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  6 aprile 2002


Sviluppo senza lavoro, come cambia la società postindustriale tra globalizzazione e tecnologia

L'amministratore della Svimservice Di Paola in videoconferenza col Brasile.

(Bari) - "Sviluppo senza lavoro" è il tema della videoconferenza in programma per mercoledì prossimo a Roma, presso il Centro Convegni S. Giovanni in Ayno in via di Monserrato 126. Un tema più che mai attuale, che tocca il mondo del lavoro, attraversato da una profonda trasformazione di cui ancora non si riescono a vedere gli esiti.

La videoconferenza è solo una tappa di un ciclo di 9 appuntamenti che puntano ad approfondire le problematiche legate al mondo del lavoro nella società postindustriale, tra globalizzazione e sviluppo tecnologico. Un progetto che va ad inserirsi nel contesto di un'intensa e proficua rete di relazioni tra Italia e Brasile ed in particolare tra la S3 Studium srl di Roma, la Scuola di specializzazione guidata da Domenico De Masi, e Sebrae, l'istituzione brasiliana che sostiene le piccole e medie imprese.

Ad offrire una testimonianza sulle strategie aziendali mirate alla competitività e alla flessibilità ci sarà Giancarlo Di Paola, amministratore delegato della Svimservice spa di Bari, tra le prime 5 società italiane di Information Technology che offre servizi di informatica nel settore della Sanità e della Pubblica Amministrazione.

Forte cultura aziendale, forza lavoro altamente qualificata, basso turnover ed elevato grado di soddisfazione professionale: questi i punti di efficienza attraverso cui l'azienda cerca di invertire una tendenza iniziata nel '95 . Sarebbe cominciata allora secondo Di Paola "l'era dello sviluppo senza lavoro", dove a fronte dell'enorme diffusione della digitalizzazione ci sarebbe stato anche un aumento esagerato della disoccupazione.

"Un tempo - spiega Di Paola - le grandi aziende miravano a fidelizzare il personale: oggi le più grandi compagnie telefoniche licenziano su due piedi lavoratori di grande esperienza che vengono sostituiti da inumani falansteri: 'call center' dove l'assistenza al cliente viene effettuata da giovani disillusi, con la pistola del contratto a termine puntata in testa". Il rischio è di impoverire le risorse di personale specializzato a vantaggio di un "popolo di precari".

Diversa è la strada seguita da Svimservice, che ha posto tra gli obiettivi prioritari la valorizzazione delle risorse umane e la soddisfazione dei clienti esterni ed interni. "Altre imprese - afferma Di Paola - amano evocare la metafora della guerra: contro i concorrenti, contro il tempo, contro i costi. Noi preferiamo pensare al nostro lavoro come a qualcosa che non vada contro gli altri, ma in favore degli altri."