Forum di TuttoSanità
- Farmaceutica e truffe
Un fenomeno da contrastare
e debellare col concorso di tutti
(Puglia) - La recente inchiesta della Procura del
Tribunale di Bari, i cui sviluppi sono ancora in corso, dalla
quale emergerebbero “comitati d’affari”
tra alcuni medici, farmacisti e informatori scientifici, ai
danni del S.S.R. ripropone per l’ennesima volta la necessità
di ridisegnare il sistema dei rapporti tra tali figure. Quello
attuale presta il fianco alle degenerazioni che sono sotto
gli occhi di tutti. Occorre, dunque, pensare a regole nuove
e adeguate. TuttoSanità, per offrire un contributo
in tal senso, apre un dibattito per consentire ai vari soggetti
interessati di esprimere il proprio punto di vista.
Le domande
1) Con periodicità sconcertante vengono a
galla truffe ai danni del Servizio Sanitario Regionale riguardanti
la farmaceutica. Come valuta tali avvenimenti ?
2) Cosa propone per evitare il perpetuarsi di tali
episodi ?
Vincenzo Moschetta, Direttore Area Farmaceutica AUSL
BA/4
1) Tre episodi incresciosi nell’arco di breve tempo,
hanno portato alla luce nel territorio di Bari e provincia,
l’esistenza di relazioni deviate tra alcuni medici,
farmacisti ed informatori scientifici, finalizzate tutte ad
una truffa ai danni del SSR.
Episodi di gravità inaudita che intaccano il livello
di credibilità di intere classi professionali i cui
ordini ora sono chiamati ad intervenire, per eliminare l’assillo
di inquietanti interrogativi e sospetti, a salvaguardare tanti
professionisti onesti e scrupolosi che operano quotidianamente
nel rispetto del codice deontologico. E’ il momento
che si proceda con sanzioni severe.
Alle Istituzioni, ai Servizi Farmaceutici delle AA.UU.SS.LL.
il compito di intensificare ed approfondire i controlli tecnici
(che stanno già dando buoni risultati) per accertare
altre eventuali violazioni e per prevenire e reprimere fenomeni
di illegalità che hanno fatto registrare “sprechi”.
E’ auspicabile una cooperazione fattiva fra Istituzioni
e ordini professionali per estirpare questi comportamenti
truffaldini.
2) Il mezzo utile per evitare il perpetuarsi di tali episodi
è il monitoraggio della spesa farmaceutica eseguito
in tempi reali che evidenzia anomalie prescrittive, prescrizioni
incongrue e reiterate che, analizzate approfonditamente, stanno
portando alla luce i fenomeni verificatisi. E’ urgente:
a) estendere il monitoraggio all’assistenza integrativa;
b) renderlo aperto in modo da visionare ricette di una AUSL
spedite presso farmacie appartenenti ad altre AA.UU.SS.LL.;
c) l’aggiornamento puntuale dell’anagrafe sanitaria;
d) dettare regole precise e valide su tutto il territorio
regionale su prescrizioni per ossigenoterapia domiciliare;
malattie da errori metabolici; uremia cronica; diabete insulinodipendente;
nutrizione artificiale;
e) organizzare meglio i servizi farmaceutici AA.UU.SS.LL.
con l’assunzione di personale sanitario. L’Assessorato
alla Sanità e l’ARES stanno vagliando soluzioni
per risposte concrete.
Cosimo Nume, Presidente Ordine dei Medici della Provincia
di Taranto
1) Pensare che la categoria medica possa ritenersi immune
da fenomeni corruttivi che purtroppo coinvolgono l’intera
società è soltanto una pia illusione, soprattutto
in un paese che ha colpevolmente lasciato proliferare una
pletora medica che non ha eguali nel resto del mondo.
Preferisco registrare con soddisfazione come l’entità
del fenomeno sia sicuramente ininfluente, tanto in termini
relativi che assoluti, sull’onorabilità e correttezza
di quella “maggioranza silenziosa” della categoria
che quotidianamente svolge con onestà e dedizione la
propria opera.
Ben venga l’attenzione dell’opinione pubblica
a questi esecrabili comportamenti, ma si faccia attenzione
ad evitare processi sommari e inutili quanto pericolose generalizzazioni.
2) a) Mettere mano con urgenza alla revisione del DLgs 541/92,
per definire i criteri e i limiti del lecito nei rapporti
tra Aziende, Informatori scientifici e medici. Una Commissione
paritetica ad hoc, della quale mi onoro di far parte, è
stata riunita soltanto un paio di volte presso il Ministero
della Salute; rilanciarne l’attività è
una priorità assoluta.
b) Istituire un Albo degli Informatori del farmaco, che detti
regole certe ed invalicabili sia per i propri iscritti che
per le Aziende che si avvalgono della loro opera professionale.
c) Rilanciare il ruolo degli Ordini dei Medici attraverso
urgenti misure a carattere legislativo che restituiscano efficacia
all’azione disciplinare e individuino ogni possibilità
di raccordo con l’Autorità Giudiziaria.
d) Introdurre lo studio del Codice di Deontologia Medica come
obbligatorio nell’ambito della formazione universitaria
e post laurea.
e) Intensificare e rendere efficaci i controlli delle Aziende
Sanitarie sulla spesa per farmaci e prestazioni erogate in
regime convenzionale.
Filippo Anelli, Presidente Fimmg (Federazione italiana
medici medicina generale) Puglia
1) La vicenda della truffa in sanità in Puglia ha
scosso la coscienza di molti cittadini e ha messo a nudo un
sistema, quello sanitario, che “facilmente” si
prestava a tentativi di truffa da parte dei vari operatori
sanitari. Ciononostante, questa vicenda resta un fenomeno
minoritario e marginale, ma in grado di far emergere forti
interrogativi sulle ragioni di simili comportamenti.
Fermo restando che ogni tentativo di truffa deve essere condannato
e che non esistono giustificazioni di sorta, il fenomeno,
tuttavia, merita una seria riflessione.
Non vi sono dubbi sul fatto che oggi la distinzione tra bene
e male, lecito ed illecito, permesso e proibito, si è
molto affievolita sotto i colpi del relativismo etico. Ma,
anche la Politica ha le sue responsabilità! Sicuramente,
non ha contribuito ad evitare che tali avvenimenti accadessero.
Questo per due ordini di ragioni.
Innanzitutto, la macchina burocratica dei controlli si è
messa in moto molto lentamente ed in ogni caso non è
stata in grado di impedire che tali episodi accadessero.
In secondo luogo, tutta l’attenzione della pubblica
amministrazione è stata dedicata al controllo della
spesa ed al conseguimento dell’obiettivo del pareggio
di bilancio, tralasciando in maniera clamorosa tutti gli aspetti
relativi all’appropriatezza delle prestazioni sanitarie.
L’appropriatezza, che rappresenta insieme all’efficacia
delle prestazioni la parte qualificante della riforma sanitaria
ter e del PSN, costituisce il vero sistema di controllo di
qualità delle prestazioni e quindi la maniera migliore
per contrastare i comportamenti inappropriati ed ancor più
illegali.
“La politica del SSN per l’efficacia e l’appropriatezza
prefigura un sistema entro il quale la conduzione sistematica
di attività di monitoraggio della pratica clinica è
organicamente parte dell’attività dei servizi
(e anzi una delle condizioni del loro accreditamento), rendendo
in questo modo disponibili informazioni sulla qualità,
in termini di processi assistenziali ed esiti, delle prestazioni
erogate”(Ministero della Salute – Programma Nazionale
Linee Guida, www.pnlg.it).
Un’attività, quella di monitoraggio della pratica
clinica, affidata dalla Legge al Direttore di Distretto e
all’Ufficio di Coordinamento.
“Il Direttore del distretto, unitamente ai propri collaboratori,
è coadiuvato, per il monitoraggio delle iniziative
previste dal Programma stesso concernenti la medicina generale,
da un medico di medicina generale membro di diritto dell’Ufficio
di coordinamento delle attività distrettuali sulla
base delle disposizioni regionali in materia e da due rappresentanti
dei medici di medicina generale eletti tra quelli operanti
nel distretto” (art. 14 DPR 270/00).
Oggi i distretti e la medicina del territorio rappresentano
l’anello debole del SSR pugliese. Sebbene il PSR consideri
“fulcro del sistema che si va a delineare la organizzazione
ed il funzionamento della Rete Distrettuale”, dobbiamo
constatare che a distanza di quattro anni dalla previsione
di legge (comma 2 art. 3-sexies D.Lvo 229/99) gli Uffici di
Coordinamento distrettuali non esistono, i Programmi delle
attività territoriali non sono elaborati e che scarse
sono le iniziative di monitoraggio previste da queste norme
.
2) Innanzitutto, la piena attuazione della Legge di Riforma
Ter del SSN, sinora incomprensibilmente disattesa, in quella
parte che prevede l’organizzazione dei distretti e le
sue funzioni.
“Al distretto sono attribuite risorse definite in rapporto
agli obiettivi di salute della popolazione di riferimento.
Nell’ambito delle risorse assegnate, il distretto è
dotato di autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziaria,
con contabilità separata all’interno del bilancio
della unità sanitaria locale” (comma 2 art.3
– quater D.Lvo 229/99).
La costituzione in ogni distretto degli Uffici di Coordinamento
per il monitoraggio delle attività sanitarie previste
dal Programma delle Attività Territoriali.
“La elezione dei componenti di cui al precedente comma
(ndr. i membri dell’Ufficio di Coordinamento medici
di medicina generale) si svolgerà in tutte le Aziende
della regione ed in tutti i Distretti entro e non oltre tre
mesi dalla pubblicazione sulla G.U. del D.P.R. (ndr. DPR 270/00
del 2/10/200) che rende esecutivo il presente Accordo. L’Assessore
regionale alla sanità, sentiti i Direttori Generali
delle Aziende, indica la data di svolgimento delle elezioni
di cui al presente articolo” (articoli 2 e 3 allegato
O DPR 270/00).
La corretta attribuzione dei compiti: l’appropriatezza
ai medici ed il controllo della spesa all’apparato amministrativo
del SSR, consentirà di garantire ai cittadini il diritto
alla salute e nello stesso tempo l’uso appropriato ed
efficace delle risorse. In questa maniera si cercherà
di correggere le prestazioni inappropriate e i comportamenti
illeciti saranno fortemente scoraggiati.
Infine, bisognerebbe migliorare il meccanismo di monitoraggio
delle prescrizioni farmaceutiche che ha nella fase di registrazione
delle ricette il suo tallone d’Achille.
Una possibile soluzione potrebbe essere legata ad una incentivazione
dell’informatizzazione dei medici di famiglia e alla
sperimentazione della ricetta virtuale. Questo sistema consentirebbe
di ottenere in tempo reale i dati sulla prescrizione. Infatti
il medico di famiglia invierebbe la “ricetta elettronica”,
virtuale, ad un server gestito direttamente dalla Regione.
Il cittadino, poi, fornito di una password elettronica si
recherebbe in una qualsiasi farmacia e con la sua password
consentirebbe al farmacista di “scaricare” la
ricetta elettronica. Anche in questo caso la Regione avrebbe
il dato relativo alla spesa in tempo reale. In questa maniera,
si salterebbe la fase del data entry, che sarebbe già
svolta dai singoli medici prescrittori e dai farmacisti nel
momento della spedizione della ricetta.
Pasquale Maselli, Presidente Aiisf (Associazione
italiana informatori scientifici del farmaco) della provincia
di Bari
1) In qualità di rappresentante degli informatori
di Bari e provincia ho già affrontato l’argomento
in varie sedi e già denunciato e predetto quanto sta
accadendo e accaduto. La cattiva abitudine di incentivare
la prescrizione del medico è una distorsione di cui
non se ne può più. Nulla di nuovo purtroppo
sotto il cielo. L’associazione degli informatori da
anni denuncia, inascoltata, queste distorsioni del mercato
farmaceutico. A livello locale le strutture associative hanno
sempre cercato un dialogo con gli organi regionali della sanità,
per sottoporre proposte operative per una informazione medica
corretta, finora senza apprezzabili risultati. Si spera che
gli ultimi avvenimenti spingano l’assessorato a sentirci
e valutare le nostre proposte.
Desidero far notare come l’informatore, nella catena
truffaldina sia quello che deve subire la volontà dell’azienda
da cui dipende (o fai così o sei fuori) rischiando
in ogni caso il posto di lavoro: già una casa farmaceutica
ha licenziato due informatori agendo come se il loro comportamento
fosse frutto di iniziative personali e non aziendali.
Concludo comunicando che nei processi per farmatruffa l’AIISF
nazionale si costituirà parte civile per tutelare l’immagine
professionale della categoria.
2) a) Attivare un sistema di controlli continuo ed efficace
sulle prescrizioni.
b) Istituzione di un registro regionale degli addetti all’informazione
scientifica per verificare che rispondano ai requisiti del
D.L 541 (che regola attualmente l’informazione scientifica)
in attesa che venga approvata in parlamento la legge d’istituzione
dell’albo degli informatori. L’associazione per
l’attuazione mette a disposizione le proprie strutture.
c) Attivare un sistema di farmaco-vigilanza efficace.
Questo, a livello regionale, mentre a livello nazionale:
1 - Approvazione definitiva della legge d’istituzione
dell’albo professionale degli informatori con relativo
codice deontologico per poter svolgere la professione.
2 - Imporre alle case farmaceutiche che assumano con contratti
univoci di dipendenza i propri informatori, abbandonando forme
contrattuali precarie o comunque commerciali che non tutelano
la professionalità degli addetti.
Francesco Saponaro, Consigliere delegato Svimservice
S.p.A.
1) Ogni episodio di truffa o malversazione ai danni del pubblico
erario va considerato un evento molto grave perché
danneggia i cittadini contribuenti e riduce il capitale di
fiducia su cui si basa la convivenza civile. Il settore della
sanità è particolarmente vulnerabile in quanto
i rapporti contrattuali che lo fanno funzionare, sia in presenza
di finanziamento pubblico che privato-assicurativo, sono esposti
ad una elevata dose di asimmetria informativa, ovvero di notevole
differenziale di conoscenza tra gli operatori professionali
ed i pazienti ed i loro enti di finanziamento.
Per questa ragione i costi organizzativi ed informativi sono
in forte crescita in ogni parte del mondo, a partire dagli
Stati Uniti, dove i costi informativi sfiorano il 5% dei costi
totali per l’erogazione delle cure mediche. Infatti
l’asimmetria informativa fa crescere il rischio di comportamenti
opportunistici o truffaldini da parte degli erogatori, a volte
motivati o dal più brutale interesse economico oppure
dall’interesse di prestigio, potere o desiderio di mantenimento
di settori o reparti di erogazione di cure che altrimenti
non avrebbero fondamento di efficienza economica o allocativa.
Dal lato dei finanziatori ciò induce una complessa
attività di gestione dei rischi, composta da studi
per la determinazione corretta di prezzi e tariffe, valutazioni
di costo-efficacia e costo-opportunità sulle prescrizioni
mediche, controlli fiscali per evitare episodi di false o
infedeli fatturazioni a carico dei finanziatori di prestazioni
addirittura non prestate.
Ovviamente questi diversi livelli della problematica dei controlli
non vanno confusi tra di loro, pena un polverone che finisce
per distrarre l’attenzione dalla strutturalità
e complessità degli scopi e obiettivi dei controlli.
Per intenderci, anche in assenza di scandali come quelli emersi
in Puglia e in altre Regioni, risulta lo stesso indispensabile
attivare e mantenere controlli di risultato ed efficacia,
oltre che di soddisfazione del cliente-paziente.
2) Dopo una serie di scandali nel settore sanitario la regione
Toscana attivò una speciale Commissione di esperti
per studiare eventuali rimedi strutturali. Nella Relazione
finale gli esperti sottolinearono che, a loro avviso, il problema
non stava nell’assetto normativo ma nel contesto organizzativo.
Quali conclusioni trarre da questa giusta affermazione? Nel
caso della farmaceutica io ne trarrei le seguenti conclusioni
operative:
a) Rafforzare gli organici e la preparazione professionale
degli attuali Servizi farmaceutici delle ASL addetti ai controlli
contabili sulle farmacie;
b) Rafforzare gli organici e la preparazione professionale
degli attuali Distretti Sanitari che si occupano del controllo
degli andamenti prescrittivi dei medici di base;
c) Rafforzare le funzioni regionali di farmaco-economia e
farmaco-vigilanza per emanare, coinvolgendo le organizzazioni
professionali dei medici, protocolli e linee-guida improntati
a criteri di ottimizzazione del rapporto costo-efficacia delle
cure;
d) Potenziare i controlli di legalità da parte degli
appositi Organi dello stato;
e) Perfezionare l’attuale sistema informativo, già
all’avanguardia in Italia, realizzando alcune ulteriori
integrazioni, a partire da quella dell’anagrafe sanitaria
con l’anagrafe della popolazione;
f) Pianificare campagne di educazione sanitaria finalizzate
all’uso corretto del farmaco.
Ovviamente queste proposte sono parziali, e sicuramente non
garantiscono l’azzeramento dei tentativi di mettere
comunque in atto truffe e malversazioni. Non sarà mai,
ad esempio, un sistema informatico, per quanto efficiente,
a scovare i patrimoni non dichiarati al fisco; al massimo
il sistema tecnico evidenzierà alcuni indicatori di
allarme su cui lavorare poi con i metodi della investigazione.
Detto questo, avevano sicuramente ragione gli antichi Romani,
che di corruzione erano esperti, quando affermavano che è
opportuno che gli scandali emergano alla luce del sole.
Mauro Albanese, Direttore Area Farmaceutica AUSL
BR/1
1) Le truffe ai danni del Servizio Sanitario Regionale sono
esempi estremamente negativi per la collettività, ancor
più se a perpetrarle sono medici e farmacisti - per
fortuna pochi - professionisti che dispongono di tutti i mezzi
necessari per vivere più che decorosamente e che da
secoli possono vantare un valido codice deontologico.
Sono episodi deplorevoli che colpiscono molto i cittadini
e ne influenzano negativamente l’opinione comune. Simili
espedienti non giovano all’immagine e alla credibilità
dell’intero sistema, proprio nella fase in cui si sta
cercando di conquistare la fiducia e l’approvazione
degli utenti con l’impegno ad offrire un servizio più
confacente alle loro esigenze e bisogni. Attraverso tali illeciti
comportamenti vengono sottratti fondi destinati alla collettività,
cosicché l’utente è in tal modo costretto
a sostenere per proprio conto le spese per fruire delle necessarie
prestazioni sanitarie.
Basti pensare a quanto sia importante e a volte difficile
per le Aziende USL, l’acquisto di farmaci salvavita
per l’alto costo degli stessi. Evidentemente, non si
può contare solo sul buon senso e sulla sensibilità
morale dei vari operatori, laddove simili episodi continuano
a verificarsi, ma è necessario attivare o incrementare
la rete dei controlli onde monitorare costantemente i singoli
comportamenti.
2) Per evitare il perpetuarsi di truffe ai danni del SSR
dovrebbero essere adottate da parte di ciascuna Azienda USL
opportune misure atte a eliminare o quantomeno arginare le
carenze del sistema.
Innanzitutto, si ritiene indispensabile ed indifferibile un
potenziamento delle Aree Farmaceutiche delle Aziende USL sia
per quanto concerne la consistenza degli organici di farmacisti
incaricati ad effettuare le verifiche ed i controlli tecnici,
sia per quanto concerne le competenze ad esse istituzionalmente
attribuite al fine di poter esercitare una più incisiva
funzione di controllo e avere altresì la possibilità
di rilevare ed intervenire su prescrizioni di specialità
ad alto costo.
Onde porre rimedio a siffatte situazioni è necessario,
inoltre, assicurare l’operatività di alcune commissioni,
la cui istituzione è prevista per legge, quali la Commissione
Farmaceutica Aziendale, avente la finalità di controllare
la regolarità e la liceità delle dispensazioni
di farmaci da parte delle farmacie pubbliche e private convenzionate,
ovvero che vengano costituiti gruppi di lavoro formati da
farmacisti e da medici di medicina generale ed ospedalieri,
con il fine di verificare l’appropriatezza delle prescrizioni
in ambito territoriale ed ospedaliero.
Da ultimo, sarebbe auspicabile da parte degli organi a ciò
preposti una più efficace azione ispettiva condotta
in modo costante e soprattutto in via preventiva.
Vincenzo Pomo, Dirigente medico A.Re.S.
1) La spesa farmaceutica nazionale si è attestata
nel 2002 sulla cifra record di circa 12 miliardi di euro pari
al 15,9% della spesa complessiva del SSN. Una cifra da capogiro,
ben al di sopra di quella preventivata del 13%, che stimola
gli appetiti di molti.
La prima considerazione da fare, in ragione di tutti gli scandali
venuti alla luce negli ultimi anni (da Poggiolini-De Lorenzo
in poi), è che il settore farmaci produce utili tali
da consentire ricche ed efficaci operazioni di marketing che
in taluni casi hanno travalicato i confini della legalità.
E’ evidente che il prezzo del farmaco comprende una
quota sostanziosa destinata alla commercializzazione del prodotto,
il che induce a pensare che l’industria, non sicura
della bontà del prodotto, punta ad assicurarsi il consenso
dei prescrittori.
Infatti, in molti casi, vengono registrate molecole che potrebbero
ragionevolmente essere definite “fotocopia”, in
quanto non presentano di fatto alcun effetto terapeutico aggiuntivo
e/o migliorativo rispetto ad analoghe molecole già
in commercio. Il prontuario farmaceutico, che comprende tutti
i farmaci che possono essere prescritti con costi addebitati
al SSN, si ingrossa sempre più e la competizione commerciale
diventa sempre più agguerrita.
Una seconda considerazione, che merita attento approfondimento,
è la differente attività prescrittiva da parte
dei medici delle regioni del nord rispetto a quella dei medici
delle regioni del sud. Infatti, mentre la spesa farmaceutica
netta 2002 per le regioni del nord è stata mediamente
del 14%, per le regioni del sud è stata registrata
una spesa farmaceutica del 17,8%.
Questo dato diventa più difficile da spiegare se si
pensa che la popolazione anziana residente nelle regioni del
nord è nettamente più numerosa di quella residente
nelle regioni del sud. Se confrontiamo i dati dell’Emilia
Romagna con quelli della Puglia, regioni queste che hanno
la stessa popolazione, rileviamo che a fronte di una spesa
del 14% con una popolazione ultra 65enne del 22% per l’Emilia
Romagna, la Puglia si presenta con una spesa del 16,8% ed
una popolazione ultra 65enne del 15%.
Il dato è di quelli che devono far riflettere. Quali
le spiegazioni? Non credo che i medici prescrittori della
nostra regione siano più sensibili alle “sirene”
dell’industria farmaceutica. La spiegazione andrebbe,
forse, ricercata in un modello culturale che richiede, evidentemente,
un intervento efficace sul piano della informazione scientifica
e dell’aggiornamento medico.
2) Sulle cose da fare per rendere più trasparente
il sistema, certamente il controllo dell’attività
prescrittiva e della dispensazione dei farmaci sono tra le
più importanti.
Va detto con estrema chiarezza che il controllo, che oggi
è possibile fare efficacemente utilizzando l’informatica,
deve essere partecipativo e non poliziesco. Voglio dire che
deve prevedere il coinvolgimento dei medici prescrittori e
dei farmacisti in una collaborazione leale con l’obiettivo
di garantire, da un lato il rispetto dell’attività
professionale e dall’altro il corretto utilizzo delle
risorse disponibili, senza pregiudizi e difese corporative.
Arnaldo Tempesta, Presidente Federfarma Puglia
1) La valutazione non può che essere totalmente negativa.
Si tratta infatti di avvenimenti che danneggiano sia il S.S.R.,
sia l’immagine della Farmacia che pure in mille occasioni
ha saputo risolvere problemi assai complicati a favore dei
cittadini. Al riguardo, basta un esempio per tutti: il contributo
determinante fornito dalle farmacie in occasione della autocertificazione
conseguente all’introduzione del ticket nell’agosto
2002.
2) Non c’è dubbio che possono essere individuati
accorgimenti e soluzioni tecniche idonee ad evitare comportamenti
anomali. Ma la vera riforma deve essere di tipo etico, sulla
base di quanto peraltro concepito e proposto dal Ministro
Sirchia. Un totale coinvolgimento delle categorie sanitarie
può infatti determinare una salutare presa di consapevolezza
indispensabile a salvaguardare un importante bene comune come
il Servizio Sanitario.
Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente Ordine
dei Farmacisti della Provincia di Bari
1) Si tratta di accadimenti assai gravi e sconcertanti che
si commentano da soli. Non vorrei, però che si percorresse
frettolosamente la strada della generalizzazione: la professione
farmaceutica si esprime con livelli apprezzabili di correttezza
e di rispetto delle regole, garantendo alla collettività
un servizio qualificato ed apprezzato.
2) La comunità scientifica e laica concordano nel
considerare il farmaco uno straordinario bene etico-esistenziale
che ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nella qualità
e nella quantità di vita dell’uomo. Questa condizione,
tuttavia, si realizza solo se il suo utilizzo è necessario,
appropriato, efficace, etico ed economico. Va dunque fermamente
contrastata la tendenza a far percepire il farmaco come un
bene di consumo governato dalle comuni leggi del mercato.
Per affermare e diffondere questo principio è innanzitutto
necessario il rispetto delle regole; è indispensabile
inoltre un forte sforzo sul versante della sensibilizzazione
degli operatori e della collettività. Il Piano Sanitario
della nostra Regione in proposito indica in modo puntuale
e completo il percorso da compiere. “La politica del
farmaco deve svilupparsi affermando un nuovo modello di funzionamento
che consenta l’integrazione tra il rigore scientifico
e la corretta gestione organizzativa ed economica, in una
logica innovativa capace di coinvolgere proficuamente operatori
e popolazione”.
Per essere più chiari, sul piano operativo vanno posti
in essere tutti gli strumenti capaci di garantire al paziente
i necessari livelli di sicurezza, attraverso l’appropriatezza
della prescrizione, della dispensazione e la successiva verifica
dell’efficacia terapeutica. Questo è oggi realizzabile
utilizzando le straordinarie potenzialità delle tecnologie
informatiche utili ad attivare il monitoraggio on line dei
consumi farmaceutici e mettendo in rete medico-farmacista-utente
e servizi farmaceutici.
Il risultato sarebbe quello di consentire agli organi di vigilanza
la tempestiva valutazione della prescrizione – anche
con riferimento al rapporto tra diagnosi e terapia –
dei profili farmaco-economici, della farmaco-vigilanza e della
farmaco-epidemiologia. Un sistema che avrebbe una sicura funzione,
tra l’altro, per prevenire casi di incongruità
terapeutiche, di abusi e di anomalie.
Aspetti non marginali d’intervento, inoltre, vanno individuati
nella promozione di una informazione scientifica indipendente
– avvalendosi anche di apposite banche dati specializzate
e accessibili - e in campagne istituzionali di sensibilizzazione
dell’intera comunità per promuovere una corretta
cultura del farmaco, contrastando la tendenza alla “pillola
facile”.
E poi, quando è prevista, la ricetta medica!! sempre
e comunque, senza deroghe di sorta: un utile richiamo alla
necessità di osservare con maggiore scrupolosità
e rigore la specificità e la diversità delle
competenze di medico e farmacista. Un rinnovato impegno che
i rispettivi Ordini professionali stanno testimoniando anche
attraverso un “decalogo” di comportamenti che
concorrano efficacemente a confermare garanzia ai cittadini
e fiducia negli operatori.
Paolo Pellegrino, Direttore Generale Ausl Bari 4
1) Si tratta certamente di un segnale che indica l’inserimento
di comportamenti scorretti nel sistema da parte di chi è
addetto ai lavori, specie sul fronte commerciale. È
apprezzabile l’attività di prevenzione svolta
dai Servizi Sanitari e di repressione da parte della Polizia
Giudiziaria e della Magistratura.
2) Mi sembra indispensabile il varo di procedure di budgetizzazione
con farmacisti e medici di base che porterebbe a un controllo
effettivo della spesa in termini di appropriatezza della stessa.
Sinora i tentativi svolti in tal senso sono stati, a mio avviso,
strumentalizzati ed elusi con il richiamo alla “sacralità”
della libertà diagnostica e terapeutica del medico.
Non escluderei una preventiva azione di educazione sanitaria
rivolta ai cittadini che, spesso inconsapevolmente, finiscono
per l’essere coinvolti in comportamenti scorretti e
inappropriati.
|
|