‘Nostra eccellenza‘:
l’Eurispes seleziona il Sud più competitivo
di Vito Fatiguso
Su cento aziende scelte
in tutta la Penisola dall’istituto guidato da Fara,
ben 17 sono distribuite tra Campania (10), Puglia (5) e Lucania
(2)
(Bari) - Sono 17 le imprese tra Basilicata, Campania
e Puglia che figurano nel rapporto Eurispes ‘Nostra
Eccellenza’, ideato per studiare il meglio delle esperienze
imprenditoriali italiane. Cento realtà nazionali che
sembrano aver avuto la meglio sulle difficoltà dell’economia
locale stretta tra competizione dei Paesi emergenti e calo
generalizzato di competitività.
Uno studio che ricorda come i casi d’eccellenza possano
indicare la via da seguire per consentire al sistema produttivo
del Sud di ritornare a crescere e generare ricchezza. ‘Abbiamo
voluto approfondire gli aspetti della competitività
– afferma Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes
– selezionando e studiando quei casi di successo che
per storia, mission d’impresa, capacità d’innovazione
di processo e di prodotto, qualità dei processi organizzativi,
hanno particolarmente caratterizzato la più recente
storia economica italiana. Sono state monitorate le principali
aree produttive e le più significative esperienze imprenditoriali,
istituzionali e associative del nostro Paese’.
Ma, secondo il presidente, c’è un’ampia
gamma di aziende che ha saputo individuare le migliori soluzioni
scaccia-crisi. ‘sono state individuate cento realtà
– prosegue Fara – ma del rapporto sulle eccellenze
potevano far parte centinaia, migliaia di altri casi che conferiscono
incessantemente lustro e prestigio al sistema Paese. Le aziende
selezionate altro non sono che la metafora di un Paese che
funziona nonostante le difficoltà del ciclo economico,
i ritardi organizzativi e culturali, pastoie di una burocrazia
che disperde spesso energie vitali e fiacca la spinta al cambiamento
al cambiamento, comprimendo le occasioni di sviluppo. Sebbene
la ripresa produttiva presenti contorni ancora molto fragili
e incerti, alcuni recenti segnali positivi e di inversione
del ciclo mostrano che il peggio è passato.
Dall’Ict all’arredamento, dall’alimentare
all’abbigliamento, dall’industria elettrica all’editoria,
nelle tre regioni meridionali sono attivi imprenditori che
dimostrano come anticipare le scelte di mercato significhi
avere vita lunga e poter programmare il futuro sul medio-lungo
periodo. In Basilicata Calia (salotto) e Mph (informatica)
hanno innovato con investimenti nell’ottimizzazione
dei processi produttivi e nel marketing. In Campania sono
10 le best practice: Az Surgelati (alimentare), Co.El.Mo (elettricità),
Delta (scrittura), Matarazzo (infanzia), Imap export (import
abbigliamento), Trasfiv (trasporto), Tesseci (tessuti), e
Fiart (nautica). La Puglia, invece, conta 5 leader di settore,
Banca Popolare di Bari (credito bancario), Divella (alimentare),
Guastamacchia (edilizia), Svimservice (informatica), e Telenorba
(emittente radio-tv).
Seppure in campi diversi, i casi selezionati hanno tratti
in comune che possono ben far sperare l’economia del
Sud: mettersi in gioco, verificare continuamente le condizioni
di mercato e investire per rilanciare la produzione. ‘Il
nodo per l’economia del Sud – conclude Fara –
è recuperare competitività nell’industria
manifatturiera, soprattutto in termini di costo del lavoro.
Nell’ultimo quinquennio, l’Italia ha perso il
30 per cento di competitività, a fronte di un meno
10 per cento della Francia e di un più 3 per cento
della Germania. Il dato è interpretabile con l’apprezzamento
del cambio dell’euro, l’assenza di una politica
industriale nel periodo 2001-2006 e gli scarsi investimenti
in risorse e sviluppo del settore privato dell’economia’.
I criteri d’indagine
I criteri utilizzati per la scelta delle aziende non potevano
essere ancorati soltanto ad uno schema rigidamente economicistico,
al fatturato aziendale o a meri dati di bilancio. Alcune scelte
sono state fatte in base a spinta individuale al miglioramento,
capacità di innovazione ed adattamento ai mercati esteri,
capacità di rappresentare la genialità italica,
qualità sociale delle relazioni con il territorio di
insediamento, rappresentatività territoriale, contenuti
simbolici del marchio e qualità del clima aziendale
interno.
LE AZIENDE PUGLIESI
° Servizi informatici
Svimservice Bari
Da metalmeccanica a informatica
18 milioni di fatturato
Prescrizioni farmaceutiche on-line
Da azienda metalmeccanica a punto di riferimento nelle nuove
tecnologie. La Svimservice di Bari è una delle maggiori
aziende italiane di servizi informatici per la pubblica amministrazione
e la sanità. Alla guida Domenico Di Paola, presidente
del cda e ad, e Giancarlo Di Paola, ad e dg. Nel 1979 Svimservice
parte con il servizio di gestione informatizzata delle prescrizioni
farmaceutiche in Puglia poi fonda la Svimservice Hellas. L’azienda
occupa 235 persone (il 53% ha meno di 35 anni), in prevalenza
ingegneri e tecnici specializzati. L’esercizio 2005
è stato chiuso con un fatturato di circa 18 milioni
di euro.
"Case-history
Svimservice"
° Emittenti
Telenorba Conversano
Trasmissioni in quattro regioni
Redazione anche a Roma
Il grande fratello radiotelevisivo
Nel 1976 su iniziativa dell’attuale presidente, Luca
Montrone, nasce Telenorba che diventerà leader italiana
delle emittenti locali. Telenorba ha come attività
principale la proprietà e la gestione di stazioni radiotelevisive,
la produzione e diffusione di programmi. Ha sede a Conversano
in un centro polivalente di 20 mila metri quadrati. Il gruppo
opera attraverso le redazioni periferiche in ciascun capoluogo
di provincia di Puglia, Basilicata e Molise e a Roma. La società
conta 150 dipendenti e numerosi collaboratori. Nel 2004 ha
fatturato 27 milioni di euro con due emittenti Telenorba7
e Telenorba8.
° Credito
Popolare di Bari
3 banche acquisite
19,5 milioni di utile
Leader al Sud: ci sono 156 sportelli
Costituita nel 1960, la Banca Popolare di Bari si è
imposta nel panorama del credito meridionale. È la
popolare con più sportelli: 156. Nata per iniziativa
di Luigi Jacobini e di altri 76 soci, l’istituto ha
registrato una crescita impetuosa con la trasformazione in
gruppo (1998). Acquisite in rapida successione, la Popolare
di Calabria e la Nuova Banca Mediterranea. A fine esercizio
scorso il numero dei dipendenti in servizio si è attestato
a 1.572 unità, rispetto alle 1575 dell’anno precedente.
Nel 2005 il bilancio si è chiuso con un utile di 19,5
milioni di euro.
° Edilizia
Guastamacchia
Ruvo di Puglia
90 dipendenti
10 milioni di fatturato
L’impiantistica ‘chiavi in mano’
L’azienda Guastamacchia con sede a Ruvo di Puglia nasce
nel 1968; nel 1984 si costituisce in società per azioni.
È specializzata nella progettazione e nella realizzazione,
compresa la fornitura ‘chiavi in mano’ di impianti
e sistemi nei settori tecnologici dell’energia termica,
elettrica, del trattamento dell’aria e dell’acqua,
e nella prevenzione incendi. Attualmente l’azienda conto
90 addetti, impegnati negli studi di ingegneria, nel design,
nella manutenzione e infine nella attività di montaggio
e costruzione. Lo scorso anno Guastamacchia ha chiuso il bilancio
con un fatturato di 18 milioni di euro.
° Alimentare
Divella
Rutigliano
3 stabilimenti
700 tonnellate di pasta - La Puglia sulle tavole straniere
L’azienda nasce nel 1890 quando il fondatore Francesco
Divella, abbandonato il commercio di farina e granaglie realizza
il suo primo molino per grano tenero. L’azienda conta
oggi 260 dipendenti operanti in tre stabilimenti: Rutigliano
(10mila mq), Noicattaro (20mila), zona industriale Rutigliano
(150 mila). La produzione annuale: 750 tonnellate di semola
di grano duro; 250 tonnellate di farina di grano tenero; 700
tonnellate di pasta. I dati preconsuntivi dell’esercizio
2005 lasciano prevedere un fatturato di circa 144 milioni
di euro (italia 80%, estero 20%), con un utile netto di circa
3,8 milioni.
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