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  17 aprile 2001


E la "Duse" riavrà i computer

di Paolo Berizzi


La scuola saccheggiata è adottata dalla Svimservice. Già in corso contatti per l'allestimento del laboratorio multimediale dopo il furto. Il preside: "Grazie".

(Bari) - A sentire Alessandro, seconda B, dodici anni, capelli corti corti sopra due occhialini da intellettuale marxista, per essere felici a questa età non bastano i Lunapop sparati nelle cuffie del Sony. Né la mountain bike che se fai il bravo poi arriva il "motore", né le mancette da convertire in gettoni in sala giochi. Non solo. Meglio: potrebbero anche bastare ma se c'è pure il computer a scuola, gratis, comodo, con il prof che t'insegna a navigare, allora è un'altra cosa.

Qui San Girolamo, scuola media "Duse" cuore didattico e culturale pulsante di un quartiere difficile. Fine della quinta ora, cioè fine delle lezioni. Nelle aule del plesso "Nettuno", una delle tre sedi di cui si compone l'istituto bella struttura moderna e luminosa ricavata al piano terra di un edificio primi anni '90 si respira come un'aria nuova, adesso. Contenti gli alunni, contenti i professori, contenti il bidello e i segretari.
Dice Alessandro il dodicenne: "Sono felice, avremo di nuovo i nostri computer. Mi hanno detto che qualcuno ce li ha regalati, queste sono brave persone e io voglio ringraziarle: ci pensa lei a dirglielo? Ah, dimenticavo. Anche ai ladri volevo dire una cosa: svaligiando un laboratorio, hanno fatto del male a tutti noi. Mi chiedo: ma proprio in una scuola dovevano rubare?". Alessandro e i suoi compagni hanno imparato la lezione banalmente, retoricamente più importante: capita, capita anche qui dove la criminalità non è un'invenzione cinematografica che il Bene a volte vince sul Male; che il buon senso, l'iniziativa di qualcuno oscuri l'imbecillità di altri. E adesso, finalmente, " si comincia a intravedere l'alba" dice sollevato e quasi commosso il preside Vincenzo Romano.

Perché alla scuola "Duse", quest'anno, l'uovo di Pasqua ha riservato una bella sorpresa: un laboratorio multimediale. Nuovo di zecca. Regalato dalla Svimservice, società di software barese ormai tra i leader europei nel settore. Bella sorpresa sì. Questa. Perché, dieci giorni fa, di sorpresa ce n'era stata un'altra: brutta, inopportuna, a ciel sereno. Cronaca nera. Un'incursione nella notte, barbara, immotivata, fulminea quanto ignobile. Che è suonata come uno sfregio. Qualcuno forza una porta antipanico, entra nella scuola, va dritto al laboratorio informatico e porta via tutto: computer, stampanti, modem, videoregistratori, televisori, tastiere elettroniche, fotocopiatrice (poi restituita, solo quella). Buttando all'aria due anni di lavoro, di corsi organizzati sia per gli alunni e che per i genitori. Una mazzata, morale, ancorché materiale per il preside, i docenti e i ragazzi.

Ora, dopo, il bel gesto della Svimservice, reso possibile grazie all'interessamento di Repubblica, il preside della "Duse" non sa quasi come ringraziare. "Non me lo aspettavo, non così in fretta, che qualcuno si offrisse per allestire un nuovo laboratorio. Dico grazie a Domenico Di Paola (presidente della Svimservice, ndr) e a Repubblica. Questo è un grosso contributo per garantire lo sviluppo culturale della popolazione di San Girolamo. Penso ai ragazzi, prima di tutto. Un minimo di alfabetizzazione informatica, oggi, è fondamentale per la ricerca di una prima occupazione; per sperare in un posto di lavoro".

Pensa ai ragazzi Vincenzo Romano, ma non solo. "I corsi gratuiti d'inglese e d'informatica che avevamo promosso per i genitori - racconta - avevano avuto ottimi riscontri, anche da parte di mamme e papà, che non ci aspettavamo proprio". E il furto, il blitz nella notte? "Non so chi sia stato ma di certo qualche imbecille: rubare in una scuola è come rubare in una chiesa. C'è qualcuno che non capisce l'importanza di un istituto che funziona bene come la "Duse". San Girolamo, come altri quartieri di Bari, è una zona "a rischio"; ma il problema, qui, è che una piccola percentuale di abitanti, quelli che delinquono, continua a rovinare l'immagine di tanta gente per bene". E' così. E forse non è neppure un caso che i pochi e cattivi abbiano profanato uno dei luoghi, la scuola, dei molti e per bene. Ma oggi, almeno in sala computer, tutto torna come prima. Fino a quando?

Ma non è finita. Di Paola ha deciso di aprire le porte del suo centro di formazione "Al faro" ai ragazzi della scuola. "Non solo perché siamo vicini - dice l'ingegnere della Svimservice - ma perché crediamo molto in questo tipo di interventi. Insomma si parla tanto di prevenzione, ma poi gli atti concreti…". La scuola "Al Faro" - che si chiama così perché lì sorge la sede della Svimservice - è stata costituita nel '99: si tratta, per Domenico Di Paola, di una iniziativa concepita con criteri manageriali, intesa come no-profit, nel senso che tutto ciò che si produce viene reinvestito per i compiti istituzionali della scuola. Ciò è testimoniato anche dalla composizione del comitato tecnico scientifico, che si onora della presenza di personalità illustri nel campo del management, delle scienze esatte, umanistiche e sociali, quali Barbara Curcio Rubertini, Francesco Adduci, Domenico De Masi, Gino Di Paola, Gianfranco Dioguardi, Donato Limone, Giovanni Girone, Angela Filipponio, Severino Meregalli, Alessandro Napoli, Giuseppe Pasquale, Carlo Ramponi, Antonello Zangrandi.

Ciò che la scuola si prefigge è di dare un contributo per diffondere, attraverso la formazione, la cultura nella nostra città, nella Regione, nel Mediterraneo, perché - come afferma Di Paola - "non c'è cultura senza formazione". Si tratta, in altre parole, di "riscrivere la formazione specialistica in chiave umanistica, di fare una formazione che tenga conto dell'uomo".