Sanità, stop agli
sprechi con lOsservatorio prezzi di Cinzia Ficco
Un software per il costante monitoraggio della spesa.
(Bari) - Ora che può controllare, calcolare
e registrare la qualità, la quantità e il prezzo
di farmaci e attrezzature biomediche acquistate dalle Asl,
la Regione Puglia non dovrebbe più rimandare la stesura
del Piano di riordino della rete ospedaliera. Se l'orientamento
è quello di imporre rigore nella spesa sanitaria, per
la Giunta Fitto non ci dovrebbe essere più tempo da
perdere contro gli sprechi da strutture doppie e inutili.
Non lo dice chiaramente, ma lo fa capire, Nicola Piccinni,
direttore della Divisione sanità della Svimservice,
l'azienda barese che ha approntato per l'assessorato regionale
alla sanità un software particolare, necessario al
cosiddetto Osservatorio dei prezzi e delle tecnologie, presentato
di recente a Bari ed inserito nel Sistema Informativo Sanitario
Regionale (la rete telematica che collega 12 Asl, 6 aziende
ospedaliere, 2 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico
e 3 enti ecclesiastici con 220 postazioni siti e 600 postazioni),
realizzato dalla stessa società.
Ma di cosa si tratta? Di un'iniziativa che permetterà
alla Regione e alle aziende sanitarie locali di monitorare
tutti i consumi effettivi di intere categorie dei beni, dalla
pinza emostatica alla Tac. Ma come?
L'utilizzo di dati rivenienti dalle fatture di acquisto registrate
ai fini della contabilità dalle Aziende sanitarie,
oltre a permettere un riscontro con i rispettivi dati di bilancio,
consentirà da un lato di ottenere preziose informazioni
relative alle quantità acquistabili, e dall'altro di
disporre dei prezzi effettivamente pagati ai fornitori e come
tali utili alle aziende non solo per i necessari confronti,
ma anche per valutare la congruità dei prezzi di gara.
L'inserimento dei dati avverrà in modo rapido e automatico,
attraverso file di interscambio su supporto magnetico.
"L'attività di monitoraggio, come fanno sapere
alla Svimservice, società leader nel campo dell'informatica
sanitaria - interesserà prima quei settori merceologici
per i quali risultano già risolti a livello nazionale
i problemi di classificazione e codificazione dei prodotti
(farmaci registrati dal Ministero della Salute, parafarmaci
codificati, ecc.) e sarà accompagnata da una fase di
addestramento all'uso dell'applicazione, tenuta dai tecnici
dell'azienda".
Insomma, si tratta - afferma Carlo Siciliani, dirigente
responsabile dell'Osservatorio della spesa sanitaria - di
un nuovo sistema di monitoraggio che consentirà di
agevolare le operazioni di acquisto dei beni da parte delle
Asl, favorendo il confronto continuo, indispensabile a scegliere
le condizioni migliori e permetterà acquisti centralizzati
da parte della Regione, che avrà la possibilità
di dare indirizzi sugli acquisti e gestire un albo fornitori
in modo rapido ed efficiente.
A rendere unico il progetto, il metodo d'analisi dell'universo
di beni e servizi da controllare. Il monitoraggio infatti
si applicherà non su un paniere ristretto, come di
solito avviene, ma su tutte le tipologie di beni e servizi,
attraverso l'esame delle singole fatture d'acquisto e non
più soltanto tramite delibere.
È ovvio però che all'iniziativa dovrebbe aggiungersi
una programmazione complessiva della spesa sanitaria! Il
problema - replica Siciliani - è che se si riduce la
qualità o la quantità della prestazione, ci
sono effetti negativi sull'assistenza. Se si riduce la spesa
per i beni e servizi, si fa economia. E siccome i deficit
delle aziende non arrivano al 10% del budget, basterebbe contenere
tutte le voci di spesa entro questo tetto. Così non
verrebbero imposte nuove tasse. |
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