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  25 - 31 maggio 2002


Sanità, stop agli sprechi con l’Osservatorio prezzi

di Cinzia Ficco


Un software per il costante monitoraggio della spesa.

(Bari) - Ora che può controllare, calcolare e registrare la qualità, la quantità e il prezzo di farmaci e attrezzature biomediche acquistate dalle Asl, la Regione Puglia non dovrebbe più rimandare la stesura del Piano di riordino della rete ospedaliera. Se l'orientamento è quello di imporre rigore nella spesa sanitaria, per la Giunta Fitto non ci dovrebbe essere più tempo da perdere contro gli sprechi da strutture doppie e inutili.

Non lo dice chiaramente, ma lo fa capire, Nicola Piccinni, direttore della Divisione sanità della Svimservice, l'azienda barese che ha approntato per l'assessorato regionale alla sanità un software particolare, necessario al cosiddetto Osservatorio dei prezzi e delle tecnologie, presentato di recente a Bari ed inserito nel Sistema Informativo Sanitario Regionale (la rete telematica che collega 12 Asl, 6 aziende ospedaliere, 2 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e 3 enti ecclesiastici con 220 postazioni siti e 600 postazioni), realizzato dalla stessa società.

Ma di cosa si tratta? Di un'iniziativa che permetterà alla Regione e alle aziende sanitarie locali di monitorare tutti i consumi effettivi di intere categorie dei beni, dalla pinza emostatica alla Tac. Ma come?

L'utilizzo di dati rivenienti dalle fatture di acquisto registrate ai fini della contabilità dalle Aziende sanitarie, oltre a permettere un riscontro con i rispettivi dati di bilancio, consentirà da un lato di ottenere preziose informazioni relative alle quantità acquistabili, e dall'altro di disporre dei prezzi effettivamente pagati ai fornitori e come tali utili alle aziende non solo per i necessari confronti, ma anche per valutare la congruità dei prezzi di gara. L'inserimento dei dati avverrà in modo rapido e automatico, attraverso file di interscambio su supporto magnetico.

"L'attività di monitoraggio, come fanno sapere alla Svimservice, società leader nel campo dell'informatica sanitaria - interesserà prima quei settori merceologici per i quali risultano già risolti a livello nazionale i problemi di classificazione e codificazione dei prodotti (farmaci registrati dal Ministero della Salute, parafarmaci codificati, ecc.) e sarà accompagnata da una fase di addestramento all'uso dell'applicazione, tenuta dai tecnici dell'azienda".

Insomma, “si tratta - afferma Carlo Siciliani, dirigente responsabile dell'Osservatorio della spesa sanitaria - di un nuovo sistema di monitoraggio che consentirà di agevolare le operazioni di acquisto dei beni da parte delle Asl, favorendo il confronto continuo, indispensabile a scegliere le condizioni migliori e permetterà acquisti centralizzati da parte della Regione, che avrà la possibilità di dare indirizzi sugli acquisti e gestire un albo fornitori in modo rapido ed efficiente”.

A rendere unico il progetto, il metodo d'analisi dell'universo di beni e servizi da controllare. Il monitoraggio infatti si applicherà non su un paniere ristretto, come di solito avviene, ma su tutte le tipologie di beni e servizi, attraverso l'esame delle singole fatture d'acquisto e non più soltanto tramite delibere.

È ovvio però che all'iniziativa dovrebbe aggiungersi una programmazione complessiva della spesa sanitaria! “Il problema - replica Siciliani - è che se si riduce la qualità o la quantità della prestazione, ci sono effetti negativi sull'assistenza. Se si riduce la spesa per i beni e servizi, si fa economia. E siccome i deficit delle aziende non arrivano al 10% del budget, basterebbe contenere tutte le voci di spesa entro questo tetto. Così non verrebbero imposte nuove tasse”.