Nasce il club dei mecenati, fondi e idee per la cultura
di
Antonio Di Giacomo
Quattordici imprese
baresi. “Ma le iscrizioni sono aperte”
(Bari) - Quando la fantascienza al cinema era ancora
muta e in bianco e nero. ”Metropolis", in una parola.
Sarà un tuffo nel passato, quando nel 1926 il regista
Fritz Lang fantasticava su quel che sarebbe stato il Duemila,
ad avviare il nuovo corso di un dialogo fra gli universi dell'imprenditoria
e delle culture. Succede a Bari dove, episodio finora unico
in tutta l'Italia meridionale, in seno ad Assindustria nasce
il Club delle imprese per la cultura. Progetto a lungo accarezzato
dall'editore Alessandro Laterza, vicepresidente dell'associazione
barese degli industriali, è di un club vero e proprio
che si tratta (ne fanno parte quattordici imprese che operano
nella provincia di Bari).
Ed ecco che il Club delle imprese per la cultura sceglie
come biglietto da visita un film che ha fatto epoca, "Metropolis"
di Fritz Lang. La proiezione del capolavoro del muto, sonorizzato
dal vivo col commento musicale del pianoforte di Marco Dalpane
(uno “specialista" in queste operazioni), è
dunque la prima iniziativa messa in cantiere dal club di Assindustria.
L'appuntamento è fissato per il 22 novembre al Kursaal
Santalucia, mentre la proiezione, alle 21, sarà preceduta
da un intervento del critico cinematografico Oscar Iarussi
(l'ingresso alla serata sarà su invito e mirata soprattutto
al coinvolgimento del pubblico più giovane).
Ma se a precedere un cult movie di fantascienza ante litteram
come "Metropolis" c'è tutta la sua fama,
varrà la pena invece soffermarsi sul Club delle imprese
per la cultura. Quattordici aziende socie di Assindustria
Bari hanno messo mano al portafogli e, versando mille e cinquecento
euro a testa, hanno dato vita a un salvadanaio per la cultura.
Chi sono? Si va dai "marchi" della pasta Ambra e
Divella agli editori Laterza, passando per banca Carime, Natuzzi,
Garibaldi Costruzioni & restauri, Svimservice, Masmec,
Tecnoacciai, CaruccieChiurazzi, Tersan Puglia, Graphiservice,
Villa Romanazzi Carducci e Natuzzi.
Eppure non è che di un nucleo fondatore che si tratta.
Non è un caso che la quota di adesione annuale sia,
per così dire, a portata anche di piccola e media impresa.
La scommessa di fondo, lanciata da Alessandro Laterza, sta
così in un quanto mai auspicabile effetto moltiplicatore
delle adesioni che, di riflesso, darà più quattrini
alle casse dei Club per poter operare. Vale a dire, purché
gli altri imprenditori non facciano orecchie da mercante,
che le iscrizioni sono aperte. Come pure, onde evitare equivoci
di sorta, Laterza ci ha tenuto a sottolineare, durante un
incontro ieri mattina in Assindustria, che “il Club
non va interpretato affatto come un'agenzia erogatrice di
contributi, si tratta piuttosto di un soggetto con una sua
capacità e autonomia propositiva nella realizzazione
delle iniziative culturali sul territorio”.
Gli hanno fatto eco le riflessioni del cornunicatore Ettore Chiurazzi.
“Forse è necessario - ha detto - proporci di
sostituire i termini sponsor e mecenate con la parola partner.
Certo, per farlo occorre un salto di livello, una visione
più ampia e innovativa della cultura d'impresa. D'altra
parte, investire in cultura significa costruire occasioni
per irrobustire la cultura della propria impresa”. Per
tacere, poi, degli aspetti meramente pratici del caso: ci
sono agevolazioni fiscali ad hoc a decretare la convenienza,
oltre il canonico ritorno d'immagine, di un investimento in
cultura.
Intanto, archiviata la proiezione di "Metropolis”
incastonata nella Settimana nazionale della cultura d'impresa
di Confindustria, non mancano progetti e idee sul da farsi.
“Fatto salvo – ha precisato Laterza - che c'è
il desiderio comune di fare cose che si allontanino dal perimetro
dell'ovvietà”.
Ecco allora l'ipotesi, suggerita sempre ieri dall'imprenditore
Paolo Bevilacqua, di un piccolo festival dell'innovazione,
o, ancora, si è detto, promuovere mostre, eventi musicali
e teatrali e conversazioni con alcuni big della cultura (e
non solo). Il filo rosso delle iniziative starà semmai
nella qualità e nell'unicità delle proposte,
filosofia motivata dalla semplice necessità di voler
offrire alla vita socioculturale del territorio un'oncia di
valore aggiunto in più. Cos'altro bollirà in
pentola si capirà presto: già il 30 novembre
è fissata la prima riunione dei club. L'obiettivo delle
quattordici imprese, sempre che nel frattempo il numero degli
associati non aumenti, sarà decidere il da farsi nell'immediato
futuro. Nell'attesa, sarà tempo di “ritorno al
futuro"; buio in sala per "Metropolis".
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