Svimservice,
il privato aiuta il pubblico
di Cinzia Ficco
La società
barese, che opera nel settore sanità, è leader
nei rapporti con la Pubblica Amministrazione
(Bari) - Si
chiama Svimservice ed è tra le poche aziende del Sud,
che velocizza e migliora la vita al cittadino nei suoi rapporti
con la Pubblica Amministrazione, in particolare nel settore
sanità. Sorta nel 1974 per merito dell'attuale presidente,
Domenico Di Paola, è oggi una delle maggiori aziende
italiane di servizi informatici, tra le prime nel campo dell'informatica
sanitaria, presente anche a Lussemburgo, con un suo ufficio.
La Svimservice, che ha il suo quartiere generale a due passi
dalla Fiera del Levante, gestisce sistemi informatici ma produce
anche applicazioni specifiche che riguardano l'anagrafe degli
assistibili, la medicina di base, quella specialistica, la
contabilità delle farmacie, il monitoraggio della spesa
farmaceutica, il CUP Centro unico prenotazioni aperto agli
operatori del settore, alle farmacie e ai medici di base,
le banche dati del sangue, il controllo dei prezzi, delle
tecnologie, del personale. Gli interni circolari della sede,
quasi ad evocare il "faro" posizionato di fronte
al quartier generale, sono stati arredati da un architetto
giapponese, con stucco veneziano alle pareti, scaffalature
dello stesso bianco del cielo di Puglia e pavimento del mare
barese d'inverno.
L'azienda conta 250 unità lavorative e fattura 35 miliardi
di lire. Tra i suoi clienti le Regioni: Puglia, Lombardia,
Liguria, Toscana, le Aziende sanitarie Usl Napoli 4-5, la
provincia di Bari, L'Asgas di Bari, il Comune di Brescia,
le Province di Cagliari e Trapani, i Comuni di Nardò
e San Pietro Vernotico. Tra i progetti attuali di un certo
peso, l'esperimento a Lecco, in Lombardia, di un sistema che
mette in rete utenti, medici e Asl. Un'iniziativa curata in
partnership con Ericsson, Sema Group, Eisag e Sun Microsystem.
Si tratta del progetto pilota SISS Sistema Informativo Socio
Sanitario.
"Miriamo - spiega Giancarlo Di Paola, fratello minore
di Domenico e amministratore delegato - a ridurre i tempi
di attesa per una prestazione sanitaria ed eliminare le code
allo sportello per il rilascio di una carta d'identità.
L'impegno è quello di abbattere tutte le barriere tecnologiche
ed organizzative e lavorare perché all'informazione
e ai servizi si possa accedere scegliendo indifferentemente
la televisione, il computer, il telefono fisso o quello mobile".
Il successo dell'azienda? Poggia su un "quadrifoglio"
con quattro f: fidelizzazione del collaboratore, femminilizzazione
(il 45% dei dipendenti è costituito da donne), fun,
ossia divertimento, e formazione, quella che solletica la
curiosità". Punto di forza anche la scuola di
specializzazione "Al faro", sorta nel '99 per diffondere
una nuova cultura del servizio pubblico.
IL BUSINESS
Attiva da Milano a Catanzaro
Svimservice, certificata Uni En Iso 9001, sorta nel '74 ad
opera di Domenico Di Paola, attuale presidente, è oggi
una tra le maggiori società meridionali di servizi
informatici, leader a livello regionale, presente a livello
nazionale da Catanzaro a Milano e a livello europeo è
presente anche a Lussemburgo. Mission dell'azienda è
agevolare la vita al cittadino. Realizza e gestisce per questo
sistemi informatici che riducano i tempi di attesa per una
prestazione sanitaria o eliminino le code allo sportello.
Due i campi d'intervento: la Sanità e le Pubbliche
Amministrazioni.
Da anni l'azienda si muove sul fronte della telemedicina e
dell'e-salute. Di recente a Lecco in partnership con Ericsson,
Sema Group, Elsag e Sun Microsystem, sta curando il progetto
pilota "Siss - Sistema Informativo Socio Sanitario".
Un esperimento unico in Italia di rete info-telematica che
collega Asl, farmacie, aziende ospedaliere, pediatri, medici
di base, laboratori di analisi. Da quattro mesi i cittadini
della provincia di Lecco utilizzano la smartcard al posto
del codice fiscale e del libretto sanitario. Entro il 2001
si prevede di estendere l'uso del supporto magnetico a tutti
i 305 mila abitanti della provincia lombarda, che saranno
collegati a 275 medici di base e pediatri, 50 presidi sanitari,
33 presidi socio-sanitari e 90 farmacie. Due mesi fa è
stato avviato il progetto di un portale che dovrà collegare
tutti gli operatori sanitari, in modo tale che alla fine il
paziente possa recarsi dal medico solo per essere visitato.
Tra i servizi offerti dalla Svimservice c'è anche la
consulenza e la formazione direzionale. Tre i progetti per
il futuro: diventare la prima società di informatica
sanitaria nazionale, qualificare le risorse umane per diffondere
la cosiddetta "generazione digitale" pugliese, migliorare
la qualità della vita nei Balcani con l'alta tecnologia.
E questo, puntando sulla scuola d'eccellenza "Al faro",
sorta due anni fa, per creare una nuova cultura del servizio
pubblico. "Corsi che non mirano a fare profitti - afferma
Domenico Di Paola - ma a diffondere la nostra cultura a Bari,
nella Regione e nel Mediterraneo. Vorremmo essere un faro
e far capire che senza cultura, non si può fare formazione".
LA CURIOSITA'
Doccia e vista sul mare per i dipendenti
Due le chiavi del successo dell'azienda: il rapporto di complementarietà
tra due fratelli, tanto differenti dal punto di vista caratteriale,
e la valorizzazione delle risorse umane.
Domenico Di Paola, il presidente, taciturno, ponderato, equilibrato,
il "saggio"; Giancarlo, l'amministratore delegato,
brillante, creativo, provocatore. L'uno, ingegnere aerospaziale,
prossimo astrofisico, adora il filosofo Kant e la scherma.
L'altro, esperto di economia e finanza, redige i bilanci dell'azienda,
ma lo fa ispirandosi al "divertimento che educa".
Grande estimatore e amico del sociologo napoletano, Domenico
De Masi (peraltro componente del Comitato scientifico della
scuola "Al faro"), ama provocare e meravigliare.
In un gioco alla ricerca costante di un equilibrio dinamico,
riescono a ritrovarsi sulla funzione "etica" dell'azienda,
sulla sua responsabilità rispetto alla crescita del
territorio e sul fatto che i problemi concreti di una realtà
imprenditoriale possano essere risolti solo "guardando
qualche volta verso l'alto, cioè al cielo", spiega
Domenico, "ossia, con una visione più ampia dell'esistenza".
E il personale? Ognuno dispone di una camera con vista sul
mare e per tutti un unico posto doccia e un giardinetto sul
terrazzo. Su otto ore di lavoro, tre-quattro sono quelle di
"full immersion". Le altre servono ad ampliare la
rete di conoscenza dell'azienda. La mattina si può
entrare dalle 8 alle 10, nel pomeriggio è stato fissato
un margine di tre ore per il rientro. Come si vede, larga
flessibilità per responsabilizzare i collaboratori.
Nessun premio o incentivazione dall'alto. Del resto, non avrebbe
senso in un contesto dove tutti sono legati da un senso di
appartenenza all'azienda. "E poi - spiega l'amministratore
delegato - creerebbe troppa competitività. Meglio una
valutazione incrociata tra collaboratori. Puntiamo molto sulle
risorse umane. E facilitiamo il loro lavoro. Non dimentichiamo
che in 19 anni non abbiamo mai licenziato nessuno e che il
nostro primo cliente è il nostro collaboratore. La
nostra mission, migliorare la vita, è evidente, è
valida sia all'esterno dell'azienda, che all'interno".
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