Alta formazione in rete:
benchmarking tra 14 MBA internazionali
di Ileana Inglese
(Bari) - Ancora una riflessione sull’e-learning,
ma questa volta usciamo dai confini nazionali per dare un’occhiata
a quanto accade oltralpe e oltreoceano nella formazione d’eccellenza.
L’occasione è data da una ricerca condotta da
una commissione di lavoro permanente sui temi dell’Information
& Communication Technology costituita all’interno
di ASFOR, l’associazione che si pone come punto di riferimento
nazionale per la validazione della qualità dei percorsi
formativi.
Ce ne parla Roberto Pancaldi, membro del gruppo di lavoro
ICT di ASFOR e responsabile divisione distance learning di
PROFINGEST, la Business School fondata nel 1985 a Bologna,
tra le prime in Italia ad essersi impegnata sul fronte della
formazione a distanza.
Dottor Pancaldi, qual è l'attuale scenario
dell'e-learning in Italia?
"In Italia la situazione è caratterizzata dalla
quasi totale mancanza di un glossario e di linee guida condivise,
in grado di orientare i potenziali utenti verso una scelta
consapevole e ragionata di una soluzione di e-learning. A
ciò si aggiunge una continua moltiplicazione dei fornitori,
ciascuno dei quali propone sotto la voce e-learning i prodotti
più svariati. E’ infatti sotto gli occhi di tutti
che l’introduzione della componente “e-“
nelle sue varie accezioni ha portato alla “dissacrazione”
del tema formazione, rendendolo alla portata di soggetti classicamente
‘lontani’ - aziende editoriali, società
di consulenza, colossi tecnologici, software house - e alla
banalizzazione della formazione soprattutto dal punto di vista
dell’approccio metodologico.”
Cosa bisogna fare per frenare questo processo?
"Per prima cosa occorre proporre criteri di qualità
condivisi, che si pongano come cartina di tornasole qualitativa
a vantaggio sia dei progettisti di e-learning che dei fruitori.
E’ per questo motivo che ASFOR ha costituito un gruppo
di lavoro, espressione delle realtà formative da maggior
tempo impegnate in attività distance learning, con
l’esplicito mandato di proporre linee guida atte a definire
la qualità dei progetti formativi".
Quali sono i risultati degli studi portati avanti
dal gruppo di lavoro?
"A partire dal 2001 la commissione ha elaborato alcuni
documenti che definiscono i criteri di qualità (di
servizi, di progettazione dei contenuti e della tecnologia
di supporto) e gli standard terminologici (glossario) nel
vasto mondo dell’e-learning. A completamento di questo
triennio di lavoro, ASFOR si è posto l’obiettivo
ambizioso di studiare criteri di accreditamento per i master
in e-learning, che si affianchino a quelli già in vigore
per i master a prevalente frequenza d’aula".
Uno studio ad ampio raggio, che interessa anche lo
scenario internazionale?
"Sì, operativamente si è pensato di condurre
un benchmarking tra i master progettati ed erogati dalla più
accreditate Business School internazionali, concentrando la
ricerca solo sui percorsi MBA, nei quali si riscontra maggiormente
l'utilizzo di modalità di distance learning. Metodologicamente
l’analisi è stata strutturata come benchmarking
rispetto a 14 Executive MBA tra i più famosi ed accreditati
realizzati in Europa e negli Stati Uniti, ed ha cercato di
evidenziare per ciascuno i processi didattici e metodologici".
Cosa è emerso dalla ricerca?
“Dei 14 master analizzati, 9 sono europei e 5 statunitensi;
l’analisi comprende 7 dei 10 Executive MBA che guidano
la “classifica” dei migliori EMBA internazionali
pubblicata annualmente dal Financial Times. Per tutti i master
il target dei fruitori è risultato così composto:
75-85% di sesso maschile; oltre il 79% in possesso di laurea
in ingegneria o economia; età media 34 anni; esperienza
aziendale non inferiore ai 5 anni (per gli statunitensi non
inferiore ai dieci anni); 75-80% in posizione di amministratore
delegato, vice presidente, senior manager. Abbiamo rilevato
inoltre che gli MBA statunitensi prevedono una partecipazione
individuale sempre mediata dalle aziende, veri e propri sponsor
della formazione del dipendente/collaboratore, mentre nei
master europei la sponsorizzazione dell’impresa non
è obbligatoria".
E dal punto di vista metodologico, quali le differenze?
"Sul mercato internazionale della formazione manageriale
non risulta alcun master che sia esclusivamente on line. I
master americani sono tendenzialmente centrati sull’aula,
mentre i master europei sono più aperti alla dimensione
distance learning. I primi inoltre, sia per la sponsorizzazione
delle aziende che per la rapida spendibilità delle
competenze acquisite sul mercato del lavoro, hanno un costo
molto elevato soprattutto se comparato ai costi della formazione
manageriale in Italia.”
Ecco, quanto si applica questa analisi alla realtà
italiana?
“In Italia l’acquisto di un master è spesso
personale e motivato dalla voglia di ampliare le proprie competenze
per rivenderle anche fuori dall’azienda con cui si sta
collaborando. Per il partecipante è quindi importante
che il tempo dedicato allo studio non si sovrapponga all’impegno
lavorativo. Anche in caso di sponsorizzazione aziendale, il
panorama italiano è caratterizzato da piccole e medie
imprese che hanno un diverso atteggiamento nell’acquisto
di formazione rispetto alle multinazionali. A fronte di un
forte investimento economico le PMI non possono permettersi
ulteriori aggravi, quali la perdurante assenza per motivi
formativi del collaboratore. Da qui la maggiore attenzione
ai costi della formazione e la necessità, per le Business
o Corporate School italiane, di utilizzare la didattica mista
o blended, ossia una modalità formativa che prevede
una più cospicua quantità di distance e il conseguente
abbattimento dei costi della formazione".
Vede dunque nel “blended learning” il
futuro dell’alta formazione in Italia?
Io credo che il distance learning sia uno strumento congruo
per la realtà italiana e che i master che scelgono
tale modalità debbano prevedere un mix formativo aula/rete,
che ottimizzi tempi, risorse e investimenti, come avviene
appunto nel blended learning. L’esperienza dell’Executive
MBA on line di PROFINGEST ce ne dà ragione.
ANCHE A BARI L’MBA ON LINE
L'alta formazione viaggia in rete. La scommessa è
della PROFINGEST, la Business School bolognese che per prima
ha colto le opportunità della new economy, organizzando
il suo Executive MBA on line, primo Master in Business Administration
in Italia che utilizza la rete per rivolgersi a manager, quadri
e professionisti.
Il Master è già alla sua sesta edizione; la
novità è che quest'anno, grazie alla collaborazione
attuata con SVIMSERVICE, alle sedi di Roma, Milano, Bologna,
Treviso e Cagliari si aggiunge per le fasi d'aula anche quella
di Bari. E’ proprio presso la Scuola di formazione svimservice
Al Faro di Bari, in via Massaua 18, che si svolgeranno infatti
le sessioni tutoriali locali
In linea con una tipologia di didattica mista (blended learning),
il master prevede incontri di approfondimento in aula, oltre
allo studio di materiali didattici originali e all'utilizzo
di internet per le esercitazioni e i confronti sistematici
(chat, forum tematici e classi virtuali). L’obiettivo
resta quello degli MBA residenziali: sviluppare in modo organico
le competenze manageriali, portandole fino a livelli di eccellenza.
L'inizio dei corsi è previsto per il prossimo marzo;
le ore di studio complessive saranno 1300 distribuite in 24
mesi, con 24 incontri periodici organizzati a Bari presso
la Scuola Al Faro, 18 giorni di formazione intensiva d'aula
presso la sede Profingest di Bologna, 21 tutor specializzati
e l’accesso a Web Campus.
La domanda di iscrizione al Master può essere compilata
direttamente sul sito www.profingest.it
(link a distance learning) o inviata entro il 10 marzo p.v.
a Profingest, via Buon Pastore 2 – 40121 Bologna. Per
informazioni: Profingest - tel.051.474782 - fax 051.482297
- e-mail: mbaonline@profingest.it
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