In coda fino all’una
per la mostra di San Nicola
di Samantha Dell'Edera
Mille persone al Castello
Svevo nella prima serata dedicata al patrono - L’inaugurazione
in coincidenza con la festa cittadina ha aumentato la curiosità
sull’esposizione dedicata al santo
(Bari) - “Santo della convivialità,
delle genti e del buon cammino, Santo del meticciato”:
San Nicola ieri ha indossato il vestito di marinaio, del portatore
di doni, e i suoi mille volti sono stati ritratti, scolpiti,
immaginati nella prima mostra internazionale e itinerante
a lui dedicata. “San Nicola, splendori d’arte
d’Oriente e d’Occidente” è stata
presentata ufficialmente ieri mattina al Castello Svevo, alla
presenza delle più alte autorità territoriali
del mondo politico e religioso. “Questa esposizione
– spiega Ruggero Martines, direttore generale dell’Ufficio
regionale dei Beni culturali – ha la capacità
di attivare i meccanismi della pace. Siamo orgogliosi come
sovrintendenza di ospitare questo evento che identifica la
città e nella quale anche la città deve identificarsi”.
Nelle due sale al primo piano del Castello Svevo sono state
sistemate centoventi opere, raccolte nei musei di tutto il
mondo, dalla Francia all’Inghilterra sino all’America,
secondo un percorso di quindici secoli che racconta le origini
del culto del Santo e i cambiamenti del patrono di Bari nell’immaginario
delle diverse culture. “Questa mostra – non vuole
avere un carattere di marketing, ma di fede popolare. È
un evento straordinario dedicato al futuro di questa città
con tutti i suoi bambini, al futuro del Sud del mondo che
ritrova proprio in San Nicola il suo protettore”.
E alla Puglia come terra “capace di cammini di pace
e di prosperità, luogo di incontro e di pellegrinaggio”
ha dedicato il suo intervento anche l’assessore regionale
alle Attività culturali Silvia Godelli. Salendo le
scale del castello, superata la porta a vetri scorrevole,
è il bianco e blu delle pareti e delle gallerie a colpire
e il silenzio quasi irreale, come se si stesse visitando un
luogo sacro. “I baresi – spiega Michele Bacci,
professore dell’università di Siena, curatore
della mostra – vedono in San Nicola il fondamento stesso
della loro identità. Tuttavia la figura del Santo la
ritroviamo in luoghi antitetici: ho visto devoti musulmani
inchinarsi davanti alla sua statua e fedeli calvinisti venerarlo
come portatore di doni”.
Alla base dell’esposizione una sola domanda: quali sono
le motivazioni che hanno fatto di San Nicola una figura che
travalica i confini? “Questo è il quesito che
mi ha ispirato – prosegue Bacci - a cui però
non ho saputo dare una risposta: ho cercato di documentare
la varietà dei luoghi, delle culture, i suoi mille
volti che contribuiscono a renderlo una metafora di dialogo
tra i popoli. E dalle origini a Myra sono arrivato sino all’appendice
moderna in cui San Nicola viene identificato con Santa Claus,
Babbo Natale, e in realtà sono giunto alla conclusione
che non esistono due personaggi più diversi”.
Proprio per valorizzare l’immagine del patrono di Bari
l’assessore alla Cultura Nicola Laforgia sta predisponendo
itinerari turistici in tutta la regione. “Oggi –
commenta il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola
– abbiamo l’occasione di compiere una passeggiata
nella storia dell’arte: quella di San Nicola è
una santità che supera ogni confine confessionale e
geografico. È il Santo del meticciato, dei punti cardinali
che si mescolano, che fa di Bari una delle capitali mondiali
della spiritualità. San Nicola – conclude il
governatore – ci aiuta a recuperare il fiato per quel
mondo di convivialità che tutti auspichiamo”.
Vendola ha ricordato anche il volo Bari-Mosca appena inaugurato.
“Questo collegamento, sul quale abbiamo lavorato tanto
tempo, è un’interfaccia di questa mostra”.
Alla conferenza sono intervenuti anche il presidente della
Provincia Vincenzo Divella, Stefano Bronzini in rappresentanza
dell’università di Bari, Massimo Ostillio, assessore
regionale al Turismo, Augusto Fantozzi della fondazione Antonveneta
che ha contribuito alla realizzazione della mostra, monsignor
Francesco Cacucci, arcivescovo della diocesi di Bari Bitonto,
e padre Damiano Bova, priore della Basilica di San Nicola.
“Voglio far vedere San Nicola al mondo e il mondo tramite
San Nicola”, ha commentato padre Bova. L’organizzazione
della mostra è stata curata da Arthemisia.
Il cortile gremito di gente fino a tarda ora. In
fila autorità, vip e gente comune
Erano più di millecinquecento ieri sera in
coda sino all’una di notte per visitare quello che è
stato definito l’evento dell’anno per Bari, la
mostra “San Nicola, splendori d’arte d’Oriente
e d’Occidente”. I primi ad entrare nel Castello
Svevo sono stati il sindaco Michele Emiliano, il presidente
della Regione Puglia Nichi Vendola, monsignor Francesco Cacucci,
arcivescovo della diocesi Bari Bitonto, e il cardinale Roger
Etchegaray, vice decano del collegio cardinalizio e presidente
emerito del pontificio consiglio della Giustizia e della Pace.
Michele Bacci, curatore della mostra, ha accompagnato le autorità
lungo i corridoi, illustrando il percorso dei centoventi capolavori
esposti. “Questo è un evento unico al mondo –
ha commentato davanti alle migliaia di persone in attesa di
entrare Nichi Vendola – Bari oggi è la capitale
mondiale della spiritualità”.
Emozionato il cardinale francese Etchegaray. “San Nicola
di Bari è il San Nicola di tutti - ha spiegato al termine
della visita – brava Bari per aver organizzato questa
mostra che aiuterà tutti noi ad avvicinare le chiese
cristiane”. Il cardinale si è soffermato anche
sul significato del Santo come missionario di pace. “Questo
è un momento – ha concluso – in cui c’è
una necessità urgente di pace a causa dei conflitti
mondiali. Senza pace l’uomo non può essere felice.
E poi non dimentichiamo la figura di San Nicola come protettore
dei bambini: noi tutti dobbiamo diventare bambini per entrare
nel regno dei cieli”.
Decine le autorità che non hanno voluto rinunciare
all’inaugurazione: tra gli altri Giovanni Girone, ex
rettore dell’università di Bari, Ruggero Martines,
direttore dell’Ufficio regionale di Beni culturali e
paesaggistici, Silvia Godelli, assessore regionale alla Cultura,
Carlo Schilardi, prefetto di Bari, padre Damiano Bova, priore
della Basilica di San Nicola, Onofrio Sisto vice presidente
della provincia di Bari, Onofrio Introna, assessore regionale
ai Lavori pubblici, Rino Marrone, direttore d’orchestra,
Nicola Laforgia, assessore comunale alla Cultura che ha curato
in prima persona l’organizzazione dell’evento.
“Sono rimasto molto colpito da quest’esposizione
– spiega Schilardi – la mostra è stata
allestita con eleganza e prestigio”.
Il prefetto nei giorni scorsi ha predisposto un piano straordinario
di sicurezza. “Abbiamo chiesto – continua –
che oltre alla vigilanza ordinaria ci fosse la guardiania
notturna privata. Sono state rinforzate anche le ronde notturne.
Quella di oggi, con tutta questa gente, è una risposta
eccezionale dei baresi”. Non è rimasto stupito
dall’affluenza il sindaco Michele Emiliano. “Stiamo
incominciando a prendere coscienza – ha spiegato –
che se si fanno le cose per bene si ottengono risultati di
eccellenza.
Questa mostra deve diventare ora la mostra del coraggio, di
quel coraggio che spinse i marinai a portare qui a Bari le
ossa del Santo”. Ieri, subito dopo la visita delle autorità
e il taglio del nastro da parte del cardinale e del sindaco,
sono state aperte le porte alle migliaia di persone in attesa.
A gruppi di cinquanta alla volta hanno visitato le due sale
di un castello illuminato fiabescamente, aperto sino all’una
di notte. Ad allietare i presenti anche una band. Già
per oggi si attende il tutto esaurito e l’infoline messo
a disposizione dagli organizzatori è stato preso d’assalto
nelle ultime ore.
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