Si fa largo l’imprenditore
del Sud
di Daniela Ivaldi
Sono aumentate del 50%
rispetto al 2004 le imprese partecipanti al premio, quelle
meridionali sono raddoppiate
(Milano)
- Sono 193 le aziende partecipanti, il 50% in più rispetto
al 2004. Questo il primo dato che emerge analizzando le candidature
alla nona edizione del Premio Impresa e Cultura. Un risultato
che testimonia come inizi ad affermarsi anche in Italia una
visione evoluta dell’investimento culturale: non più
“magnifico lusso”, ma scelta strategica, con ricadute
positive all’interno e all’esterno. Da sottolineare
la continuità degli investimenti anche in momenti non
facili per le imprese.
Una conferma di questa nuova visione deriva dalla fotografia
dei modelli di investimento: in calo le sponsorizzazioni tradizionali
(solo il 19% dei progetti presentanti), in aumento i progetti
ideati e gestiti dalle imprese stesse (51%), costruiti su
misura in base a esigenze e obiettivi. Progetti che mettono
in campo creatività, competenze, qualità delle
relazioni e che producono risultati anche con budget ridotti.
Sul fronte delle aree di intervento culturale preferite dalle
imprese, anche nel 2005 le arti visive (pittura, scultura,
fotografia, installazioni, media art) assorbono oltre un terzo
degli investimenti (38%), seguite da progetti legati alla
formazione (10%), al mondo del cinema, alla musica, all’editoria
(tutti attestati intorno all’8%) e iniziative di promozione
del territorio (6%). Completano il quadro: musei d’impresa,
progetti di restauro, iniziative di carattere sociale, progetti
relativi al mondo della ricerca scientifica e sostegno a performing
arts (danza, teatro).
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, la partecipazione
di aziende del Sud registra un’impennata: 22% di presenze
(rispetto a una media dell’11% negli anni precedenti).
Il Nord – cui fanno capo storicamente la maggior parte
delle candidature (53 solo in Lombardia nel 2005) e il Centro
si posizionano rispettivamente al 55% e 23%. L’analisi
dei settori merceologici evidenzia una presenza significativa
di imprese che operano nell’agro-alimentare e vitivinicolo
(12% del campione). Tradizionalmente attive in ambito culturale
anche le industrie pesanti, le aziende di servizi alle imprese
(entrambe 8%) e le banche (5,5%).
Se uno degli obiettivi principali del Premio è quello
di monitorare l’evoluzione del fenomeno dell’investimento
culturale in Italia, agendo anche come talentscout, due sono
le tendenze emergenti da segnalare in questa nona edizione.
La prima, riguarda una presenza sempre più numerosa
di progetti che focalizzano l’attenzione sulle persone
dell’azienda, coinvolgendole in modo diretto nelle diverse
fasi di realizzazione o rendendole protagoniste del progetto
stesso. La nostra esperienza conferma che quello delle risorse
interne è un ambito dove la cultura può incidere
positivamente producendo risultati tangibili a breve e lungo
termine.
La seconda tendenza si riferisce a un nuovo modello di intervento
culturale: il network di imprese. Si tratta di una sorta di
consorzio spontaneo di aziende (differenti per dimensioni
e settore merceologico ma appartenenti allo stesso territorio)
che decidono di unire le loro energie, competenze e risorse
economiche per sostenere un progetto culturale condividendo
oneri e onori. Sono ben 6 i network che si sono iscritti al
Premio nel 2005, per un totale di 30 imprese. Un messaggio
positivo che indica anche una rotta possibile per il rilancio
del concetto di distretto culturale.
Assindustria Bari
L’unione di 14 aziende fa la forza (della cultura)
L’unione dentro l’unione fa la forza: potremmo
spiegare così la nascita del “Club delle Imprese
per la Cultura”, formato da 17 aziende di diversi settori
e dimensioni, tutte iscritte all’Associazione Industriali
di Bari, che nel novembre del 2004 si sono unite per ideare,
finanziare e realizzare progetti culturali il più possibile
collettivi, che abbiano una ricaduta positiva sul territorio
e rafforzino il legame con l’ imprenditoria locale.
Il club è nato per volontà del vicepresidente
dell’Associazione industriale di Bari, Alessandro Laterza
(che guida insieme al cugino Giuseppe la grande casa editrice
pugliese); ne fanno parte 14 aziende della provincia di Bari,
molto diverse fra loro per dimensioni e settori produttivi
di appartenenza: Pastificio Ambra, Banca Carime, Carucci e
Chiurazzi, Divella, Graphiservice, Impresa Garibaldi, Editori
Laterza, Masmec, Natuzzi, Psv-Mirea, Svimservice, Tecnoacciai,
Tersan Puglia, Villa Romanazzi Carducci.
Una delle prime iniziative è stata quella di offrire
al pubblico barese, e in particolare ai giovani, l’occasione
di vedere il capolavoro del cinema muto “Metropolis”
di Fritz Lang nella versione originale, restaurata dalla Friedrich
Wilhelm Murnau Stiftung di Wiesbaden e ottenuta per l’occasione
dalla stessa fondazione tedesca. Il Club, alla sua nascita,
aveva raccolto fondi per 45 mila euro: per l’operazione
Metropolis ne sono stati spesi 1.500 ma entro il 2007 si prevede
di investire 72 mila euro in progetti di vario genere.
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