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  6 - 12 luglio 2002


La Svimservice approda in Grecia

di Angela Delle Foglie


Per la realizzazione di un progetto di innovazione del sistema sanitario ellenico.

(Bari) - La generazione digitale pugliese è pronta a volare in Grecia, per sostenere i nostri cugini d'oltre Adriatico nel difficile salto tecnologico che li porterà in Europa. È questo uno degli obiettivi principali del progetto di innovazione della sanità avviato in Grecia dalla Svimservice Spa, relativo alla fornitura di servizi, di personale e mezzi per la gestione delle prescrizioni farmaceutiche, nell'ambito del Programma di modernizzazione del Sistema sanitario nazionale avviato di recente.

L'aggiudicazione della gara da parte della Svimservice è di qualche settimana fa e il progetto è stato presentato nei giorni scorsi a Bari, durante una conferenza stampa cui hanno partecipato l'amministratore delegato della Svimservice di Bari, Giancarlo Di Paola, Francesco Saponaro, consigliere delegato e Giovanna Di Paola, direttore tecnico della Svimservice Hellas A.E., la società costituita ad Atene già nel 2001 per coordinare in loco il progetto e di cui è presidente Domenico Di Paola, attualmente presidente della Seap.

Mai volo Bari-Atene è risultato così tempestivo e appropriato come quello istituito di recente dalla Seap, chiediamo a Giancarlo Di Paola, che in questi giorni è stato più volte in Grecia.
"Cogliamo con piacere questa opportunità, tanto più che una delle caratteristiche dell'uomo del terzo millennio è di sicuro l'ubiquità: noi saremo qui, dove organizzeremo alcune sessioni di formazione presso la nostra scuola Al Faro, ma saremo soprattutto lì, dove si sta svolgendo il progetto a confronto con la realtà locale".

Perché avete scelto la Grecia per un progetto di informatizzazione sanitaria?
"Diciamo innanzitutto che agevolare il salto tecnologico in alcuni Paesi dell'area balcanica è una delle priorità del nostro programma strategico di sviluppo 2000-2005. Poi di tutta l'area abbiamo individuato una dorsale, i cui sistemi organizzativi sono riconducibili a quelli che noi governiamo e nell'ambito della dorsale la Grecia è il Paese più vicino a noi, non solo per i collegamenti, ma anche per la quota di esportazioni. Abbiamo anche considerato che si tratta di Paesi che si stanno candidando ad entrare nella Comunità Europea e che quindi dovranno abbassare i famosi parametri, uno dei quali è proprio la spesa sanitaria. II nostro progetto punta proprio a consentire rapidamente al sistema sanitario ellenico di disporre di sistemi di controllo della spesa".

Rapidamente che significa?
"Significa che esportiamo qualcosa che è già testato nella nostra realtà e che consentirà loro il climbing, il salto tecnologico: il discorso è che loro potranno arrivare direttamente alla carta sanitaria senza passare per il vecchio libretto. Questo è il climbing e se la Puglia è per noi il "laboratorio di sperimentazione", dove abbiamo realizzato grossi progetti come il Sisr-Net e il Cup-Net, mentre lo "show room" per mostrare ad un pubblico più ampio ciò che facciamo è la Lombardia, con cui collabo­riamo da tempo, alla Grecia è riservato il climbing".

Il salto sarà possibile grazie all'esportazione di quella che lei definisce "la generazione digitale pugliese", ma cosa esporterete in realtà, il personale o le competenze?
"Tutto il personale di help center sarà personale locale, ma nei primi mesi sarà affiancato dai nostri esperti. In tutto parliamo di 200 persone, di cui 150 per 1'help center, assunti dalla Svimservice Hellas e dai suoi partner locali. La nostra idea di base, un po' strana per un imprenditore, è quella dell'impermanenza: puntiamo cioè ad affrancare gli imprenditori locali, farli crescere e decollare, in modo che poi vadano avanti da soli. Il nostro profitto si realizza sull'investimento in fase di start up, sulle consulenze successive e sull'eventuale vendita o cessione delle azioni. Cerchiamo insomma di creare professionisti in loco e di comportarci nel nostro piccolo come avremmo voluto che si fossero comportati quelli che hanno fatto l'industrializzazione del Mezzogiorno".

Costi e durata del progetto?
"Sinora abbiamo investito circa 1 mln di euro tra progetto e avviamento; il valore iniziale è di 5 mln di euro e la speranza maggiore è di sviluppare questo tipo di mercato. Quanto alla durata, prevediamo in tutto quindici mesi, dei quali due di start up, durante i quali la Svimservice realizzerà e testerà il sistema, prima di passare alla fase di gestione, manutenzione e sviluppo di nuove attività".

E poi, quale sarà il prossimo passo?
"Pensiamo alla Turchia. Abbiamo già avviato un contatto e procediamo con prudenza e realismo".