Al Kismet una goccia di
mare africano come speranza in un futuro migliore
di Giuseppe Ferrara
Progetto umanitario
di African Looms
(Bari) - Una goccia nel mare. Sembrerebbe tale,
a prima vista, il progetto umanitario di "African Looms",
presentato al Teatro Kismet. Ma questa iniziativa di solidarietà,
partita dalle ragazze-madri del villaggio di Machaca a nord
di Nairobi, è l'unica speranza di un futuro migliore
per alcune realtà dimenticate del Kenya. "African
Looms" è un'azienda, nata due anni fa, voluta
da alcuni amici che vedendo con i propri occhi le condizioni
di assoluta povertà hanno ben pensato dì fare
qualcosa di realmente concreto per gli abitanti del posto.
L'obiettivo è creare un miglioramento delle condizioni
generali di vita attraverso la creazione di concrete opportunità
di lavoro.
Nel villaggio sono stati realizzati due laboratori: "Lifecarpets"
è una piccola industria tessile dove vengono prodotti
tappeti, tende e tovaglie realizzati con alcuni telai manuali
in legno. “Pearls of Wisdom" produce, invece, accessori
di abbigliamento lavorati a mano con perline. "Crediamo
fortemente - dice Girolamo Asta, promotore dell'iniziativa
- che la loro unica via di salvezza è renderli capaci
di auto-gestirsi. E' per questo motivo che abbiamo messo su
questa attività commerciale coinvolgendo il gruppo
delle ragazze-madri, numerosissime in questo villaggio dove,
come in molte altre parti dell'Africa, la donna vive in uno
stato di massima subordinazione sociale, soprattutto quando
si trova sola, senza l'aiuto di un uomo, ad accudire i propri
figli".
Tutti i prodotti da loro realizzati vengono portati in Italia
per essere venduti. Gli utili di questa attività vengono
utilizzati per gestire interventi di aiuto concreto come azioni
formative per il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie,
o prodotti di prima necessità. In cantiere c'è
la realizzazione di un acquedotto e l'allargamento del proprio
raggio d'azione ad altre realtà ugualmente bisognose.
E' il caso dei bambini e delle donne che abitano all'interno
del "quartiere" di Korogocho, una delle baraccopoli
più grandi di Nairobi, dove vivono oltre 500.000 persone.
In questo modo, "African Looms", anche se con piccoli
passi, sta offrendo a queste persone, per molti versi abbandonate
a se stesse, la possibilità gestire la propria vita
in modo indipendente attraverso un lavoro, senza essere costrette
a dire "grazie" a nessuno.
|
|