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la "Duse" riavrà i computer
di Paolo Berizzi
La scuola saccheggiata
è adottata dalla Svimservice. Già in corso contatti per l'allestimento
del laboratorio multimediale dopo il furto. Il preside: "Grazie".
(Bari) - A
sentire Alessandro, seconda B, dodici anni, capelli corti
corti sopra due occhialini da intellettuale marxista, per
essere felici a questa età non bastano i Lunapop sparati nelle
cuffie del Sony. Né la mountain bike che se fai il bravo poi
arriva il "motore", né le mancette da convertire in gettoni
in sala giochi. Non solo. Meglio: potrebbero anche bastare
ma se c'è pure il computer a scuola, gratis, comodo, con il
prof che t'insegna a navigare, allora è un'altra cosa.
Qui San Girolamo, scuola media "Duse" cuore didattico e culturale
pulsante di un quartiere difficile. Fine della quinta ora,
cioè fine delle lezioni. Nelle aule del plesso "Nettuno",
una delle tre sedi di cui si compone l'istituto bella struttura
moderna e luminosa ricavata al piano terra di un edificio
primi anni '90 si respira come un'aria nuova, adesso. Contenti
gli alunni, contenti i professori, contenti il bidello e i
segretari.
Dice Alessandro il dodicenne: "Sono felice, avremo di nuovo
i nostri computer. Mi hanno detto che qualcuno ce li ha regalati,
queste sono brave persone e io voglio ringraziarle: ci pensa
lei a dirglielo? Ah, dimenticavo. Anche ai ladri volevo dire
una cosa: svaligiando un laboratorio, hanno fatto del male
a tutti noi. Mi chiedo: ma proprio in una scuola dovevano
rubare?". Alessandro e i suoi compagni hanno imparato la lezione
banalmente, retoricamente più importante: capita, capita anche
qui dove la criminalità non è un'invenzione cinematografica
che il Bene a volte vince sul Male; che il buon senso, l'iniziativa
di qualcuno oscuri l'imbecillità di altri. E adesso, finalmente,
" si comincia a intravedere l'alba" dice sollevato e quasi
commosso il preside Vincenzo Romano.
Perché alla scuola "Duse", quest'anno, l'uovo di Pasqua ha
riservato una bella sorpresa: un laboratorio multimediale.
Nuovo di zecca. Regalato dalla Svimservice, società di software
barese ormai tra i leader europei nel settore. Bella sorpresa
sì. Questa. Perché, dieci giorni fa, di sorpresa ce n'era
stata un'altra: brutta, inopportuna, a ciel sereno. Cronaca
nera. Un'incursione nella notte, barbara, immotivata, fulminea
quanto ignobile. Che è suonata come uno sfregio. Qualcuno
forza una porta antipanico, entra nella scuola, va dritto
al laboratorio informatico e porta via tutto: computer, stampanti,
modem, videoregistratori, televisori, tastiere elettroniche,
fotocopiatrice (poi restituita, solo quella). Buttando all'aria
due anni di lavoro, di corsi organizzati sia per gli alunni
e che per i genitori. Una mazzata, morale, ancorché materiale
per il preside, i docenti e i ragazzi.
Ora, dopo, il bel gesto della Svimservice, reso possibile
grazie all'interessamento di Repubblica, il preside della
"Duse" non sa quasi come ringraziare. "Non me lo aspettavo,
non così in fretta, che qualcuno si offrisse per allestire
un nuovo laboratorio. Dico grazie a Domenico Di Paola (presidente
della Svimservice, ndr) e a Repubblica. Questo è un grosso
contributo per garantire lo sviluppo culturale della popolazione
di San Girolamo. Penso ai ragazzi, prima di tutto. Un minimo
di alfabetizzazione informatica, oggi, è fondamentale per
la ricerca di una prima occupazione; per sperare in un posto
di lavoro".
Pensa ai ragazzi Vincenzo Romano, ma non solo. "I corsi gratuiti
d'inglese e d'informatica che avevamo promosso per i genitori
- racconta - avevano avuto ottimi riscontri, anche da parte
di mamme e papà, che non ci aspettavamo proprio". E il furto,
il blitz nella notte? "Non so chi sia stato ma di certo qualche
imbecille: rubare in una scuola è come rubare in una chiesa.
C'è qualcuno che non capisce l'importanza di un istituto che
funziona bene come la "Duse". San Girolamo, come altri quartieri
di Bari, è una zona "a rischio"; ma il problema, qui, è che
una piccola percentuale di abitanti, quelli che delinquono,
continua a rovinare l'immagine di tanta gente per bene". E'
così. E forse non è neppure un caso che i pochi e cattivi
abbiano profanato uno dei luoghi, la scuola, dei molti e per
bene. Ma oggi, almeno in sala computer, tutto torna come prima.
Fino a quando?
Ma non è finita. Di Paola ha deciso di aprire le porte del
suo centro di formazione "Al faro" ai ragazzi della scuola.
"Non solo perché siamo vicini - dice l'ingegnere della Svimservice
- ma perché crediamo molto in questo tipo di interventi. Insomma
si parla tanto di prevenzione, ma poi gli atti concreti…".
La scuola "Al Faro" - che si chiama così perché lì sorge la
sede della Svimservice - è stata costituita nel '99: si tratta,
per Domenico Di Paola, di una iniziativa concepita con criteri
manageriali, intesa come no-profit, nel senso che tutto ciò
che si produce viene reinvestito per i compiti istituzionali
della scuola. Ciò è testimoniato anche dalla composizione
del comitato tecnico scientifico, che si onora della presenza
di personalità illustri nel campo del management, delle scienze
esatte, umanistiche e sociali, quali Barbara Curcio Rubertini,
Francesco Adduci, Domenico De Masi, Gino Di Paola, Gianfranco
Dioguardi, Donato Limone, Giovanni Girone, Angela Filipponio,
Severino Meregalli, Alessandro Napoli, Giuseppe Pasquale,
Carlo Ramponi, Antonello Zangrandi.
Ciò che la scuola si prefigge è di dare un contributo per
diffondere, attraverso la formazione, la cultura nella nostra
città, nella Regione, nel Mediterraneo, perché - come afferma
Di Paola - "non c'è cultura senza formazione". Si tratta,
in altre parole, di "riscrivere la formazione specialistica
in chiave umanistica, di fare una formazione che tenga conto
dell'uomo". |
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