Splendori d’arte nel
nome di San Nicola
di Alessandra Flavetta
Oriente e Occidente
dall’antichità a oggi in luce nella grande mostra
di Bari, dal 7 dicembre. Presentata ieri a Roma, fra gli altri,
dal presidente Vendola e dal Sindaco Emiliano
(Roma) –
Bari si candida ad essere capitale internazionale della cultura
e del dialogo interreligioso con la mostra sul patrono “San
Nicola, splendori d’arte d’Oriente e d’Occidente”,
che si aprirà al Castello Svevo il 7 dicembre 2006
e si chiuderà il 6 maggio 2007. Presentato al ministero
dei Beni Culturali dal sottosegretario Danielle Mazzonis,
dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dall’assessore
regionale al Turismo Massimo Ostillio, dal Sindaco di Bari
Michele Emiliano, dall’assessore comunale alla Cultura
Nicola Laforgia, dal vicepresidente della Provincia di Bari
Onofrio Sisto e da don Gaetano Coviello a nome dell’arcivescovo
di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, l’evento si
annuncia di forte richiamo per molte ragioni.
Sicuramente per l’eccezionalità delle opere esposte,
120 pezzi, molti dei quali inediti, dai solenni dipinti del
Rinascimento italiano e tedesco a oggetti artistici come icone,
avori, stoffe ricamate, codici miniati, cammei, statue in
legno e in pietra, monete, sigilli, incisioni, maschere, libri
illustrati per bambini che coprono 15 secoli di iconografia
di San Nicola in tutte le confessioni. Pezzi eccezionali,
quali gli otto antichi dipinti su tavola, provenienti dal
monastero di Santa Caterina al Monte sinai, le più
antiche icone rappresentazioni pittoriche del santo, fino
alla tela del Beato Angelico e al dipinto di Santa Claus di
andy Warhol.
La mostra è quindi un viaggio attraverso i continenti,
le culture e le religioni, reso possibile grazie al fondamentale
contributo economico della Fondazione Antonveneta, sponsor
dell’iniziativa, organizzata e prodotta dalla società
di servizi Arthemisia, che ha quantificato in un milione e
700 mila euro il costo dell’iniziativa, che comprende
anche una serie di itinerari sull’immagine di San Nicola
a bari, nel Barese, in Capitanata, nell’area ionica
e nel Salento, oltre che una serie di proposte didattiche.
L’intento del percorso espositivo, curato da Michele
Bacci, è di mettere in luce il ruolo del vescovo di
Myra dai tempi dell’imperatore Costantino al giorno
d’oggi, santo transconfessionale, capace di suscitare
la devozione di migliaia di fedeli e di adattarsi a tradizioni
e contesti molto diversi tra loro. Un viaggio che si incarna
nel nuovo volo Mosca-Bari, che si inaugura il 6 dicembre,
festa di San Nicola e giorno in cui la mostra apre i battenti.
Ci sono poi altre due tappe fondamentali: la visita a Bari
del Presidente della Federazione russa Vladimir Putin, che
si spera possa coincidere con la fine dell’esposizione
al Castello Svevo e il trasferimento della mostra a New York,
per cui sono già stati avviati i contatti. Per capire
la portata geografica dell’iniziativa basta vedere i
patrocini: oltre a quello del Presidente della Repubblica,
spiccano il Patriarcato Ecumenico e quello di Venezia, la
Presidenza del Consiglio d’Europa, i ministeri italiani
degli Esteri, dei Beni Culturali, dei Trasporti, della Famiglia
e dell’Istruzione, le Ambasciate di Turchia, Germania,
Egitto, grecia, Olanda, russia e le città di New York,
Amsterdam, Lecco, Sassari, Trieste e Venezia.
“La possibilità di costruire questo evento sembrava
un sogno a me e ad Emiliano”, racconta il presidente
Vendola presentando la mostra, promossa dagli locali pugliesi,
dalla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici,
dalla Curia Arcivescovile di Bari, Basilica Pontificia di
San Nicola ed Università di Bari.
Emiliano ricorda l’incontro con il sindaco di Mosca,
che grazie a San Nicola lo ha ricevuto con tutti gli onori
e insiste, oltre che sul richiamo che avrà per i moscoviti
la mostra, sull’aspetto ecumenico di un santo dalla
pelle nera, protestante, nato in terra musulmana, che ha catturato
persino l’attenzione del ministro degli esteri della
Lega Araba. Dialogo interreligioso sottolineato anche da Sisto:
“Da 15 anni a Bari, nella Chiesa di San Giuseppe si
svolge un rito liturgico misto cattolico/ortodosso, vero segnale
di una città ponte tra Oriente ed Occidente”.
Mentre Ostillio parla del ritorno turistico di una mostra
da esportare, che rompe con la colonizzazione culturale della
Puglia. |
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