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  24 - 25 novembre 2005


Bari anni '30: il capolavoro di un artista locale

di Paola Leanza


(Bari) - Riportare a nuova vita una pellicola abbandonata sul fondo di una cassapanca e realizzare il sogno di un imprenditore nostrano, sottolineando come un’apparente sconfitta sia solo il primo passo verso un successo riconosciuto. Questa l’iniziativa del Club delle Imprese per la Cultura dell’Assindustria di Bari in occasione della quarta edizione della "Settimana nazionale della Cultura d’Impresa" partita lo scorso lunedì e che terminerà mercoledì 30 novembre, appuntamento fisso che testimonia l’impegno degli imprenditori sui temi della cultura e dello sviluppo locale. “Abbiamo deciso di restaurare ‘Idillio infranto’ di Orazio Campanella – commenta Giancarlo Di Paola, coordinatore del Club delle Imprese – perché ci ha colpito la vicenda personale di questo intraprendente imprenditore locale, che non si è fermato dinanzi alle difficoltà e ha prodotto un vero capolavoro del cinema muto degli anni ’30.

Il suo insuccesso, visto l’arrivo del sonoro, deve essere un insegnamento per tutti gli imprenditori contemporanei: mai perdere la grinta e la voglia di portare a compimento un progetto” Il film sarà proiettato domani sera alle 20,30 al Nuovo Cinema Palazzo (si accede solo per invito) completamente restaurato in attesa di una riedizione in digitale che renderà disponibile la pellicola in versione dvd. La presentazione del film sarà affidata al critico cinematografico Oscar Iarussi, che illustrerà il pregio artistico di questo capolavoro dimenticato, mentre l’accompagnamento musicale, rigorosamente dal vivo, vedrà esibirsi un’orchestra diretta dal maestro Nicola Girasole, docente di musica per il cinema al Conservatorio di Bari, e la partecipazione del violinista Diego Conti, già autore di melodie per radio, televisione e cinema.

All’interno del cinema sarà inoltre allestita una mostra con materiali provenienti dall’abitazione del produttore, che in breve racconteranno la vita di un grande ma purtroppo sconosciuto artista locale. Ma come nasce in un piccolo possidente terriero di Acquaviva delle Fonti la voglia di cimentarsi nel nuovo mondo della cinematografia? La storia di Orazio Campanella e di ‘Idillio Infranto’ ha inizio nel 1930 quando Campanella decise di aprire un laboratorio fotografico, l’Apulia Stabilimento di Arte Fotocinematografica, che sarebbe dovuta diventare una piccola Cinecittà del Mezzogiorno. Decise quindi di affidarsi a un regista professionista per girare la prima pellicola della neo-nata casa di produzione, e scelse Nello Mauri, di Terni, con cui a quattro mani scrisse sceneggiatura e soggetto di “Idillio Infranto”.

Come location si scelse di utilizzare la residenza estiva di famiglia, seguendo le orme di una sorta di neorealismo ante litteram; le comparse furono scelte tra gli abitanti dei dintorni, che furono pagati con vitto e alloggio, mentre il ruolo femminile principale, troppo “spinto” per le rurali donne dei paesi limitrofi, fu affidato ad un’attrice professionista, Ida Mantovani, che arrivò da Milano tra sbuffi e fanfare. I lavori però vanno per le lunghe e Campanella è costretto a vendere alcune proprietà per coprire le spese.

Dopo tanti sacrifici il film esce nelle sale di Conversano, Acquaviva ed Alberobello (visto la presenza di trulli nel film), ma il suo successo fu di breve durata: l’arrivo del cinema sonoro, e con esso la magia della parola e della suggestione, oscurò definitivamente la pellicola, che fu chiusa in una cassapanca ritrovata negli anni ’50 e successivamente restaurata negli anni ’90. Fu solo quindi una circostanza inattesa (l’arrivo del sonoro, appunto) a troncare i sogni di gloria di un imprenditore tenace, pronto a rischiare e ad investire di tasca propria per realizzare il proprio sogno. Questo l’insegnamento che l’Assindustria vuole dare a tutti i giovani imprenditori: credere sempre e provarci con costanza e tenacia. Magari poi il tempo darà tributo e lode ai loro sforzi proprio come sta facendo con “Idillio Infranto”.