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  5 dicembre 2006


San Nicola non è una favola per bambini

di Luca Barile


Il priore della Basilica barese torna indietro nel tempo, alle origini della sovrapposizione fra le due figure - Il monito di padre Damiano Bova: “Nessuna confusione con Babbo Natale”

(Bari) - San Nicola, non soltanto l’amatissimo patrono dei baresi ma anche una figura planetaria dai mille volti. Taumaturgo, ecumenico e, soprattutto, munifico: il portatore dei doni che la cultura popolare di molti paesi occidentali identifica con Santa Claus, da noi meglio conosciuto come Babbo Natale. Dalla citta di San Nicola, proprio dove sono custodite le sue ossa, il priore rettore della Basilica, Padre Damiano Bova, affronta l’argomento in chiave critica. “Altro che favole per bambini, questa identificazione è un problema serio”.

Padre Bova, lei è uno studioso della storia del vescovo di Myra. Su quali presupposti storici si fonda l’identificazione del santo con la figura, un po’ fiabesca, di Babbo Natale?
“Il punto di partenza per fare chiarezza sull’argomento è quello della riaffermazione della storicità della figura di San Nicola, che in tempi relativamente recenti era stata messa in dubbio. Lo stesso non si può dire di Babbo Natale, una storiella che non ha nessun legame col Santo, come erroneamente si crede. A partire dagli anni ’80 il Centro studi nicolaiani di Bari ha avviato un grande lavoro scientifico al termine del quale ha potuto riaffermare l’esistenza di San Nicola. Nel 1987, in occasione del nono centenario della traslazione delle ossa del Santo, Giovanni Paolo II affermò in un’omelia che San Nicola non è una favola per bambini”. Con queste parole smentiva l’identificazione tra le due figure”.

Com’è possibile, allora, che questa identificazione sia così diffusa nell’immaginario collettivo?
“All’origine c’è solo l’aspetto dei doni ai bambini, che poi è la caratteristica fondamentale del Babbo Natale. San Nicola, già nel Medioevo, era raffigurato in gran parte dell’Europa cristiana come il portatore dei doni, conformemente alle vicende e i miracoli attribuitigli che sono legati anche ai bambini. Il 6 dicembre, giorno in cui ricorre la festa del Santo, si svolgeva il gioco di San Nicola durante il quale veniva eletto un vescovo bambino che distribuiva doni o punizioni. Nel sedicesimo secolo, nella Germania di Lutero, la comunità protestante trasferì questa usanza al 25 dicembre. È qui che nasce il Babbo Natale come accompagnatore di Gesù bambino nella distribuzione dei doni. E si appropria di una prerogativa di San Nicola”.

La figura del simpatico, vecchio barbuto, però, non è presente un po’ dovunque nei paesi occidentali?
“Certo, perché col tempo, questo personaggio inventato si è diffuso nei paesi di cultura cristiana, dov’era sempre stata presente la tradizione dei doni ai più piccoli. E qui c’è la mistificazione. Il Babbo Natale protestante si è innestato nelle culture dei paesi nei quali approdava facendolo combaciare anche con figure preesistenti, per esempio della mitologia pagana. Così si spiegano le tante piccole sfumature che assume il personaggio a seconda dei luoghi. In tutto ciò però, la figura del portatore di doni si è affermata come essenziale. E di qui, il parallelo con San Nicola”.

E in America, come ci è arrivato?
“In America San Nicola è stato portato dagli olandesi. Patrono di Amsterdam, al santo di Myra fu dedicata una delle prime chiese di New York, distrutta l’11 settembre 2001 e poi ricostruita. Il business americano, poi, nel quale ha avuto un ruolo anche la Coca Cola, ha creato il personaggio di Santa Claus”.

Non crede che tutto questo serva comunque a diffondere un’immagine positiva del santo tanto amato nel mondo?
“Al contrario, ne distorce la grandezza spirituale. San Nicola è un gigante della Chiesa e dell’umanità, un’icona di generosità autentica. Il Babbo Natale, invece, è un fumetto ideato dal consumismo. Esaltando solo l’aspetto materiale del Natale, inoltre, ne offusca il mistero. Durante la festa di San Nicola, per esempio, i bambini appartenenti alle famiglie benestanti portavano i doni a quelli più poveri, diffondendo un chiaro messaggio di solidarietà. Il Babbo Natale, invece, è un’icona del benessere”.

Ma i manifesti, diffusi in città, che riportano il programma per le celebrazioni in onore del Santo, non recano una figura che assomiglia proprio a Babbo Natale?
“Esatto, è una mia provocazione: ho voluto che San Nicola fosse raffigurato con i colori di cui si è appropriato Babbo Natale, ma con i parametri episcopali, per ricordare che si tratta del santo vescovo di Myra. Nel manifesto, San Nicola porta con sé una cesta ricolma di giochi e i bambini seguono lui, il vero portatore di doni”.


VERNICE

Da domani la grande mostra al Castello Svevo

La città renderà omaggio al patrono, domani, in grande stile. È prevista proprio per domani, infatti, l’inaugurazione della mostra "San Nicola, Splendori d’arte d’Oriente e Occidente" al Castello Svevo di Bari. Promossa dal Comune di Bari e dalla Regione Puglia, oltre che dal Ministero per i Beni e le attività culturali, organizzata da Arthemisia, curata da Michele Bacci e Fabio Marcelli, la mostra raccoglie opere raffiguranti il santo provenienti da tutto il mondo e rimarrà aperta fino al 6 maggio 2007.