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  17 novembre 2004


Nasce il club dei mecenati, fondi e idee per la cultura

di Antonio Di Giacomo


Quattordici imprese baresi. “Ma le iscrizioni sono aperte”

(Bari) - Quando la fantascienza al cinema era ancora muta e in bianco e nero. ”Metropolis", in una parola. Sarà un tuffo nel passato, quando nel 1926 il regista Fritz Lang fantasticava su quel che sarebbe stato il Duemila, ad avviare il nuovo corso di un dialogo fra gli universi dell'imprenditoria e delle culture. Succede a Bari dove, episodio finora unico in tutta l'Italia meridionale, in seno ad Assindustria nasce il Club delle imprese per la cultura. Progetto a lungo accarezzato dall'editore Alessandro Laterza, vicepresidente dell'associazione barese degli industriali, è di un club vero e proprio che si tratta (ne fanno parte quattordici imprese che operano nella provincia di Bari).

Ed ecco che il Club delle imprese per la cultura sceglie come biglietto da visita un film che ha fatto epoca, "Metropolis" di Fritz Lang. La proiezione del capolavoro del muto, sonorizzato dal vivo col commento musicale del pianoforte di Marco Dalpane (uno “specialista" in queste operazioni), è dunque la prima iniziativa messa in cantiere dal club di Assindustria. L'appuntamento è fissato per il 22 novembre al Kursaal Santalucia, mentre la proiezione, alle 21, sarà preceduta da un intervento del critico cinematografico Oscar Iarussi (l'ingresso alla serata sarà su invito e mirata soprattutto al coinvolgimento del pubblico più giovane).

Ma se a precedere un cult movie di fantascienza ante litteram come "Metropolis" c'è tutta la sua fama, varrà la pena invece soffermarsi sul Club delle imprese per la cultura. Quattordici aziende socie di Assindustria Bari hanno messo mano al portafogli e, versando mille e cinquecento euro a testa, hanno dato vita a un salvadanaio per la cultura. Chi sono? Si va dai "marchi" della pasta Ambra e Divella agli editori Laterza, passando per banca Carime, Natuzzi, Garibaldi Costruzioni & restauri, Svimservice, Masmec, Tecnoacciai, CaruccieChiurazzi, Tersan Puglia, Graphiservice, Villa Romanazzi Carducci e Natuzzi.

Eppure non è che di un nucleo fondatore che si tratta. Non è un caso che la quota di adesione annuale sia, per così dire, a portata anche di piccola e media impresa. La scommessa di fondo, lanciata da Alessandro Laterza, sta così in un quanto mai auspicabile effetto moltiplicatore delle adesioni che, di riflesso, darà più quattrini alle casse dei Club per poter operare. Vale a dire, purché gli altri imprenditori non facciano orecchie da mercante, che le iscrizioni sono aperte. Come pure, onde evitare equivoci di sorta, Laterza ci ha tenuto a sottolineare, durante un incontro ieri mattina in Assindustria, che “il Club non va interpretato affatto come un'agenzia erogatrice di contributi, si tratta piuttosto di un soggetto con una sua capacità e autonomia propositiva nella realizzazione delle iniziative culturali sul territorio”.

Gli hanno fatto eco le riflessioni del cornunicatore Ettore Chiurazzi. “Forse è necessario - ha detto - proporci di sostituire i termini sponsor e mecenate con la parola partner. Certo, per farlo occorre un salto di livello, una visione più ampia e innovativa della cultura d'impresa. D'altra parte, investire in cultura significa costruire occasioni per irrobustire la cultura della propria impresa”. Per tacere, poi, degli aspetti meramente pratici del caso: ci sono agevolazioni fiscali ad hoc a decretare la convenienza, oltre il canonico ritorno d'immagine, di un investimento in cultura.

Intanto, archiviata la proiezione di "Metropolis” incastonata nella Settimana nazionale della cultura d'impresa di Confindustria, non mancano progetti e idee sul da farsi. “Fatto salvo – ha precisato Laterza - che c'è il desiderio comune di fare cose che si allontanino dal perimetro dell'ovvietà”.

Ecco allora l'ipotesi, suggerita sempre ieri dall'imprenditore Paolo Bevilacqua, di un piccolo festival dell'innovazione, o, ancora, si è detto, promuovere mostre, eventi musicali e teatrali e conversazioni con alcuni big della cultura (e non solo). Il filo rosso delle iniziative starà semmai nella qualità e nell'unicità delle proposte, filosofia motivata dalla semplice necessità di voler offrire alla vita socioculturale del territorio un'oncia di valore aggiunto in più. Cos'altro bollirà in pentola si capirà presto: già il 30 novembre è fissata la prima riunione dei club. L'obiettivo delle quattordici imprese, sempre che nel frattempo il numero degli associati non aumenti, sarà decidere il da farsi nell'immediato futuro. Nell'attesa, sarà tempo di “ritorno al futuro"; buio in sala per "Metropolis".