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  31 maggio 2001


La nuova cultura del servizio pubblico

di Antonella Daloisio


La scuola di formazione "Al faro" per creare professionalità di frontiera

(Bari) - Oltre duecento iscritti in due anni tra otto executive master post laurea e quindici corsi di approfondimento di breve durata. E' il bilancio di "Al faro", la scuola di formazione Svimservice che si pone come acceleratore di sviluppo nell'intera area del Mediterraneo.

"Non siamo concorrenti delle scuole di formazione - chiarisce subito Patrizio Summa, amministratore unico e direttore della Scuola - perché la nostra è una formazione di frontiera, in quanto miriamo a favorire l'incontro tra una domanda sempre più vasta di professionalità nuove e una offerta qualificata, ancora troppo debole al Sud".

L'idea di istituire una scuola di formazione nasce dall'avvio del nuovo sistema informativo sanitario regionale, curato dalla Svimservice, che prevede, oltre alla completa informatizzazione delle aziende sanitarie locali, degli ospedali e dell'assessorato alla sanità, la progettazione di strumenti di organizzazione e gestione a supporto del management sanitario.

Il passo successivo è stato quello di dar vita alla scuola aperta ai più diversi settori del sapere, "che si è sviluppata - chiarisce il direttore - lungo la direttrice fisio-geografica e quella socio-intellettuale". Come dire che "Al faro" travalica i confini regionali per diffondere cultura, perché, per dirla con Domenico Di Paola, presidente della Svimserice, "non c'è cultura senza formazione". Si tratta, in sostanza, di riscrivere la formazione che tenga conto dell'uomo.

E per far questo, la scuola, che è assolutamente no profit, si serve di un comitato scientifico di tutto rispetto. Ne fanno parte, infatti, personalità illustri nel campo del management, delle scienze esatte, umanistiche e sociali, come Barbara Curcio Rubertini, Domenico De Masi, Francesco Adduci, Gino Di Paola, Gianfranco Dioguardi, Donato Limone, Giovanni Girone, Angiola Filipponio, Severino Meregalli, Alessandro Napoli, Giuseppe Pasquale, Carlo Ramponi, Antonello Zangrandi.

Tra gli obiettivi della scuola - aggiunge Patrizio Summa - "c'è soprattutto quello di creare figure professionali di sperimentatori, che siano agenti di sviluppo e di supporto per il cambiamento" all'interno della pubblica amministrazione, delle aziende sanitarie, delle piccole e medie imprese. Da questo scaturisce il programma formativo che, accanto a master, seminari e corsi specifici per la pubblica amministrazione e la sanità, prevede percorsi formativi legati alla cultura territoriale, in linea con il piano di formazione regionale ed in collaborazione con l'Università ed i centri di ricerca. Il fine è quello di attivare processi di miglioramento continuo capaci di creare una nuova cultura del servizio e di fare della Scuola un punto di riferimento per la classe dirigente e un supporto reale alla crescita professionale e culturale.

In questa impresa, non mancano le sinergie. Con il ministero dell'Università e della ricerca scientifica, insieme alla rete di informatizzazione della sanità è stato presentato qualche giorno fa il progetto di alta formazione professionale per manager informatici, destinato a quindici neolaureati del Mezzogiorno che hanno frequentato milleseicento ore di formazione, lavoro simulato e stages e che andranno ad inserirsi nel comparto della Sanità.

Ancora, con l'Università e Tecnopolis, Al faro ha costituito il consorzio Campus Virtuale, destinato alla formazione tramite la telematica; mentre insieme alla stessa Svimservice ed a Starservice, ha dato vita al consorzio Informa, per erogare formazione attraverso meccanismi innovativi, nel comparto della pubblica amministrazione.

Due, tre idee per il futuro prossimo? "A settembre partirà un corso di formazione sulla valutazione della spesa farmaceutica mentre a breve, la scuola ha in animo di fare formazione a distanza. Con internet - commenta Patrizio Summa - è possibile raggiungere un più alto numero di utenti a costi meno elevati".