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  maggio - giugno 2003


Forum di TuttoSanità - Farmaceutica e truffe


Un fenomeno da contrastare e debellare col concorso di tutti

(Puglia) - La recente inchiesta della Procura del Tribunale di Bari, i cui sviluppi sono ancora in corso, dalla quale emergerebbero “comitati d’affari” tra alcuni medici, farmacisti e informatori scientifici, ai danni del S.S.R. ripropone per l’ennesima volta la necessità di ridisegnare il sistema dei rapporti tra tali figure. Quello attuale presta il fianco alle degenerazioni che sono sotto gli occhi di tutti. Occorre, dunque, pensare a regole nuove e adeguate. TuttoSanità, per offrire un contributo in tal senso, apre un dibattito per consentire ai vari soggetti interessati di esprimere il proprio punto di vista.

Le domande

1) Con periodicità sconcertante vengono a galla truffe ai danni del Servizio Sanitario Regionale riguardanti la farmaceutica. Come valuta tali avvenimenti ?

2) Cosa propone per evitare il perpetuarsi di tali episodi ?

Vincenzo Moschetta, Direttore Area Farmaceutica AUSL BA/4

1) Tre episodi incresciosi nell’arco di breve tempo, hanno portato alla luce nel territorio di Bari e provincia, l’esistenza di relazioni deviate tra alcuni medici, farmacisti ed informatori scientifici, finalizzate tutte ad una truffa ai danni del SSR.
Episodi di gravità inaudita che intaccano il livello di credibilità di intere classi professionali i cui ordini ora sono chiamati ad intervenire, per eliminare l’assillo di inquietanti interrogativi e sospetti, a salvaguardare tanti professionisti onesti e scrupolosi che operano quotidianamente nel rispetto del codice deontologico. E’ il momento che si proceda con sanzioni severe.
Alle Istituzioni, ai Servizi Farmaceutici delle AA.UU.SS.LL. il compito di intensificare ed approfondire i controlli tecnici (che stanno già dando buoni risultati) per accertare altre eventuali violazioni e per prevenire e reprimere fenomeni di illegalità che hanno fatto registrare “sprechi”. E’ auspicabile una cooperazione fattiva fra Istituzioni e ordini professionali per estirpare questi comportamenti truffaldini.

2) Il mezzo utile per evitare il perpetuarsi di tali episodi è il monitoraggio della spesa farmaceutica eseguito in tempi reali che evidenzia anomalie prescrittive, prescrizioni incongrue e reiterate che, analizzate approfonditamente, stanno portando alla luce i fenomeni verificatisi. E’ urgente:
a) estendere il monitoraggio all’assistenza integrativa;
b) renderlo aperto in modo da visionare ricette di una AUSL spedite presso farmacie appartenenti ad altre AA.UU.SS.LL.;
c) l’aggiornamento puntuale dell’anagrafe sanitaria;
d) dettare regole precise e valide su tutto il territorio regionale su prescrizioni per ossigenoterapia domiciliare; malattie da errori metabolici; uremia cronica; diabete insulinodipendente; nutrizione artificiale;
e) organizzare meglio i servizi farmaceutici AA.UU.SS.LL. con l’assunzione di personale sanitario. L’Assessorato alla Sanità e l’ARES stanno vagliando soluzioni per risposte concrete.

Cosimo Nume, Presidente Ordine dei Medici della Provincia di Taranto

1) Pensare che la categoria medica possa ritenersi immune da fenomeni corruttivi che purtroppo coinvolgono l’intera società è soltanto una pia illusione, soprattutto in un paese che ha colpevolmente lasciato proliferare una pletora medica che non ha eguali nel resto del mondo.
Preferisco registrare con soddisfazione come l’entità del fenomeno sia sicuramente ininfluente, tanto in termini relativi che assoluti, sull’onorabilità e correttezza di quella “maggioranza silenziosa” della categoria che quotidianamente svolge con onestà e dedizione la propria opera.
Ben venga l’attenzione dell’opinione pubblica a questi esecrabili comportamenti, ma si faccia attenzione ad evitare processi sommari e inutili quanto pericolose generalizzazioni.

2) a) Mettere mano con urgenza alla revisione del DLgs 541/92, per definire i criteri e i limiti del lecito nei rapporti tra Aziende, Informatori scientifici e medici. Una Commissione paritetica ad hoc, della quale mi onoro di far parte, è stata riunita soltanto un paio di volte presso il Ministero della Salute; rilanciarne l’attività è una priorità assoluta.
b) Istituire un Albo degli Informatori del farmaco, che detti regole certe ed invalicabili sia per i propri iscritti che per le Aziende che si avvalgono della loro opera professionale.
c) Rilanciare il ruolo degli Ordini dei Medici attraverso urgenti misure a carattere legislativo che restituiscano efficacia all’azione disciplinare e individuino ogni possibilità di raccordo con l’Autorità Giudiziaria.
d) Introdurre lo studio del Codice di Deontologia Medica come obbligatorio nell’ambito della formazione universitaria e post laurea.
e) Intensificare e rendere efficaci i controlli delle Aziende Sanitarie sulla spesa per farmaci e prestazioni erogate in regime convenzionale.


Filippo Anelli, Presidente Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale) Puglia

1) La vicenda della truffa in sanità in Puglia ha scosso la coscienza di molti cittadini e ha messo a nudo un sistema, quello sanitario, che “facilmente” si prestava a tentativi di truffa da parte dei vari operatori sanitari. Ciononostante, questa vicenda resta un fenomeno minoritario e marginale, ma in grado di far emergere forti interrogativi sulle ragioni di simili comportamenti.
Fermo restando che ogni tentativo di truffa deve essere condannato e che non esistono giustificazioni di sorta, il fenomeno, tuttavia, merita una seria riflessione.
Non vi sono dubbi sul fatto che oggi la distinzione tra bene e male, lecito ed illecito, permesso e proibito, si è molto affievolita sotto i colpi del relativismo etico. Ma, anche la Politica ha le sue responsabilità! Sicuramente, non ha contribuito ad evitare che tali avvenimenti accadessero. Questo per due ordini di ragioni.
Innanzitutto, la macchina burocratica dei controlli si è messa in moto molto lentamente ed in ogni caso non è stata in grado di impedire che tali episodi accadessero.
In secondo luogo, tutta l’attenzione della pubblica amministrazione è stata dedicata al controllo della spesa ed al conseguimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio, tralasciando in maniera clamorosa tutti gli aspetti relativi all’appropriatezza delle prestazioni sanitarie.
L’appropriatezza, che rappresenta insieme all’efficacia delle prestazioni la parte qualificante della riforma sanitaria ter e del PSN, costituisce il vero sistema di controllo di qualità delle prestazioni e quindi la maniera migliore per contrastare i comportamenti inappropriati ed ancor più illegali.
“La politica del SSN per l’efficacia e l’appropriatezza prefigura un sistema entro il quale la conduzione sistematica di attività di monitoraggio della pratica clinica è organicamente parte dell’attività dei servizi (e anzi una delle condizioni del loro accreditamento), rendendo in questo modo disponibili informazioni sulla qualità, in termini di processi assistenziali ed esiti, delle prestazioni erogate”(Ministero della Salute – Programma Nazionale Linee Guida, www.pnlg.it).
Un’attività, quella di monitoraggio della pratica clinica, affidata dalla Legge al Direttore di Distretto e all’Ufficio di Coordinamento.
“Il Direttore del distretto, unitamente ai propri collaboratori, è coadiuvato, per il monitoraggio delle iniziative previste dal Programma stesso concernenti la medicina generale, da un medico di medicina generale membro di diritto dell’Ufficio di coordinamento delle attività distrettuali sulla base delle disposizioni regionali in materia e da due rappresentanti dei medici di medicina generale eletti tra quelli operanti nel distretto” (art. 14 DPR 270/00).
Oggi i distretti e la medicina del territorio rappresentano l’anello debole del SSR pugliese. Sebbene il PSR consideri “fulcro del sistema che si va a delineare la organizzazione ed il funzionamento della Rete Distrettuale”, dobbiamo constatare che a distanza di quattro anni dalla previsione di legge (comma 2 art. 3-sexies D.Lvo 229/99) gli Uffici di Coordinamento distrettuali non esistono, i Programmi delle attività territoriali non sono elaborati e che scarse sono le iniziative di monitoraggio previste da queste norme .

2) Innanzitutto, la piena attuazione della Legge di Riforma Ter del SSN, sinora incomprensibilmente disattesa, in quella parte che prevede l’organizzazione dei distretti e le sue funzioni.
“Al distretto sono attribuite risorse definite in rapporto agli obiettivi di salute della popolazione di riferimento. Nell’ambito delle risorse assegnate, il distretto è dotato di autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziaria, con contabilità separata all’interno del bilancio della unità sanitaria locale” (comma 2 art.3 – quater D.Lvo 229/99).
La costituzione in ogni distretto degli Uffici di Coordinamento per il monitoraggio delle attività sanitarie previste dal Programma delle Attività Territoriali.
“La elezione dei componenti di cui al precedente comma (ndr. i membri dell’Ufficio di Coordinamento medici di medicina generale) si svolgerà in tutte le Aziende della regione ed in tutti i Distretti entro e non oltre tre mesi dalla pubblicazione sulla G.U. del D.P.R. (ndr. DPR 270/00 del 2/10/200) che rende esecutivo il presente Accordo. L’Assessore regionale alla sanità, sentiti i Direttori Generali delle Aziende, indica la data di svolgimento delle elezioni di cui al presente articolo” (articoli 2 e 3 allegato O DPR 270/00).
La corretta attribuzione dei compiti: l’appropriatezza ai medici ed il controllo della spesa all’apparato amministrativo del SSR, consentirà di garantire ai cittadini il diritto alla salute e nello stesso tempo l’uso appropriato ed efficace delle risorse. In questa maniera si cercherà di correggere le prestazioni inappropriate e i comportamenti illeciti saranno fortemente scoraggiati.
Infine, bisognerebbe migliorare il meccanismo di monitoraggio delle prescrizioni farmaceutiche che ha nella fase di registrazione delle ricette il suo tallone d’Achille.
Una possibile soluzione potrebbe essere legata ad una incentivazione dell’informatizzazione dei medici di famiglia e alla sperimentazione della ricetta virtuale. Questo sistema consentirebbe di ottenere in tempo reale i dati sulla prescrizione. Infatti il medico di famiglia invierebbe la “ricetta elettronica”, virtuale, ad un server gestito direttamente dalla Regione.
Il cittadino, poi, fornito di una password elettronica si recherebbe in una qualsiasi farmacia e con la sua password consentirebbe al farmacista di “scaricare” la ricetta elettronica. Anche in questo caso la Regione avrebbe il dato relativo alla spesa in tempo reale. In questa maniera, si salterebbe la fase del data entry, che sarebbe già svolta dai singoli medici prescrittori e dai farmacisti nel momento della spedizione della ricetta.

Pasquale Maselli, Presidente Aiisf (Associazione italiana informatori scientifici del farmaco) della provincia di Bari

1) In qualità di rappresentante degli informatori di Bari e provincia ho già affrontato l’argomento in varie sedi e già denunciato e predetto quanto sta accadendo e accaduto. La cattiva abitudine di incentivare la prescrizione del medico è una distorsione di cui non se ne può più. Nulla di nuovo purtroppo sotto il cielo. L’associazione degli informatori da anni denuncia, inascoltata, queste distorsioni del mercato farmaceutico. A livello locale le strutture associative hanno sempre cercato un dialogo con gli organi regionali della sanità, per sottoporre proposte operative per una informazione medica corretta, finora senza apprezzabili risultati. Si spera che gli ultimi avvenimenti spingano l’assessorato a sentirci e valutare le nostre proposte.
Desidero far notare come l’informatore, nella catena truffaldina sia quello che deve subire la volontà dell’azienda da cui dipende (o fai così o sei fuori) rischiando in ogni caso il posto di lavoro: già una casa farmaceutica ha licenziato due informatori agendo come se il loro comportamento fosse frutto di iniziative personali e non aziendali.
Concludo comunicando che nei processi per farmatruffa l’AIISF nazionale si costituirà parte civile per tutelare l’immagine professionale della categoria.

2) a) Attivare un sistema di controlli continuo ed efficace sulle prescrizioni.
b) Istituzione di un registro regionale degli addetti all’informazione scientifica per verificare che rispondano ai requisiti del D.L 541 (che regola attualmente l’informazione scientifica) in attesa che venga approvata in parlamento la legge d’istituzione dell’albo degli informatori. L’associazione per l’attuazione mette a disposizione le proprie strutture.
c) Attivare un sistema di farmaco-vigilanza efficace.
Questo, a livello regionale, mentre a livello nazionale:
1 - Approvazione definitiva della legge d’istituzione dell’albo professionale degli informatori con relativo codice deontologico per poter svolgere la professione.
2 - Imporre alle case farmaceutiche che assumano con contratti univoci di dipendenza i propri informatori, abbandonando forme contrattuali precarie o comunque commerciali che non tutelano la professionalità degli addetti.

Francesco Saponaro, Consigliere delegato Svimservice S.p.A.

1) Ogni episodio di truffa o malversazione ai danni del pubblico erario va considerato un evento molto grave perché danneggia i cittadini contribuenti e riduce il capitale di fiducia su cui si basa la convivenza civile. Il settore della sanità è particolarmente vulnerabile in quanto i rapporti contrattuali che lo fanno funzionare, sia in presenza di finanziamento pubblico che privato-assicurativo, sono esposti ad una elevata dose di asimmetria informativa, ovvero di notevole differenziale di conoscenza tra gli operatori professionali ed i pazienti ed i loro enti di finanziamento.
Per questa ragione i costi organizzativi ed informativi sono in forte crescita in ogni parte del mondo, a partire dagli Stati Uniti, dove i costi informativi sfiorano il 5% dei costi totali per l’erogazione delle cure mediche. Infatti l’asimmetria informativa fa crescere il rischio di comportamenti opportunistici o truffaldini da parte degli erogatori, a volte motivati o dal più brutale interesse economico oppure dall’interesse di prestigio, potere o desiderio di mantenimento di settori o reparti di erogazione di cure che altrimenti non avrebbero fondamento di efficienza economica o allocativa.
Dal lato dei finanziatori ciò induce una complessa attività di gestione dei rischi, composta da studi per la determinazione corretta di prezzi e tariffe, valutazioni di costo-efficacia e costo-opportunità sulle prescrizioni mediche, controlli fiscali per evitare episodi di false o infedeli fatturazioni a carico dei finanziatori di prestazioni addirittura non prestate.
Ovviamente questi diversi livelli della problematica dei controlli non vanno confusi tra di loro, pena un polverone che finisce per distrarre l’attenzione dalla strutturalità e complessità degli scopi e obiettivi dei controlli.
Per intenderci, anche in assenza di scandali come quelli emersi in Puglia e in altre Regioni, risulta lo stesso indispensabile attivare e mantenere controlli di risultato ed efficacia, oltre che di soddisfazione del cliente-paziente.

2) Dopo una serie di scandali nel settore sanitario la regione Toscana attivò una speciale Commissione di esperti per studiare eventuali rimedi strutturali. Nella Relazione finale gli esperti sottolinearono che, a loro avviso, il problema non stava nell’assetto normativo ma nel contesto organizzativo.
Quali conclusioni trarre da questa giusta affermazione? Nel caso della farmaceutica io ne trarrei le seguenti conclusioni operative:
a) Rafforzare gli organici e la preparazione professionale degli attuali Servizi farmaceutici delle ASL addetti ai controlli contabili sulle farmacie;
b) Rafforzare gli organici e la preparazione professionale degli attuali Distretti Sanitari che si occupano del controllo degli andamenti prescrittivi dei medici di base;
c) Rafforzare le funzioni regionali di farmaco-economia e farmaco-vigilanza per emanare, coinvolgendo le organizzazioni professionali dei medici, protocolli e linee-guida improntati a criteri di ottimizzazione del rapporto costo-efficacia delle cure;
d) Potenziare i controlli di legalità da parte degli appositi Organi dello stato;
e) Perfezionare l’attuale sistema informativo, già all’avanguardia in Italia, realizzando alcune ulteriori integrazioni, a partire da quella dell’anagrafe sanitaria con l’anagrafe della popolazione;
f) Pianificare campagne di educazione sanitaria finalizzate all’uso corretto del farmaco.
Ovviamente queste proposte sono parziali, e sicuramente non garantiscono l’azzeramento dei tentativi di mettere comunque in atto truffe e malversazioni. Non sarà mai, ad esempio, un sistema informatico, per quanto efficiente, a scovare i patrimoni non dichiarati al fisco; al massimo il sistema tecnico evidenzierà alcuni indicatori di allarme su cui lavorare poi con i metodi della investigazione.
Detto questo, avevano sicuramente ragione gli antichi Romani, che di corruzione erano esperti, quando affermavano che è opportuno che gli scandali emergano alla luce del sole.

Mauro Albanese, Direttore Area Farmaceutica AUSL BR/1

1) Le truffe ai danni del Servizio Sanitario Regionale sono esempi estremamente negativi per la collettività, ancor più se a perpetrarle sono medici e farmacisti - per fortuna pochi - professionisti che dispongono di tutti i mezzi necessari per vivere più che decorosamente e che da secoli possono vantare un valido codice deontologico.
Sono episodi deplorevoli che colpiscono molto i cittadini e ne influenzano negativamente l’opinione comune. Simili espedienti non giovano all’immagine e alla credibilità dell’intero sistema, proprio nella fase in cui si sta cercando di conquistare la fiducia e l’approvazione degli utenti con l’impegno ad offrire un servizio più confacente alle loro esigenze e bisogni. Attraverso tali illeciti comportamenti vengono sottratti fondi destinati alla collettività, cosicché l’utente è in tal modo costretto a sostenere per proprio conto le spese per fruire delle necessarie prestazioni sanitarie.
Basti pensare a quanto sia importante e a volte difficile per le Aziende USL, l’acquisto di farmaci salvavita per l’alto costo degli stessi. Evidentemente, non si può contare solo sul buon senso e sulla sensibilità morale dei vari operatori, laddove simili episodi continuano a verificarsi, ma è necessario attivare o incrementare la rete dei controlli onde monitorare costantemente i singoli comportamenti.

2) Per evitare il perpetuarsi di truffe ai danni del SSR dovrebbero essere adottate da parte di ciascuna Azienda USL opportune misure atte a eliminare o quantomeno arginare le carenze del sistema.
Innanzitutto, si ritiene indispensabile ed indifferibile un potenziamento delle Aree Farmaceutiche delle Aziende USL sia per quanto concerne la consistenza degli organici di farmacisti incaricati ad effettuare le verifiche ed i controlli tecnici, sia per quanto concerne le competenze ad esse istituzionalmente attribuite al fine di poter esercitare una più incisiva funzione di controllo e avere altresì la possibilità di rilevare ed intervenire su prescrizioni di specialità ad alto costo.
Onde porre rimedio a siffatte situazioni è necessario, inoltre, assicurare l’operatività di alcune commissioni, la cui istituzione è prevista per legge, quali la Commissione Farmaceutica Aziendale, avente la finalità di controllare la regolarità e la liceità delle dispensazioni di farmaci da parte delle farmacie pubbliche e private convenzionate, ovvero che vengano costituiti gruppi di lavoro formati da farmacisti e da medici di medicina generale ed ospedalieri, con il fine di verificare l’appropriatezza delle prescrizioni in ambito territoriale ed ospedaliero.
Da ultimo, sarebbe auspicabile da parte degli organi a ciò preposti una più efficace azione ispettiva condotta in modo costante e soprattutto in via preventiva.

Vincenzo Pomo, Dirigente medico A.Re.S.

1) La spesa farmaceutica nazionale si è attestata nel 2002 sulla cifra record di circa 12 miliardi di euro pari al 15,9% della spesa complessiva del SSN. Una cifra da capogiro, ben al di sopra di quella preventivata del 13%, che stimola gli appetiti di molti.
La prima considerazione da fare, in ragione di tutti gli scandali venuti alla luce negli ultimi anni (da Poggiolini-De Lorenzo in poi), è che il settore farmaci produce utili tali da consentire ricche ed efficaci operazioni di marketing che in taluni casi hanno travalicato i confini della legalità.
E’ evidente che il prezzo del farmaco comprende una quota sostanziosa destinata alla commercializzazione del prodotto, il che induce a pensare che l’industria, non sicura della bontà del prodotto, punta ad assicurarsi il consenso dei prescrittori.
Infatti, in molti casi, vengono registrate molecole che potrebbero ragionevolmente essere definite “fotocopia”, in quanto non presentano di fatto alcun effetto terapeutico aggiuntivo e/o migliorativo rispetto ad analoghe molecole già in commercio. Il prontuario farmaceutico, che comprende tutti i farmaci che possono essere prescritti con costi addebitati al SSN, si ingrossa sempre più e la competizione commerciale diventa sempre più agguerrita.
Una seconda considerazione, che merita attento approfondimento, è la differente attività prescrittiva da parte dei medici delle regioni del nord rispetto a quella dei medici delle regioni del sud. Infatti, mentre la spesa farmaceutica netta 2002 per le regioni del nord è stata mediamente del 14%, per le regioni del sud è stata registrata una spesa farmaceutica del 17,8%.
Questo dato diventa più difficile da spiegare se si pensa che la popolazione anziana residente nelle regioni del nord è nettamente più numerosa di quella residente nelle regioni del sud. Se confrontiamo i dati dell’Emilia Romagna con quelli della Puglia, regioni queste che hanno la stessa popolazione, rileviamo che a fronte di una spesa del 14% con una popolazione ultra 65enne del 22% per l’Emilia Romagna, la Puglia si presenta con una spesa del 16,8% ed una popolazione ultra 65enne del 15%.
Il dato è di quelli che devono far riflettere. Quali le spiegazioni? Non credo che i medici prescrittori della nostra regione siano più sensibili alle “sirene” dell’industria farmaceutica. La spiegazione andrebbe, forse, ricercata in un modello culturale che richiede, evidentemente, un intervento efficace sul piano della informazione scientifica e dell’aggiornamento medico.

2) Sulle cose da fare per rendere più trasparente il sistema, certamente il controllo dell’attività prescrittiva e della dispensazione dei farmaci sono tra le più importanti.
Va detto con estrema chiarezza che il controllo, che oggi è possibile fare efficacemente utilizzando l’informatica, deve essere partecipativo e non poliziesco. Voglio dire che deve prevedere il coinvolgimento dei medici prescrittori e dei farmacisti in una collaborazione leale con l’obiettivo di garantire, da un lato il rispetto dell’attività professionale e dall’altro il corretto utilizzo delle risorse disponibili, senza pregiudizi e difese corporative.

Arnaldo Tempesta, Presidente Federfarma Puglia

1) La valutazione non può che essere totalmente negativa. Si tratta infatti di avvenimenti che danneggiano sia il S.S.R., sia l’immagine della Farmacia che pure in mille occasioni ha saputo risolvere problemi assai complicati a favore dei cittadini. Al riguardo, basta un esempio per tutti: il contributo determinante fornito dalle farmacie in occasione della autocertificazione conseguente all’introduzione del ticket nell’agosto 2002.
2) Non c’è dubbio che possono essere individuati accorgimenti e soluzioni tecniche idonee ad evitare comportamenti anomali. Ma la vera riforma deve essere di tipo etico, sulla base di quanto peraltro concepito e proposto dal Ministro Sirchia. Un totale coinvolgimento delle categorie sanitarie può infatti determinare una salutare presa di consapevolezza indispensabile a salvaguardare un importante bene comune come il Servizio Sanitario.

Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bari

1) Si tratta di accadimenti assai gravi e sconcertanti che si commentano da soli. Non vorrei, però che si percorresse frettolosamente la strada della generalizzazione: la professione farmaceutica si esprime con livelli apprezzabili di correttezza e di rispetto delle regole, garantendo alla collettività un servizio qualificato ed apprezzato.

2) La comunità scientifica e laica concordano nel considerare il farmaco uno straordinario bene etico-esistenziale che ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nella qualità e nella quantità di vita dell’uomo. Questa condizione, tuttavia, si realizza solo se il suo utilizzo è necessario, appropriato, efficace, etico ed economico. Va dunque fermamente contrastata la tendenza a far percepire il farmaco come un bene di consumo governato dalle comuni leggi del mercato.
Per affermare e diffondere questo principio è innanzitutto necessario il rispetto delle regole; è indispensabile inoltre un forte sforzo sul versante della sensibilizzazione degli operatori e della collettività. Il Piano Sanitario della nostra Regione in proposito indica in modo puntuale e completo il percorso da compiere. “La politica del farmaco deve svilupparsi affermando un nuovo modello di funzionamento che consenta l’integrazione tra il rigore scientifico e la corretta gestione organizzativa ed economica, in una logica innovativa capace di coinvolgere proficuamente operatori e popolazione”.
Per essere più chiari, sul piano operativo vanno posti in essere tutti gli strumenti capaci di garantire al paziente i necessari livelli di sicurezza, attraverso l’appropriatezza della prescrizione, della dispensazione e la successiva verifica dell’efficacia terapeutica. Questo è oggi realizzabile utilizzando le straordinarie potenzialità delle tecnologie informatiche utili ad attivare il monitoraggio on line dei consumi farmaceutici e mettendo in rete medico-farmacista-utente e servizi farmaceutici.
Il risultato sarebbe quello di consentire agli organi di vigilanza la tempestiva valutazione della prescrizione – anche con riferimento al rapporto tra diagnosi e terapia – dei profili farmaco-economici, della farmaco-vigilanza e della farmaco-epidemiologia. Un sistema che avrebbe una sicura funzione, tra l’altro, per prevenire casi di incongruità terapeutiche, di abusi e di anomalie.
Aspetti non marginali d’intervento, inoltre, vanno individuati nella promozione di una informazione scientifica indipendente – avvalendosi anche di apposite banche dati specializzate e accessibili - e in campagne istituzionali di sensibilizzazione dell’intera comunità per promuovere una corretta cultura del farmaco, contrastando la tendenza alla “pillola facile”.
E poi, quando è prevista, la ricetta medica!! sempre e comunque, senza deroghe di sorta: un utile richiamo alla necessità di osservare con maggiore scrupolosità e rigore la specificità e la diversità delle competenze di medico e farmacista. Un rinnovato impegno che i rispettivi Ordini professionali stanno testimoniando anche attraverso un “decalogo” di comportamenti che concorrano efficacemente a confermare garanzia ai cittadini e fiducia negli operatori.

Paolo Pellegrino, Direttore Generale Ausl Bari 4

1) Si tratta certamente di un segnale che indica l’inserimento di comportamenti scorretti nel sistema da parte di chi è addetto ai lavori, specie sul fronte commerciale. È apprezzabile l’attività di prevenzione svolta dai Servizi Sanitari e di repressione da parte della Polizia Giudiziaria e della Magistratura.
2) Mi sembra indispensabile il varo di procedure di budgetizzazione con farmacisti e medici di base che porterebbe a un controllo effettivo della spesa in termini di appropriatezza della stessa. Sinora i tentativi svolti in tal senso sono stati, a mio avviso, strumentalizzati ed elusi con il richiamo alla “sacralità” della libertà diagnostica e terapeutica del medico.
Non escluderei una preventiva azione di educazione sanitaria rivolta ai cittadini che, spesso inconsapevolmente, finiscono per l’essere coinvolti in comportamenti scorretti e inappropriati.