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  gennaio 2005


“Accessibilità: dalla teoria alla realtà”

Roberto Scano e autori vari


Abstract della pubblicazione di Emanuele Calò, web designer Svimservice

Parlare di accessibilità nell’ambito della progettazione di siti e applicazioni web è diventata ormai una moda, prima ancora che un obbligo legislativo. Ancora oggi, soprattutto in Italia, sono però poche le realtà della pubblica amministrazione che hanno realizzato portali accessibili.
Lo stesso concetto di accessibilità è stato spesso considerato in maniera distorta, considerandolo come un problema riservato ai soli disabili, e per questo, purtroppo, confinato in un limbo. Ma l’abbattimento delle barriere digitali, così come quello delle barriere architettoniche, giova a tutti gli utenti, e una pagina web accessibile e usabile risulta più semplice da usare per tutti, così come un marciapiede accessibile risulta utile non solo al disabile in carrozzina, ma anche ad una mamma col suo piccolo nel passeggino, o ad un anziano non più in grado di fare gesti atletici.
Per sgombrare il campo da equivoci e per fornire un vero e proprio compendio di tecniche, metodi, e perché no, idee per realizzare siti web davvero accessibili è nata questa pubblicazione, curata da Roberto Scano, uno dei massimi esperti italiani ed internazionali di web accessibilità:

http://edizioni.iwa-italy.org/libro.asp?isbn=88-7633-000-3

Scano, oltre che curare la maggior parte dei contenuti del libro, ha chiamato a raccolta gli specialisti di ciascun ambito per curare capitoli specifici. Per parlare di accessibilità per la sanità on-line è stato chiamato a dare il suo contributo Emanuele Calò, web designer e progettista di applicazioni e siti web per Svimservice. Di seguito un abstract del suo contributo.

L’accessibilità per la sanità on-line

La realizzazione di applicazioni o siti web in ambito sanitario pone di fronte a diversi problemi legati al particolare ambito applicativo, che è possibile affrontare e probabilmente risolvere utilizzando metodologie centrate sull'utente e basate su principi di accessibilità e usabilità.
Le problematiche da affrontare sono diverse: noi ne vedremo alcune. In primo luogo cercheremo di definire una strategia da adottare per realizzare una efficiente migrazione sul web di applicazioni legacy, situazione frequentissima nel contesto sanitario. Poi esamineremo per grandi linee una metodologia (il contextual design) che può aiutarci nel difficile compito di esporre su una piattaforma web le complesse procedure burocratiche del mondo sanitario. Un altro problema cruciale è quello della terminologia da utilizzare: infatti nel caso di informazioni e servizi sanitari erogati via internet, l'uso di una terminologia corretta, precisa e standardizzata è fondamentale sia per i cittadini destinatari delle informazioni che per gli operatori che devono utilizzare applicazioni e servizi erogati via web. (…)

Dalla burocrazia al web

Spesso nel corso delle interviste agli utenti tese a raccogliere elementi utili per l'analisi dei requisiti, quando si chiede ad un operatore sanitario di spiegare le procedure che lui compie ogni giorno nell'espletamento del suo lavoro, si ottiene come risposta: "Faccio così da anni, ho sempre fatto così, è l'unico modo che conosco per farlo e non c'è nessuno che mi ha mai detto di fare diversamente."
Immaginiamo adesso di dover realizzare un'applicazione web sanitaria che debba gestire una procedura burocratica complessa, con norme e comportamenti standardizzati, ma spesso impliciti e non chiaramente evidenziati: la prenotazione di sale operatorie, la distribuzione dei letti in un ospedale, la gestione delle agende degli appuntamenti degli ambulatori, la prenotazione delle visite mediche, la gestione della cartella clinica, ecc.
Il problema generale che ricorre in tutti questi casi è sempre lo stesso: come fare a riprodurre in maniera efficiente nel contesto del web procedure di questo tipo, che spesso sono farraginose e non documentate, magari riuscendo a renderle facilmente comprensibili ed utilizzabili?
Ancora una volta la risposta è in una metodologia di design user centred: il Contextual Design. Il Contextual Design (d'ora in poi CD) si basa su di un principio base: ogni organizzazione incorpora in sé un modo di lavorare, per cui ogni nuovo sistema software al suo interno deve porsi come un servizio agli utenti che sia in continuità con la loro pratica quotidiana di lavoro. Per questo l'ossatura della metodologia si può riassumere così: osservare dei veri utenti in condizioni reali di lavoro. A differenza dei test con utenti in laboratorio, il CD va ad osservare gli utenti direttamente sul luogo di lavoro.