Sviluppo senza lavoro, come
cambia la società postindustriale tra globalizzazione
e tecnologia L'amministratore della Svimservice
Di Paola in videoconferenza col Brasile.
(Bari) - "Sviluppo senza lavoro" è
il tema della videoconferenza in programma per mercoledì
prossimo a Roma, presso il Centro Convegni S. Giovanni in
Ayno in via di Monserrato 126. Un tema più che mai
attuale, che tocca il mondo del lavoro, attraversato da una
profonda trasformazione di cui ancora non si riescono a vedere
gli esiti.
La videoconferenza è solo una tappa di un ciclo di
9 appuntamenti che puntano ad approfondire le problematiche
legate al mondo del lavoro nella società postindustriale,
tra globalizzazione e sviluppo tecnologico. Un progetto che
va ad inserirsi nel contesto di un'intensa e proficua rete
di relazioni tra Italia e Brasile ed in particolare tra la
S3 Studium srl di Roma, la Scuola di specializzazione guidata
da Domenico De Masi, e Sebrae, l'istituzione brasiliana che
sostiene le piccole e medie imprese.
Ad offrire una testimonianza sulle strategie aziendali mirate
alla competitività e alla flessibilità ci sarà
Giancarlo Di Paola, amministratore delegato della Svimservice
spa di Bari, tra le prime 5 società italiane di Information
Technology che offre servizi di informatica nel settore della
Sanità e della Pubblica Amministrazione.
Forte cultura aziendale, forza lavoro altamente qualificata,
basso turnover ed elevato grado di soddisfazione professionale:
questi i punti di efficienza attraverso cui l'azienda cerca
di invertire una tendenza iniziata nel '95 . Sarebbe cominciata
allora secondo Di Paola "l'era dello sviluppo senza lavoro",
dove a fronte dell'enorme diffusione della digitalizzazione
ci sarebbe stato anche un aumento esagerato della disoccupazione.
"Un tempo - spiega Di Paola - le grandi aziende miravano
a fidelizzare il personale: oggi le più grandi compagnie
telefoniche licenziano su due piedi lavoratori di grande esperienza
che vengono sostituiti da inumani falansteri: 'call center'
dove l'assistenza al cliente viene effettuata da giovani disillusi,
con la pistola del contratto a termine puntata in testa".
Il rischio è di impoverire le risorse di personale
specializzato a vantaggio di un "popolo di precari".
Diversa è la strada seguita da Svimservice, che ha
posto tra gli obiettivi prioritari la valorizzazione delle
risorse umane e la soddisfazione dei clienti esterni ed interni.
"Altre imprese - afferma Di Paola - amano evocare la
metafora della guerra: contro i concorrenti, contro il tempo,
contro i costi. Noi preferiamo pensare al nostro lavoro come
a qualcosa che non vada contro gli altri, ma in favore degli
altri."
|