African Looms, progetto
umanitario che va oltre l’intervento assistenziale
di Angela Delle Foglie
Parte da Bari un’iniziativa
in favore dei popoli del Sud del mondo
(Bari) - Ottomila persone nel cuore profondo dell'Africa
cominciano a vedere un futuro da quando ha cominciato a mettere
radici fra loro African Looms. Si chiama così l'azienda
avviata nel piccolo villaggio di Machaka, a pochi chilometri
da Nairobi e tenuta insieme da un gruppo di ragazze madri,
non a caso la categoria tra le più disagiate della
comunità. Quella di coinvolgere proprio loro nel progetto
è stata una scelta precisa di Girolamo Asta ed Imma
Alvino, promotori dell'iniziativa che ha preso le mosse nel
gennaio del 2002.
E' stato allora che Gimo ed Imma, reduci da un lungo percorso
di solidarietà che li aveva fatti avvicinare più
volte alla realtà del piccolo villaggio di Machaka,
hanno deciso di provare a dare una svolta, ma senza ricorrere
ai tradizionali "progetti umanitari" di taglio assistenzialista
destinati ad esaurire la loro spinta con l'estinguersi del
finanziamento a pioggia.
"Abbiamo fortemente creduto - spiega Gimo - nonostante
tutte le ambiguità che si accompagnano a dinamiche
di questo tipo, che un'attività commerciale fosse la
cosa più etica che si potesse fare. Siamo partiti con
il gruppo delle ragazze madre, quelle in maggior stato di
necessità con i loro bambini, iniziando con un'attività
di training e dopo circa un anno abbiamo aperto ufficialmente
la parte produttiva dando vita ad African Looms".
Col tempo la gestione è passata dal fondatore alle
stesse ragazze, che lavorano e producono in modo autonomo,
nonostante le mille difficoltà. Tappeti, tende, tovagliette
e mille accessori di abbigliamento in stile etnico sono i
prodotti che escono ogni giorno dai due laboratori di cui
si compone l'azienda: Lifecarpets, quello tessile e Pearls
of Wisdom, quello che produce accessori con perline. Il tutto
lavorato a mano con l'ausilio di telai di legno grandi e piccoli.
I proventi dell'attività vengono utilizzati per allargare
l'attività formativa ad altre donne del villaggio ma
anche per ampliarne il raggio fino ad entrare nelle baraccopoli
di Nairobi, dove vivono oltre due milioni di persone in condizioni
al limite della sopravvivenza.
"L'obiettivo - spiega Gimo - è quello di ridare
alle persone una condizione di dignità, aiutandole
attraverso il lavoro ad auto-organizzarsi e offrendo loro
la possibilità di gestire la propria vita in modo indipendente".
Non si vuole più quindi offrire aiuto, ma "auto-aiuto"
che ha il suo valore aggiunto nel riscatto della dignità
dell'altro.
Consapevoli del fatto che punto di forza e condizione indispensabile
per la sopravvivenza di questa come di tutte le aziende è
la rete di commercializzazione e distribuzione dei prodotti,
Gimo ed Imma sono da tempo impegnati nella costruzione di
una catena equo solidale, attraverso il tam tam e il passaparola.
Per questo girano l'Italia, presentando il loro progetto e
i prodotti concreti del lavoro di African Looms nella speranza
di trovare nuovi amici e sostenitori. Sabato 25 settembre
si potrà toccare con mano il loro piccolo angolo d'Africa
presso il Teatro Kismet di Bari, a partire dalle ore 19,00.
(www.africanlooms.net)
|