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  12 giugno 2006


‘Nostra eccellenza‘: l’Eurispes seleziona il Sud più competitivo

di Vito Fatiguso


Su cento aziende scelte in tutta la Penisola dall’istituto guidato da Fara, ben 17 sono distribuite tra Campania (10), Puglia (5) e Lucania (2)

(Bari) - Sono 17 le imprese tra Basilicata, Campania e Puglia che figurano nel rapporto Eurispes ‘Nostra Eccellenza’, ideato per studiare il meglio delle esperienze imprenditoriali italiane. Cento realtà nazionali che sembrano aver avuto la meglio sulle difficoltà dell’economia locale stretta tra competizione dei Paesi emergenti e calo generalizzato di competitività.

Uno studio che ricorda come i casi d’eccellenza possano indicare la via da seguire per consentire al sistema produttivo del Sud di ritornare a crescere e generare ricchezza. ‘Abbiamo voluto approfondire gli aspetti della competitività – afferma Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes – selezionando e studiando quei casi di successo che per storia, mission d’impresa, capacità d’innovazione di processo e di prodotto, qualità dei processi organizzativi, hanno particolarmente caratterizzato la più recente storia economica italiana. Sono state monitorate le principali aree produttive e le più significative esperienze imprenditoriali, istituzionali e associative del nostro Paese’.

Ma, secondo il presidente, c’è un’ampia gamma di aziende che ha saputo individuare le migliori soluzioni scaccia-crisi. ‘sono state individuate cento realtà – prosegue Fara – ma del rapporto sulle eccellenze potevano far parte centinaia, migliaia di altri casi che conferiscono incessantemente lustro e prestigio al sistema Paese. Le aziende selezionate altro non sono che la metafora di un Paese che funziona nonostante le difficoltà del ciclo economico, i ritardi organizzativi e culturali, pastoie di una burocrazia che disperde spesso energie vitali e fiacca la spinta al cambiamento al cambiamento, comprimendo le occasioni di sviluppo. Sebbene la ripresa produttiva presenti contorni ancora molto fragili e incerti, alcuni recenti segnali positivi e di inversione del ciclo mostrano che il peggio è passato.

Dall’Ict all’arredamento, dall’alimentare all’abbigliamento, dall’industria elettrica all’editoria, nelle tre regioni meridionali sono attivi imprenditori che dimostrano come anticipare le scelte di mercato significhi avere vita lunga e poter programmare il futuro sul medio-lungo periodo. In Basilicata Calia (salotto) e Mph (informatica) hanno innovato con investimenti nell’ottimizzazione dei processi produttivi e nel marketing. In Campania sono 10 le best practice: Az Surgelati (alimentare), Co.El.Mo (elettricità), Delta (scrittura), Matarazzo (infanzia), Imap export (import abbigliamento), Trasfiv (trasporto), Tesseci (tessuti), e Fiart (nautica). La Puglia, invece, conta 5 leader di settore, Banca Popolare di Bari (credito bancario), Divella (alimentare), Guastamacchia (edilizia), Svimservice (informatica), e Telenorba (emittente radio-tv).

Seppure in campi diversi, i casi selezionati hanno tratti in comune che possono ben far sperare l’economia del Sud: mettersi in gioco, verificare continuamente le condizioni di mercato e investire per rilanciare la produzione. ‘Il nodo per l’economia del Sud – conclude Fara – è recuperare competitività nell’industria manifatturiera, soprattutto in termini di costo del lavoro. Nell’ultimo quinquennio, l’Italia ha perso il 30 per cento di competitività, a fronte di un meno 10 per cento della Francia e di un più 3 per cento della Germania. Il dato è interpretabile con l’apprezzamento del cambio dell’euro, l’assenza di una politica industriale nel periodo 2001-2006 e gli scarsi investimenti in risorse e sviluppo del settore privato dell’economia’.


I criteri d’indagine

I criteri utilizzati per la scelta delle aziende non potevano essere ancorati soltanto ad uno schema rigidamente economicistico, al fatturato aziendale o a meri dati di bilancio. Alcune scelte sono state fatte in base a spinta individuale al miglioramento, capacità di innovazione ed adattamento ai mercati esteri, capacità di rappresentare la genialità italica, qualità sociale delle relazioni con il territorio di insediamento, rappresentatività territoriale, contenuti simbolici del marchio e qualità del clima aziendale interno.


LE AZIENDE PUGLIESI


° Servizi informatici
Svimservice Bari
Da metalmeccanica a informatica
18 milioni di fatturato

Prescrizioni farmaceutiche on-line

Da azienda metalmeccanica a punto di riferimento nelle nuove tecnologie. La Svimservice di Bari è una delle maggiori aziende italiane di servizi informatici per la pubblica amministrazione e la sanità. Alla guida Domenico Di Paola, presidente del cda e ad, e Giancarlo Di Paola, ad e dg. Nel 1979 Svimservice parte con il servizio di gestione informatizzata delle prescrizioni farmaceutiche in Puglia poi fonda la Svimservice Hellas. L’azienda occupa 235 persone (il 53% ha meno di 35 anni), in prevalenza ingegneri e tecnici specializzati. L’esercizio 2005 è stato chiuso con un fatturato di circa 18 milioni di euro.

"Case-history Svimservice"



° Emittenti
Telenorba Conversano
Trasmissioni in quattro regioni
Redazione anche a Roma

Il grande fratello radiotelevisivo

Nel 1976 su iniziativa dell’attuale presidente, Luca Montrone, nasce Telenorba che diventerà leader italiana delle emittenti locali. Telenorba ha come attività principale la proprietà e la gestione di stazioni radiotelevisive, la produzione e diffusione di programmi. Ha sede a Conversano in un centro polivalente di 20 mila metri quadrati. Il gruppo opera attraverso le redazioni periferiche in ciascun capoluogo di provincia di Puglia, Basilicata e Molise e a Roma. La società conta 150 dipendenti e numerosi collaboratori. Nel 2004 ha fatturato 27 milioni di euro con due emittenti Telenorba7 e Telenorba8.



° Credito
Popolare di Bari
3 banche acquisite
19,5 milioni di utile

Leader al Sud: ci sono 156 sportelli

Costituita nel 1960, la Banca Popolare di Bari si è imposta nel panorama del credito meridionale. È la popolare con più sportelli: 156. Nata per iniziativa di Luigi Jacobini e di altri 76 soci, l’istituto ha registrato una crescita impetuosa con la trasformazione in gruppo (1998). Acquisite in rapida successione, la Popolare di Calabria e la Nuova Banca Mediterranea. A fine esercizio scorso il numero dei dipendenti in servizio si è attestato a 1.572 unità, rispetto alle 1575 dell’anno precedente. Nel 2005 il bilancio si è chiuso con un utile di 19,5 milioni di euro.



° Edilizia
Guastamacchia
Ruvo di Puglia
90 dipendenti
10 milioni di fatturato

L’impiantistica ‘chiavi in mano’

L’azienda Guastamacchia con sede a Ruvo di Puglia nasce nel 1968; nel 1984 si costituisce in società per azioni. È specializzata nella progettazione e nella realizzazione, compresa la fornitura ‘chiavi in mano’ di impianti e sistemi nei settori tecnologici dell’energia termica, elettrica, del trattamento dell’aria e dell’acqua, e nella prevenzione incendi. Attualmente l’azienda conto 90 addetti, impegnati negli studi di ingegneria, nel design, nella manutenzione e infine nella attività di montaggio e costruzione. Lo scorso anno Guastamacchia ha chiuso il bilancio con un fatturato di 18 milioni di euro.



° Alimentare
Divella
Rutigliano
3 stabilimenti

700 tonnellate di pasta - La Puglia sulle tavole straniere


L’azienda nasce nel 1890 quando il fondatore Francesco Divella, abbandonato il commercio di farina e granaglie realizza il suo primo molino per grano tenero. L’azienda conta oggi 260 dipendenti operanti in tre stabilimenti: Rutigliano (10mila mq), Noicattaro (20mila), zona industriale Rutigliano (150 mila). La produzione annuale: 750 tonnellate di semola di grano duro; 250 tonnellate di farina di grano tenero; 700 tonnellate di pasta. I dati preconsuntivi dell’esercizio 2005 lasciano prevedere un fatturato di circa 144 milioni di euro (italia 80%, estero 20%), con un utile netto di circa 3,8 milioni.