I giovani riflettono sul
ruolo dell’imprenditore
di Giovanni Russo
Proclamati i vincitori
del “Un sogno d’Impresa”, concorso promosso
dal club delle imprese per la cultura di confindustria.
(Bari) –
E’ Marco Buquicchio del Liceo Scientifico “Scacchi”
di Bari il vincitore del primo premio della seconda edizione
del concorso “Un sogno d’Impresa”, promosso
dal Club delle imprese per la cultura di Confindustria Bari,
in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale
per la Puglia, per premiare il più bel sogno imprenditoriale
delle nuove generazioni di studenti del’ultimo anno
degli istituti secondari superiori della provincia. Il primo
classificato ha realizzato una riflessione sulla sfida al
superamento dei propri limiti concepita come base di ogni
avventura imprenditoriale dal titolo “Crederci e non
porsi limiti: l’impresa nasce da qui”.
Insieme a Buquicchio si sono classificati al secondo posto
ex aequo Marilena Cafagna dell’ITC M. Cassandro di Barletta,
autrice dell’idea d’impresa “Frizuv, la
bibita d’uva pugliese che mantiene giovani”, Giudy
Di Franco dell’ITC per il Turismo di Ruvo di Puglia,
autrice dell’idea d’impresa “Belo Horizonte,
un progetto per Punta Perotti” fatto di commercio, ristorazione,
benessere congressi e divertimento, Giampaolo Orlando del
Liceo Classico Q.Orazio Flacco di Bari, autore della riflessione
“Ali per volare alle nostre radici” sul valore
della Puglia come mediatrice fra popoli e sulla responsabilità
sociale dell’imprenditore, Maria Teresa Raggio dell’ITC
Gorjux di Bari, autrice dell’idea d’impresa di
una “Public Library: per tramandare, insegnare, comunicare”,
una catena di librerie per tramandare tradizioni ed insegnare
arti e mestieri. È stata assegnata, inoltre, una menzione
speciale a Giovanni Belgiovine dell’ITC Galileo di Molfetta,
autore del racconto “G come giustizia”, una favola
che fa riflettere sul ruolo dell’imprenditore, il lavoro
in azienda ed i modi di creare un’impresa eccellente.
“Il premio inizia ad interessare sempre di più
– ha commentato soddisfatto Giancarlo Di Paola coordinatore
del Club delle Imprese per la Cultura – Quest’anno,
per esempio, abbiamo avuto una grossa partecipazione di donne
ed è un elemento molto importante. Il mondo dell’impresa,
che è visto come prettamente maschile, inizia ad attirare
sempre di più l’interesse di donne che vogliono
iniziare ad avviare proprie attività imprenditoriali”.
I lavori hanno riguardato tendenzialmente i servizi anche
applicati a settori tradizionali come quello dell’agricoltura.
Le iniziative più interessanti hanno riguardato le
applicazioni in campo agricolo: il modo di rivitalizzare i
vecchi tendoni avviliti facendo una riflessione sulla necessità
di utilizzare un prodotto per realizzarne un altro. Nel caso
dell’uva per esempio, si può farne un succo particolare
che possa sostituire la coca cola, utilizzando le tendenze
igieniste e salutistici che sono sempre più in dubbio.
Continua ad interessare, ovviamente, anche il turismo che
rappresenta per molti un luogo comune. “Un altro aspetto
importante – ha aggiunto Di Paola – è che
i candidati, avendo la possibilità di concorrere con
un progetto d’impresa o una riflessione sul ruolo dell’imprenditore,
hanno voluto più intensamente battere la strada della
riflessione su questa figura. Questo significa che stiamo
passando da una fase semplicemente di avvicinamento ad un’altra
di riflessione su quelle che sono le strategie per vivere
il mondo dell’impresa”. |
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