San Nicola non è
una favola per bambini
di Luca Barile
Il priore della
Basilica barese torna indietro nel tempo, alle origini della
sovrapposizione fra le due figure - Il monito di padre Damiano
Bova: “Nessuna confusione con Babbo Natale”
(Bari) - San Nicola, non soltanto l’amatissimo
patrono dei baresi ma anche una figura planetaria dai mille
volti. Taumaturgo, ecumenico e, soprattutto, munifico: il
portatore dei doni che la cultura popolare di molti paesi
occidentali identifica con Santa Claus, da noi meglio conosciuto
come Babbo Natale. Dalla citta di San Nicola, proprio dove
sono custodite le sue ossa, il priore rettore della Basilica,
Padre Damiano Bova, affronta l’argomento in chiave critica.
“Altro che favole per bambini, questa identificazione
è un problema serio”.
Padre Bova, lei è uno studioso della storia
del vescovo di Myra. Su quali presupposti storici si fonda
l’identificazione del santo con la figura, un po’
fiabesca, di Babbo Natale?
“Il punto di partenza per fare chiarezza sull’argomento
è quello della riaffermazione della storicità
della figura di San Nicola, che in tempi relativamente recenti
era stata messa in dubbio. Lo stesso non si può dire
di Babbo Natale, una storiella che non ha nessun legame col
Santo, come erroneamente si crede. A partire dagli anni ’80
il Centro studi nicolaiani di Bari ha avviato un grande lavoro
scientifico al termine del quale ha potuto riaffermare l’esistenza
di San Nicola. Nel 1987, in occasione del nono centenario
della traslazione delle ossa del Santo, Giovanni Paolo II
affermò in un’omelia che San Nicola non è
una favola per bambini”. Con queste parole smentiva
l’identificazione tra le due figure”.
Com’è possibile, allora, che questa identificazione
sia così diffusa nell’immaginario collettivo?
“All’origine c’è solo l’aspetto
dei doni ai bambini, che poi è la caratteristica fondamentale
del Babbo Natale. San Nicola, già nel Medioevo, era
raffigurato in gran parte dell’Europa cristiana come
il portatore dei doni, conformemente alle vicende e i miracoli
attribuitigli che sono legati anche ai bambini. Il 6 dicembre,
giorno in cui ricorre la festa del Santo, si svolgeva il gioco
di San Nicola durante il quale veniva eletto un vescovo bambino
che distribuiva doni o punizioni. Nel sedicesimo secolo, nella
Germania di Lutero, la comunità protestante trasferì
questa usanza al 25 dicembre. È qui che nasce il Babbo
Natale come accompagnatore di Gesù bambino nella distribuzione
dei doni. E si appropria di una prerogativa di San Nicola”.
La figura del simpatico, vecchio barbuto, però, non
è presente un po’ dovunque nei paesi occidentali?
“Certo, perché col tempo, questo personaggio
inventato si è diffuso nei paesi di cultura cristiana,
dov’era sempre stata presente la tradizione dei doni
ai più piccoli. E qui c’è la mistificazione.
Il Babbo Natale protestante si è innestato nelle culture
dei paesi nei quali approdava facendolo combaciare anche con
figure preesistenti, per esempio della mitologia pagana. Così
si spiegano le tante piccole sfumature che assume il personaggio
a seconda dei luoghi. In tutto ciò però, la
figura del portatore di doni si è affermata come essenziale.
E di qui, il parallelo con San Nicola”.
E in America, come ci è arrivato?
“In America San Nicola è stato portato
dagli olandesi. Patrono di Amsterdam, al santo di Myra fu
dedicata una delle prime chiese di New York, distrutta l’11
settembre 2001 e poi ricostruita. Il business americano, poi,
nel quale ha avuto un ruolo anche la Coca Cola, ha creato
il personaggio di Santa Claus”.
Non crede che tutto questo serva comunque a diffondere
un’immagine positiva del santo tanto amato nel mondo?
“Al contrario, ne distorce la grandezza spirituale.
San Nicola è un gigante della Chiesa e dell’umanità,
un’icona di generosità autentica. Il Babbo Natale,
invece, è un fumetto ideato dal consumismo. Esaltando
solo l’aspetto materiale del Natale, inoltre, ne offusca
il mistero. Durante la festa di San Nicola, per esempio, i
bambini appartenenti alle famiglie benestanti portavano i
doni a quelli più poveri, diffondendo un chiaro messaggio
di solidarietà. Il Babbo Natale, invece, è un’icona
del benessere”.
Ma i manifesti, diffusi in città, che riportano
il programma per le celebrazioni in onore del Santo, non recano
una figura che assomiglia proprio a Babbo Natale?
“Esatto, è una mia provocazione: ho voluto che
San Nicola fosse raffigurato con i colori di cui si è
appropriato Babbo Natale, ma con i parametri episcopali, per
ricordare che si tratta del santo vescovo di Myra. Nel manifesto,
San Nicola porta con sé una cesta ricolma di giochi
e i bambini seguono lui, il vero portatore di doni”.
VERNICE
Da domani la grande mostra al Castello Svevo
La città renderà omaggio al patrono, domani,
in grande stile. È prevista proprio per domani, infatti,
l’inaugurazione della mostra "San Nicola, Splendori
d’arte d’Oriente e Occidente" al Castello
Svevo di Bari. Promossa dal Comune di Bari e dalla Regione
Puglia, oltre che dal Ministero per i Beni e le attività
culturali, organizzata da Arthemisia, curata da Michele Bacci
e Fabio Marcelli, la mostra raccoglie opere raffiguranti il
santo provenienti da tutto il mondo e rimarrà aperta
fino al 6 maggio 2007.
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