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  17 novembre 2006


Splendori d’arte nel nome di San Nicola

di Alessandra Flavetta


Oriente e Occidente dall’antichità a oggi in luce nella grande mostra di Bari, dal 7 dicembre. Presentata ieri a Roma, fra gli altri, dal presidente Vendola e dal Sindaco Emiliano

(Roma) – Bari si candida ad essere capitale internazionale della cultura e del dialogo interreligioso con la mostra sul patrono “San Nicola, splendori d’arte d’Oriente e d’Occidente”, che si aprirà al Castello Svevo il 7 dicembre 2006 e si chiuderà il 6 maggio 2007. Presentato al ministero dei Beni Culturali dal sottosegretario Danielle Mazzonis, dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dall’assessore regionale al Turismo Massimo Ostillio, dal Sindaco di Bari Michele Emiliano, dall’assessore comunale alla Cultura Nicola Laforgia, dal vicepresidente della Provincia di Bari Onofrio Sisto e da don Gaetano Coviello a nome dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, l’evento si annuncia di forte richiamo per molte ragioni.

Sicuramente per l’eccezionalità delle opere esposte, 120 pezzi, molti dei quali inediti, dai solenni dipinti del Rinascimento italiano e tedesco a oggetti artistici come icone, avori, stoffe ricamate, codici miniati, cammei, statue in legno e in pietra, monete, sigilli, incisioni, maschere, libri illustrati per bambini che coprono 15 secoli di iconografia di San Nicola in tutte le confessioni. Pezzi eccezionali, quali gli otto antichi dipinti su tavola, provenienti dal monastero di Santa Caterina al Monte sinai, le più antiche icone rappresentazioni pittoriche del santo, fino alla tela del Beato Angelico e al dipinto di Santa Claus di andy Warhol.

La mostra è quindi un viaggio attraverso i continenti, le culture e le religioni, reso possibile grazie al fondamentale contributo economico della Fondazione Antonveneta, sponsor dell’iniziativa, organizzata e prodotta dalla società di servizi Arthemisia, che ha quantificato in un milione e 700 mila euro il costo dell’iniziativa, che comprende anche una serie di itinerari sull’immagine di San Nicola a bari, nel Barese, in Capitanata, nell’area ionica e nel Salento, oltre che una serie di proposte didattiche.

L’intento del percorso espositivo, curato da Michele Bacci, è di mettere in luce il ruolo del vescovo di Myra dai tempi dell’imperatore Costantino al giorno d’oggi, santo transconfessionale, capace di suscitare la devozione di migliaia di fedeli e di adattarsi a tradizioni e contesti molto diversi tra loro. Un viaggio che si incarna nel nuovo volo Mosca-Bari, che si inaugura il 6 dicembre, festa di San Nicola e giorno in cui la mostra apre i battenti.

Ci sono poi altre due tappe fondamentali: la visita a Bari del Presidente della Federazione russa Vladimir Putin, che si spera possa coincidere con la fine dell’esposizione al Castello Svevo e il trasferimento della mostra a New York, per cui sono già stati avviati i contatti. Per capire la portata geografica dell’iniziativa basta vedere i patrocini: oltre a quello del Presidente della Repubblica, spiccano il Patriarcato Ecumenico e quello di Venezia, la Presidenza del Consiglio d’Europa, i ministeri italiani degli Esteri, dei Beni Culturali, dei Trasporti, della Famiglia e dell’Istruzione, le Ambasciate di Turchia, Germania, Egitto, grecia, Olanda, russia e le città di New York, Amsterdam, Lecco, Sassari, Trieste e Venezia.

“La possibilità di costruire questo evento sembrava un sogno a me e ad Emiliano”, racconta il presidente Vendola presentando la mostra, promossa dagli locali pugliesi, dalla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, dalla Curia Arcivescovile di Bari, Basilica Pontificia di San Nicola ed Università di Bari.

Emiliano ricorda l’incontro con il sindaco di Mosca, che grazie a San Nicola lo ha ricevuto con tutti gli onori e insiste, oltre che sul richiamo che avrà per i moscoviti la mostra, sull’aspetto ecumenico di un santo dalla pelle nera, protestante, nato in terra musulmana, che ha catturato persino l’attenzione del ministro degli esteri della Lega Araba. Dialogo interreligioso sottolineato anche da Sisto: “Da 15 anni a Bari, nella Chiesa di San Giuseppe si svolge un rito liturgico misto cattolico/ortodosso, vero segnale di una città ponte tra Oriente ed Occidente”. Mentre Ostillio parla del ritorno turistico di una mostra da esportare, che rompe con la colonizzazione culturale della Puglia.