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  14 - 15 luglio 2005


Blonda: "Bisogna creare un sistema di porte aperte"

di Barbara Facchini


Il progetto “Dialogo” per combattere il disagio sociale

(Bari) – “L’età criminale di questa amministrazione si sta abbassando in maniera preoccupante”. Lo ha affermato il prefetto di Bari, Tommaso Blonda stamani presentando il percorso di prevenzione sociale “Dialogo”. Nato il 12 Novembre del 2003 il progetto che coinvolge le circoscrizioni baresi è riuscito a mettere in rete amministrazioni pubbliche e soggetti privati, avviando percorsi di formazione nei confronti di persone segnalate dai servizi sociali. Svimservice, Formedil, Tasmania e Spei le imprese che hanno deciso di aderire alla rete, ognuna delle quali ha accolto, selezionato e introdotto nel mondo del lavoro uomini e donne di Enziteto.

Dialogo è “un esempio virtuoso perché la formazione non è fine a se stessa. Parte dalle imprese che sanno quale figura professionale richiede il mercato” afferma Onofrio Sisto, assessore provinciale alle politiche del lavoro. Ognuna delle imprese aderenti ha preso per mano queste persone, restituendo loro “autostima e fiducia” come sostiene l’assessore comunale ai servizi sociali, Susi Mazzei. “Un cucchiaio in un mare” come afferma Giancarlo Di Paola amministratore delegato della Svimservice, “ma tanti insieme possono svuotare il mare”.

Il primo cucchiaio l’ha messo l’impresa sartoriale Tasmania che ha selezionato “due donne di Enziteto. Una ventenne ed un’altra quarantenne, con due percorsi personali in antitesi. Un futuro di incertezze per la prima, una forte demotivazione per la seconda. Sono state formate e inserite nel mondo del lavoro” spiega Giancarlo Pellegrino. Il primo settembre inizieranno a lavorare con un regolare contratto di telelavoro a progetto, 4 residenti di Enziteto, precedentemente selezionati e all’uopo formati dalla Svimservice, secondo cucchiaio. L’obiettivo è che a questi primi virtuosi partner privati se ne aggiungano molti altri, perché come ricorda il prefetto Blonda dare lavoro significa togliere possibili nuove leve alla criminalità.