Bari anni '30: il capolavoro
di un artista locale
di Paola Leanza
(Bari) -
Riportare a nuova vita una pellicola abbandonata sul fondo
di una cassapanca e realizzare il sogno di un imprenditore
nostrano, sottolineando come un’apparente sconfitta
sia solo il primo passo verso un successo riconosciuto. Questa
l’iniziativa del Club delle Imprese per la Cultura dell’Assindustria
di Bari in occasione della quarta edizione della "Settimana
nazionale della Cultura d’Impresa" partita lo scorso
lunedì e che terminerà mercoledì 30 novembre,
appuntamento fisso che testimonia l’impegno degli imprenditori
sui temi della cultura e dello sviluppo locale. “Abbiamo
deciso di restaurare ‘Idillio infranto’ di Orazio
Campanella – commenta Giancarlo Di Paola, coordinatore
del Club delle Imprese – perché ci ha colpito
la vicenda personale di questo intraprendente imprenditore
locale, che non si è fermato dinanzi alle difficoltà
e ha prodotto un vero capolavoro del cinema muto degli anni
’30.
Il suo insuccesso, visto l’arrivo del sonoro, deve essere
un insegnamento per tutti gli imprenditori contemporanei:
mai perdere la grinta e la voglia di portare a compimento
un progetto” Il film sarà proiettato domani sera
alle 20,30 al Nuovo Cinema Palazzo (si accede solo per invito)
completamente restaurato in attesa di una riedizione in digitale
che renderà disponibile la pellicola in versione dvd.
La presentazione del film sarà affidata al critico
cinematografico Oscar Iarussi, che illustrerà il pregio
artistico di questo capolavoro dimenticato, mentre l’accompagnamento
musicale, rigorosamente dal vivo, vedrà esibirsi un’orchestra
diretta dal maestro Nicola Girasole, docente di musica per
il cinema al Conservatorio di Bari, e la partecipazione del
violinista Diego Conti, già autore di melodie per radio,
televisione e cinema.
All’interno del cinema sarà inoltre allestita
una mostra con materiali provenienti dall’abitazione
del produttore, che in breve racconteranno la vita di un grande
ma purtroppo sconosciuto artista locale. Ma come nasce in
un piccolo possidente terriero di Acquaviva delle Fonti la
voglia di cimentarsi nel nuovo mondo della cinematografia?
La storia di Orazio Campanella e di ‘Idillio Infranto’
ha inizio nel 1930 quando Campanella decise di aprire un laboratorio
fotografico, l’Apulia Stabilimento di Arte Fotocinematografica,
che sarebbe dovuta diventare una piccola Cinecittà
del Mezzogiorno. Decise quindi di affidarsi a un regista professionista
per girare la prima pellicola della neo-nata casa di produzione,
e scelse Nello Mauri, di Terni, con cui a quattro mani scrisse
sceneggiatura e soggetto di “Idillio Infranto”.
Come location si scelse di utilizzare la residenza estiva
di famiglia, seguendo le orme di una sorta di neorealismo
ante litteram; le comparse furono scelte tra gli abitanti
dei dintorni, che furono pagati con vitto e alloggio, mentre
il ruolo femminile principale, troppo “spinto”
per le rurali donne dei paesi limitrofi, fu affidato ad un’attrice
professionista, Ida Mantovani, che arrivò da Milano
tra sbuffi e fanfare. I lavori però vanno per le lunghe
e Campanella è costretto a vendere alcune proprietà
per coprire le spese.
Dopo tanti sacrifici il film esce nelle sale di Conversano,
Acquaviva ed Alberobello (visto la presenza di trulli nel
film), ma il suo successo fu di breve durata: l’arrivo
del cinema sonoro, e con esso la magia della parola e della
suggestione, oscurò definitivamente la pellicola, che
fu chiusa in una cassapanca ritrovata negli anni ’50
e successivamente restaurata negli anni ’90. Fu solo
quindi una circostanza inattesa (l’arrivo del sonoro,
appunto) a troncare i sogni di gloria di un imprenditore tenace,
pronto a rischiare e ad investire di tasca propria per realizzare
il proprio sogno. Questo l’insegnamento che l’Assindustria
vuole dare a tutti i giovani imprenditori: credere sempre
e provarci con costanza e tenacia. Magari poi il tempo darà
tributo e lode ai loro sforzi proprio come sta facendo con
“Idillio Infranto”.
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