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  17 - 18 dicembre 2001


Pubblico e privato, nasce la santa alleanza

di Gianni Laterza


E' il project financing, la progettualità complessa, il futuro delle opere pubbliche.
Il parere degli imprenditori baresi Le imprese possono attivare opere pubbliche investendo risorse private, con la garanzia della gestione

(Bari) - - L'appalto pubblico tradizionale, inteso come distribuzione "automatica" di fondi statali, è finito con il tramonto della prima repubblica. L'Italia moderna, specialmente dopo l'ultima conferma del federalismo, ha bisogno di inventare e di esplorare nuovi meccanismi per realizzare le necessarie infrastrutture logistiche e tecnologiche per innovare l'intera amministrazione pubblica. Oggi non basta più coniugare il vecchio teorema dell'appaltatore pubblico: incido sulla politica perché promuova leggi che finanzino interventi nel mio territorio che poi provo a gestire. Per la Pubblica Amministrazione è fondamentale trovare meccanismi di mercato per un proficuo dialogo con l'impresa privata.

Nel 1994 la legge Merloni ter individuò nel project financing lo stumento rivoluzionario per la realizzazione, gestione e finanziamento di progetti complessi che prevede l'alleanza tra pubblico e privato. Il project financing (o finanza di progetto) consente alle imprese di promuovere opere pubbliche investendo risorse private con la garanzia di avere in gestione le stesse per un certo numero di anni. Utilizzato da anni nel mondo anglosassone, il sistema non sta riscontrando successo in Italia, men che meno in Puglia.

La Scuola di formazione Svimservice "Al faro" ha dedicato a questo tema un seminario, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Luigi De Pierris, responsabile del Cipe, e Raffaele Matera, coordinatore regionale dell'assessorato alla Programmazione. Il primo ha confermato le difficoltà, anche di ordine normativo, che trova l'applicazione del project financing, il secondo ha assicurato che, pur avendo la Regione completato tutti i suoi adempimenti sia per il Por 2000/2006 che nella legge regionale 13/2000, nessun progetto concreto è stato finora presentato.

L'altra campana, quella dei diretti interessati, cioè gli imprenditori, si divide tra timidi possibilisti e pragmatici scettici. "Per fare l'amore bisogna essere in due", esordisce ironicamente Pasquale Rafaschieri, noto imprenditore barese, "i progetti hanno bisogno di finanziamenti che possono erogare solo le banche. Gli istituti di credito in Puglia non esistono più. Noi imprenditori non abbiamo più interlocuzione. Io, per sempio, sono impegnato in un progetto da 450 miliardi che grava tutto solo sulle mie spalle. Mi sembra, dunque, pura accademia parlare, in tale situazione, di strumenti innovativi di progettazione e realizzazione delle opere pubbliche. Noi siamo bravi, ma senza istituti bancari alle spalle, siamo costretti a capitolare alle imprese del nord".

Ma c'è anche chi vorrebbe sperimentare nuove strade per uscire dalla tradizionale filiera della gara d'appalto pubblico. "Stiamo lavorando per la realizzazione di un termovalorizzatore nel sud est barese" racconta Vincenzo Lombardi, imprenditore di Triggiano del settore dello smaltimento dei rifiuti, "Questo progetto, che prevede un investimento di 100 miliardi, vorremmo concretizzarlo utilizzando, appunto, lo strumento del project financing".

Ha le idee chiare, invece, chi sta già sperimentando questa formula innovativa. Il consigliere delegato di Svimservice Francesco Saponaro chiarisce la filosofia generale del project financing: "Ritengo fondamentale concentrare gli interventi in quei casi dove sia prevedibile il meccanismo lineare della tariffazione, perché il rischio del privato sia circoscrivibile. Per esempio, la Bocconi ha approntato uno studio di fattibilità sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Ritengo che questa iniziativa possa rientrare in pieno nel progetto di finanza perché l'investitore può contare sul dato certo di rientro che è rappresentato dalla tariffa di pedaggio. La mia azienda è impegnata in un project financing atipico che prevede il buon fine del collaudo come dato certo di rientro. Si tratta della realizzazione, per conto della Regione Lombardia, della messa in rete telematica dei servizi sanitari, con l'attivazione di una carta magnetica per il cittadino. Sta per concludersi la prima fase sperimentale per la sola zona di Lecco. Non dimentichiamo che comunque l'accesso al progetto di finanza per opere complesse resta appannaggio di imprese con forti polmoni finanziari".

Michele Monno, con interessi in edilizia, editoria e grande distribuzione, mette a fuoco soprattutto la difficile praticabilità dello strumento dalle nostre parti: "In edilizia abbiamo imprese con forti indebitamenti che, senza supporto, non sono in gradi di rischiare i quattrini della progettazione esecutiva che ha un'incidenza almeno del cinque per cento sul costo totale dell'opera".