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  1 dicembre 2005


La cultura rilancia il rischio d’impresa

di Alessia Maccaferri


(Milano) – Una volta all’anno Unilever lancia un “prodotto” che non conosce. Non è una svista dei guru del marketing. Per la multinazionale è una scelta precisa: investire assieme a Tate Modern per installazioni di artisti di livello mondiale. L’istituzione inglese seleziona, tra i migliori artisti di fama mondiale, chi entrerà con le sue opere nella Turbine Hall.
Unilever da parte sua ha piena fiducia nella Tate e non interferisce nella scelta. Da cinque anni questo accordo di partnership in campo culturale è diventato un caso da manuale.

“Quando dal suo ufficio il nostro presidente guarda l’altra sponda del Tamigi – ha detto ieri a Milano, Helen Lo, responsabile affari sociali e ambientali di Unilever Uk al Forum Impresa e Cultura, durante il quale sono state presentate diverse best practice del settore – sa che c’è qualcuno che, come lui, si sta assumendo delle responsabilità”. Di investire in cultura e quindi di percorrere strade mai battute scoprendosi alla fine diversi. La cultura, nella sua accezione più ampia, rilancia quindi il rischio di impresa, in un momento in cui le aziende sono alla ricerca di nuovi mercati e di percorsi creativi differenti. Qualcuno ci riesce, come le aziende che hanno ottenuto il Premio Impresa e Cultura, promosso da Confindustria, Ice e Provincia di Milano.

Il primo premio del concorso – giunto alla nona edizione – è andato a GlaxoSmithKline. La multinazionale ha vinto con “Leggere per Crescere”, un progetto rivolto ad abituare i bambini alla lettura. Il piano è già stato esteso a 120 mila bambini in sette regioni, coinvolgendo pediatri, farmacisti, educatori. “L’iniziativa rientra nel progetto “Salute e società” dedicato al benessere dei bambini e degli anziani – spiega Roberto Ferri, presidente e amministratore delegato della filiale italiana del gruppo farmaceutico - Durante la realizzazione l’azienda si è arricchita: noi tutti siamo diventati più consapevoli degli orizzonti all’interno dei quali ci muoviamo”.

Il Premio Commissione europea è stato assegnato ad Alcatel Italia che dal 2001 sostiene progetti focalizzati sulla fotografia. Nel 2005 ha promosso a Roma “Kennedy”, mostra sulla vita di John e Robert Kennedy. E il 13 gennaio 2006 porterà a Milano “Euro-Visions the New Europeans by Magnum Photographers”, esposizione fotografica sui Paesi entrati nella Ue nel 2004. “A monte c’è una scelta ben precisa – spiega Andrea Radic, direttore comunicazione di Alcatel Italia – Comunicare alcuni elementi, valori di fondo: la forte presenza dell’azienda in Italia con realtà innovative e un mercato vicino alla vita di tutti i giorni”.

Tra le 194 imprese che hanno avanzato la loro candidatura si rileva la presenza di progetti in network. Tra loro il Club delle Imprese per la Cultura dell'Associazione degli Industriali della Provincia di Bari, presentato da 16 aziende. L’intento è rilanciare il concetto di distretto culturale: “Pensiamo soprattutto al futuro dei giovani imprenditori – spiega Giancarlo Di Paola, coordinatore del Club – Il territorio è ricco di talenti che hanno bisogno di esprimersi. Insieme ce la possiamo fare. La felicità è un obiettivo non dilazionabile e i giovani devono andare avanti, azzardare strade nuove”. Altri premi sono stati assegnati a Lavazza, Azienda Agricola Sant’angelo Poderi Bianco, Aziende Agricole Planeta, Atart People, Aeroporti di Roma, Sigma-Tau. Premiati fuori concorso l’Istituto italiano di Cultura di Kiev e la Fondazione Orchestra Verdi di Milano.

I vincitori:

GlaxoSmithKline – Primo Premio Assoluto
Alcatel Italia – Premio Commissione Europea
Lavazza – Premio Ice
Club delle Imprese per la Cultura – Premio Provincia di Milano
Azienda Agricola Sant’Angelo / Poderi Bianco – Premio Banca Intesa
Aziende Agricole Planeta – Premio Camera di Commercio di Milano
Start People – Premio De Agostini Rizzoli Periodici
Aeroporti di Roma – Premio Gioco del Lotto – Lottomatica
Sigma-Tau – Premio il Sole 24 Ore