La cultura rilancia il rischio
d’impresa
di
Alessia Maccaferri
(Milano)
– Una volta all’anno Unilever lancia un “prodotto”
che non conosce. Non è una svista dei guru del marketing.
Per la multinazionale è una scelta precisa: investire
assieme a Tate Modern per installazioni di artisti di livello
mondiale. L’istituzione inglese seleziona, tra i migliori
artisti di fama mondiale, chi entrerà con le sue opere
nella Turbine Hall.
Unilever da parte sua ha piena fiducia nella Tate e non interferisce
nella scelta. Da cinque anni questo accordo di partnership
in campo culturale è diventato un caso da manuale.
“Quando dal suo ufficio il nostro presidente guarda
l’altra sponda del Tamigi – ha detto ieri a Milano,
Helen Lo, responsabile affari sociali e ambientali di Unilever
Uk al Forum Impresa e Cultura, durante il quale sono state
presentate diverse best practice del settore – sa che
c’è qualcuno che, come lui, si sta assumendo
delle responsabilità”. Di investire in cultura
e quindi di percorrere strade mai battute scoprendosi alla
fine diversi. La cultura, nella sua accezione più ampia,
rilancia quindi il rischio di impresa, in un momento in cui
le aziende sono alla ricerca di nuovi mercati e di percorsi
creativi differenti. Qualcuno ci riesce, come le aziende che
hanno ottenuto il Premio Impresa e Cultura, promosso da Confindustria,
Ice e Provincia di Milano.
Il primo premio del concorso – giunto alla nona edizione
– è andato a GlaxoSmithKline. La multinazionale
ha vinto con “Leggere per Crescere”, un progetto
rivolto ad abituare i bambini alla lettura. Il piano è
già stato esteso a 120 mila bambini in sette regioni,
coinvolgendo pediatri, farmacisti, educatori. “L’iniziativa
rientra nel progetto “Salute e società”
dedicato al benessere dei bambini e degli anziani –
spiega Roberto Ferri, presidente e amministratore delegato
della filiale italiana del gruppo farmaceutico - Durante la
realizzazione l’azienda si è arricchita: noi
tutti siamo diventati più consapevoli degli orizzonti
all’interno dei quali ci muoviamo”.
Il Premio Commissione europea è stato assegnato ad
Alcatel Italia che dal 2001 sostiene progetti focalizzati
sulla fotografia. Nel 2005 ha promosso a Roma “Kennedy”,
mostra sulla vita di John e Robert Kennedy. E il 13 gennaio
2006 porterà a Milano “Euro-Visions the New Europeans
by Magnum Photographers”, esposizione fotografica sui
Paesi entrati nella Ue nel 2004. “A monte c’è
una scelta ben precisa – spiega Andrea Radic, direttore
comunicazione di Alcatel Italia – Comunicare alcuni
elementi, valori di fondo: la forte presenza dell’azienda
in Italia con realtà innovative e un mercato vicino
alla vita di tutti i giorni”.
Tra le 194 imprese che hanno avanzato la loro candidatura
si rileva la presenza di progetti in network. Tra loro il
Club delle Imprese per la Cultura dell'Associazione degli
Industriali della Provincia di Bari, presentato da 16 aziende.
L’intento è rilanciare il concetto di distretto
culturale: “Pensiamo soprattutto al futuro dei giovani
imprenditori – spiega Giancarlo Di Paola, coordinatore
del Club – Il territorio è ricco di talenti che
hanno bisogno di esprimersi. Insieme ce la possiamo fare.
La felicità è un obiettivo non dilazionabile
e i giovani devono andare avanti, azzardare strade nuove”.
Altri premi sono stati assegnati a Lavazza, Azienda Agricola
Sant’angelo Poderi Bianco, Aziende Agricole Planeta,
Atart People, Aeroporti di Roma, Sigma-Tau. Premiati fuori
concorso l’Istituto italiano di Cultura di Kiev e la
Fondazione Orchestra Verdi di Milano.
I vincitori:
GlaxoSmithKline – Primo Premio Assoluto
Alcatel Italia – Premio Commissione
Europea
Lavazza – Premio Ice
Club delle Imprese per la Cultura –
Premio Provincia di Milano
Azienda Agricola Sant’Angelo / Poderi Bianco
– Premio Banca Intesa
Aziende Agricole Planeta – Premio Camera
di Commercio di Milano
Start People – Premio De Agostini Rizzoli
Periodici
Aeroporti di Roma – Premio Gioco del
Lotto – Lottomatica
Sigma-Tau – Premio il Sole 24 Ore
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