto di logica di attività.
Il prodotto che esce da Bari è un prodotto di qualità ad un
costo inferiore rispetto ad altre parti".
"Se vogliamo parlare di net economy, di attività avanzate
nell'infotelematica - incalza Di Paola - bisogna capire che
un call center nasce da logiche di sola convenienza, un call
center oggi c'è, domani, se conviene, si può spostare in Albania".
Un altro aspetto è quello delle professionalità. "Nella localizzazione
di questo tipo di imprese - sottolinea Bettarelli - non è
ininfluente l'università: la logica, le persone non nascono
in un giorno, e qui c'è una buona scuola, un contesto complessivo
che ha facilitato gli insediamenti. Certo non vedo una grande
attenzione dei mondi amministrativi, Comune, Regione, Provincia,
mentre c'è un'attenzione molto forte dell'Università e del
Politecnico".
D'altra parte Di Paola avverte come "l'evoluzione delle figure
professionali sia molto più rapida del corso di studi; bisognerebbe
migliorare l'interazione tra impresa, quella che c'è, e l'Università.
Bisogna riconoscere che nel momento in cui oggi servono determinati
profili, se vengono preparati con i tempi e le modalità previste
attualmente, quasi sicuramente quando saranno pronti non serviranno
già più".
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