“Accessibilità:
dalla teoria alla realtà”
Roberto Scano e autori vari
Abstract della pubblicazione
di Emanuele Calò, web designer Svimservice
Parlare di accessibilità
nell’ambito della progettazione di siti e applicazioni
web è diventata ormai una moda, prima ancora che un
obbligo legislativo. Ancora oggi, soprattutto in Italia, sono
però poche le realtà della pubblica amministrazione
che hanno realizzato portali accessibili.
Lo stesso concetto di accessibilità è stato
spesso considerato in maniera distorta, considerandolo come
un problema riservato ai soli disabili, e per questo, purtroppo,
confinato in un limbo. Ma l’abbattimento delle barriere
digitali, così come quello delle barriere architettoniche,
giova a tutti gli utenti, e una pagina web accessibile e usabile
risulta più semplice da usare per tutti, così
come un marciapiede accessibile risulta utile non solo al
disabile in carrozzina, ma anche ad una mamma col suo piccolo
nel passeggino, o ad un anziano non più in grado di
fare gesti atletici.
Per sgombrare il campo da equivoci e per fornire un vero e
proprio compendio di tecniche, metodi, e perché no,
idee per realizzare siti web davvero accessibili è
nata questa pubblicazione, curata da Roberto Scano, uno dei
massimi esperti italiani ed internazionali di web accessibilità:
http://edizioni.iwa-italy.org/libro.asp?isbn=88-7633-000-3
Scano, oltre che curare la maggior parte dei contenuti del
libro, ha chiamato a raccolta gli specialisti di ciascun ambito
per curare capitoli specifici. Per parlare di accessibilità
per la sanità on-line è stato chiamato a dare
il suo contributo Emanuele Calò, web designer e progettista
di applicazioni e siti web per Svimservice. Di seguito un
abstract del suo contributo.
L’accessibilità per la sanità
on-line
La realizzazione di applicazioni o siti web in ambito sanitario
pone di fronte a diversi problemi legati al particolare ambito
applicativo, che è possibile affrontare e probabilmente
risolvere utilizzando metodologie centrate sull'utente e basate
su principi di accessibilità e usabilità.
Le problematiche da affrontare sono diverse: noi ne vedremo
alcune. In primo luogo cercheremo di definire una strategia
da adottare per realizzare una efficiente migrazione sul web
di applicazioni legacy, situazione frequentissima nel contesto
sanitario. Poi esamineremo per grandi linee una metodologia
(il contextual design) che può aiutarci nel difficile
compito di esporre su una piattaforma web le complesse procedure
burocratiche del mondo sanitario. Un altro problema cruciale
è quello della terminologia da utilizzare: infatti
nel caso di informazioni e servizi sanitari erogati via internet,
l'uso di una terminologia corretta, precisa e standardizzata
è fondamentale sia per i cittadini destinatari delle
informazioni che per gli operatori che devono utilizzare applicazioni
e servizi erogati via web. (…)
Dalla burocrazia al web
Spesso nel corso delle interviste agli utenti tese a raccogliere
elementi utili per l'analisi dei requisiti, quando si chiede
ad un operatore sanitario di spiegare le procedure che lui
compie ogni giorno nell'espletamento del suo lavoro, si ottiene
come risposta: "Faccio così da anni, ho sempre
fatto così, è l'unico modo che conosco per farlo
e non c'è nessuno che mi ha mai detto di fare diversamente."
Immaginiamo adesso di dover realizzare un'applicazione web
sanitaria che debba gestire una procedura burocratica complessa,
con norme e comportamenti standardizzati, ma spesso impliciti
e non chiaramente evidenziati: la prenotazione di sale operatorie,
la distribuzione dei letti in un ospedale, la gestione delle
agende degli appuntamenti degli ambulatori, la prenotazione
delle visite mediche, la gestione della cartella clinica,
ecc.
Il problema generale che ricorre in tutti questi casi è
sempre lo stesso: come fare a riprodurre in maniera efficiente
nel contesto del web procedure di questo tipo, che spesso
sono farraginose e non documentate, magari riuscendo a renderle
facilmente comprensibili ed utilizzabili?
Ancora una volta la risposta è in una metodologia di
design user centred: il Contextual Design. Il Contextual Design
(d'ora in poi CD) si basa su di un principio base: ogni organizzazione
incorpora in sé un modo di lavorare, per cui ogni nuovo
sistema software al suo interno deve porsi come un servizio
agli utenti che sia in continuità con la loro pratica
quotidiana di lavoro. Per questo l'ossatura della metodologia
si può riassumere così: osservare dei veri utenti
in condizioni reali di lavoro. A differenza dei test con utenti
in laboratorio, il CD va ad osservare gli utenti direttamente
sul luogo di lavoro.
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