Pubblico
e privato, nasce la santa alleanza
di Gianni Laterza
E' il project financing,
la progettualità complessa, il futuro delle opere pubbliche.
Il parere degli imprenditori baresi Le imprese possono attivare
opere pubbliche investendo risorse private, con la garanzia
della gestione
(Bari) - -
L'appalto pubblico tradizionale, inteso come distribuzione
"automatica" di fondi statali, è finito con il tramonto della
prima repubblica. L'Italia moderna, specialmente dopo l'ultima
conferma del federalismo, ha bisogno di inventare e di esplorare
nuovi meccanismi per realizzare le necessarie infrastrutture
logistiche e tecnologiche per innovare l'intera amministrazione
pubblica. Oggi non basta più coniugare il vecchio teorema
dell'appaltatore pubblico: incido sulla politica perché promuova
leggi che finanzino interventi nel mio territorio che poi
provo a gestire. Per la Pubblica Amministrazione è fondamentale
trovare meccanismi di mercato per un proficuo dialogo con
l'impresa privata.
Nel 1994 la legge Merloni ter individuò nel project financing
lo stumento rivoluzionario per la realizzazione, gestione
e finanziamento di progetti complessi che prevede l'alleanza
tra pubblico e privato. Il project financing (o finanza di
progetto) consente alle imprese di promuovere opere pubbliche
investendo risorse private con la garanzia di avere in gestione
le stesse per un certo numero di anni. Utilizzato da anni
nel mondo anglosassone, il sistema non sta riscontrando successo
in Italia, men che meno in Puglia.
La Scuola di formazione Svimservice "Al faro" ha dedicato
a questo tema un seminario, che ha visto la partecipazione,
tra gli altri, di Luigi De Pierris, responsabile del Cipe,
e Raffaele Matera, coordinatore regionale dell'assessorato
alla Programmazione. Il primo ha confermato le difficoltà,
anche di ordine normativo, che trova l'applicazione del project
financing, il secondo ha assicurato che, pur avendo la Regione
completato tutti i suoi adempimenti sia per il Por 2000/2006
che nella legge regionale 13/2000, nessun progetto concreto
è stato finora presentato.
L'altra campana, quella dei diretti interessati, cioè gli
imprenditori, si divide tra timidi possibilisti e pragmatici
scettici. "Per fare l'amore bisogna essere in due", esordisce
ironicamente Pasquale Rafaschieri, noto imprenditore barese,
"i progetti hanno bisogno di finanziamenti che possono erogare
solo le banche. Gli istituti di credito in Puglia non esistono
più. Noi imprenditori non abbiamo più interlocuzione. Io,
per sempio, sono impegnato in un progetto da 450 miliardi
che grava tutto solo sulle mie spalle. Mi sembra, dunque,
pura accademia parlare, in tale situazione, di strumenti innovativi
di progettazione e realizzazione delle opere pubbliche. Noi
siamo bravi, ma senza istituti bancari alle spalle, siamo
costretti a capitolare alle imprese del nord".
Ma c'è anche chi vorrebbe sperimentare nuove strade per uscire
dalla tradizionale filiera della gara d'appalto pubblico.
"Stiamo lavorando per la realizzazione di un termovalorizzatore
nel sud est barese" racconta Vincenzo Lombardi, imprenditore
di Triggiano del settore dello smaltimento dei rifiuti, "Questo
progetto, che prevede un investimento di 100 miliardi, vorremmo
concretizzarlo utilizzando, appunto, lo strumento del project
financing".
Ha le idee chiare, invece, chi sta già sperimentando questa
formula innovativa. Il consigliere delegato di Svimservice
Francesco Saponaro chiarisce la filosofia generale del project
financing: "Ritengo fondamentale concentrare gli interventi
in quei casi dove sia prevedibile il meccanismo lineare della
tariffazione, perché il rischio del privato sia circoscrivibile.
Per esempio, la Bocconi ha approntato uno studio di fattibilità
sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Ritengo che questa
iniziativa possa rientrare in pieno nel progetto di finanza
perché l'investitore può contare sul dato certo di rientro
che è rappresentato dalla tariffa di pedaggio. La mia azienda
è impegnata in un project financing atipico che prevede il
buon fine del collaudo come dato certo di rientro. Si tratta
della realizzazione, per conto della Regione Lombardia, della
messa in rete telematica dei servizi sanitari, con l'attivazione
di una carta magnetica per il cittadino. Sta per concludersi
la prima fase sperimentale per la sola zona di Lecco. Non
dimentichiamo che comunque l'accesso al progetto di finanza
per opere complesse resta appannaggio di imprese con forti
polmoni finanziari".
Michele Monno, con interessi in edilizia, editoria e grande
distribuzione, mette a fuoco soprattutto la difficile praticabilità
dello strumento dalle nostre parti: "In edilizia abbiamo imprese
con forti indebitamenti che, senza supporto, non sono in gradi
di rischiare i quattrini della progettazione esecutiva che
ha un'incidenza almeno del cinque per cento sul costo totale
dell'opera". |
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