Puglia, sistema sanitario
a prova di Regione
Valorizzare l’enorme
flusso disorganizzato di dati generato dal sistema sanitario
della Regione Puglia, che gestisce ogni anno un totale di
quattro milioni di assistiti nelle sue strutture ospedaliere.
È questo l’obiettivo realizzato dal Sistema Informativo
Sanitario Regionale (Sisr), messo a punto da Svimservice (www.svimservice.it),
storico fornitore barese di software sanitari, attivo dagli
anni 70, con il supporto di software gestionali targati Computer
Associates (www.ca.com). Il
sistema di Svimservice, composto da due sottosistemi –
uno gestionale (Sig) l’altro direzionale (Sid) –
ha lo scopo di creare un terreno digitale comune per un intero
universo di riferimento, quello ospedaliero, mettendo in rete
in ottica di network i sistemi informatici delle varie Ausl
e organizzazioni sanitarie regionali, in passato incompatibili,
che da un paio d’anni invece parlano fra loro con un
unico linguaggio digitale. Una regione, la Puglia, che conta
12 aziende sanitarie Locali (Ausl), due Aziende Ospedaliere,
l’Agenzia Regionale per la Sanità (Ares), l’Assessorato
Regionale alla Sanità, Ircss pubblici e privati. Oltre
alle molteplici realtà locali private che ruotano intorno
all’universo ospedaliero, oggi strutturate in un datawarehouse
unico, capace di organizzare informazioni “sporche”,
semplificando così l’ampio ventaglio operativo
di attività che gravitano intorno alla galassia sanitaria.
Trasformare il flusso in conoscenza
Basti pensare che in un quadriennio – dal 2001 al primo
semestre del 2005 – il sistema informatico pugliese
ha registrato 4 milioni di ricoveri, a fronte di 120 milioni
di ricette farmaceutiche erogate e 3,5 milioni d farmaci prescritti.
Regione di media grandezza dal punto di vista ospedaliero,
la Puglia conta meno della metà dei 9 milioni di ricoveri
registrati ogni anno in Lombardia, ma può vantare uno
dei tre sistemi sanitari a bacino regionale del Paese (insieme
a Umbria e appunto Lombardia). “Grazie ai cruscotti
Sid (Sistema informativo direzionale, ndr) – dice Michele
Conversano, responsabile interno del progetto Sisr della Regione
Puglia – si può navigare e valorizzare l’enorme
giacimento di dati prodotti dall’attività giornaliera
degli operatori sanitari, derivando fonti di conoscenza”.
L’ambizioso progetto, operativo dal 2003, non sarebbe
decollato senza l’imprimatur della Regione, che ha spinto
fortemente a livello locale per l’adozione della stesso
modulo software nelle 12 Ausl territoriali, standardizzando
così i processi decisionali e organizzativi di strutture
prima scollegate fra loro. “Il primo passo è
stato quello di stabilizzare i flussi informativi –
ricorda Enrico Annese, responsabile sviluppo business sanità
di Svimservice – Era questa la priorità, prima
di prendere altre decisioni su come trasformare i dati grezzi
in conoscenza. Oggi, siamo una delle tre regioni italiane
che possono vantare un sistema informativo regionale. Non
è un risultato da poco, quando in Italia la gestione
informatica della sanità è normalmente lasciata
in mano alle singole Ausl, che per lo più non sono
collegate fra loro in ottica di network”. La società
barese, che nel 2005 ha registrato un valore della produzione
di 18 milioni di euro, in aumento rispetto ai 16 milioni del
2004, è specializzata in soluzioni ad hoc nel settore
sanitario. Un settore dominato in Italia da pochi grandi player
che, secondo Annese, sta subendo da tre anni a questa parte
“un profondo processo di concentrazione a danno di piccoli
provider, che stanno progressivamente scomparendo o riposizionando
le loro attività”.
La storia
La storia del Sisr parte nel 1996, con un bando di gara della
Regione Puglia per uniformare e integrare i sistemi informatici
e le principali banche dati e le principali banche dati sanitarie
per il governo e controllo della spesa. “A chiedere
gli applicativi non erano le singole Ausl – racconta
Vito Petrarolo, responsabile sistemi informativi di Svimservice
– il nostro compito era quello di creare un sistema
unico, per l’automazione di 15 aree i cui dati fossero
convogliati in un unico database centralizzato della sanità
pugliese, che comprendesse l’area farmaceutica, l’analisi
puntuale delle ricette, centralizzando l’area di medicina
di base da contabilizzare ai medici”. Altre attività
centralizzate nel database unico riguardano oggi i ricoveri,
lo storico completo delle schede di dimissione ospedaliera
dei pazienti, uno strumento utile per calcolare e storicizzare
i costi di ricovero sostenuto dalle singole Ausl. Infine,
le aree specialistiche, che riguardano prestazioni ambulatoriali,
elettrocardiogrammi svolte internamente a strutture pubbliche
e private accreditate. Dal punto di vista gestionale –
il primo sottosistema (Sig) del Sistema centrale sanitario
– la raccolta sistematica di questa immensa mole di
dati sanitari consente di realizzare un dettagliato controllo
della spesa sanitaria delle singole strutture ospedaliere
della Regione.
Comprende il dato grezzo
Ma il valore aggiunto, il vero plus tecnologico del Sistema
Informativo Sanitario della Regione Puglia (Sisr), risiede
nella componente direzionale (Sistema informativo direzionale
Sid). Si tratta del secondo strato tecnologico che fa capo
al database unico, un substrato software di secondo livello
(si chiama Clever Path Foster & Tree fornito da Computer
Associates) che consente di incrociare e analizzare i dati
grezzi in base a parametri dinamici, che cambiano a seconda
delle particolari esigenze delle singole Ausl collegate al
sistema. Ma quali sono i vantaggi concreti derivanti dal sistema
direzionale? Se non è possibile quantificare in moneta
sonante i vantaggi economici derivanti dall’adozione
di questa soluzione, i vantaggi per il sistema sanitario pugliese
sono evidenti. “In passato, l’attività
di analisi storica delle Ausl si limitava alla formulazione
di report cartacei – spiega Annese- oggi ci sono analisti
all’interno di ogni singola struttura sanitaria regionale,
in grado non solo di accedere ai dati, ma anche di impostare
analisi e interrogazioni ad hoc, in base a esigenze improvvise,
che permettono di stilare relazioni e piani di intervento
mirati per migliorare la performance di singole aree di attività,
Questo spostando dinamicamente risorse finanziarie all’interno
delle diverse aree operative dell’ospedale”. Altri
vantaggi derivanti dal Sid riguardano la possibilità
per le 12 Ausl pugliesi di metter a fattor comune le loro
singole policy organizzative, consentendo ai comuni vicini
di confrontare le singole procedure interne (diverse per ogni
singola struttura sanitaria) e comprendere i motivi che, per
esempio, spingono un paziente a curarsi in una determinata
Ausl piuttosto che in un’altra. Il livello di dettaglio
cui giunge il Sistema sanitario pugliese va dal generale al
particolare. Dai dati contabili a livello regionale per arrivare
fino alla singola ricetta e cartella clinica. Gli uffici accreditati
all’accesso del Sisr sono quelli responsabili del controllo
d gestione, dell’analisi epidemiologica e le direzioni,
passando per l’Assessorato all’Ares (l’Agenzia
Regionale per la Sanità). In totale, si parla di 750
postazioni, a fronte di un migliaio di utenti. Il livello
più sofisticato del sistema, quello direzionale, è
accessibile a un centinaio di utenti acceditati. Nel prossimo
futuro, l’obiettivo della Regione è l’allargamento
del Sistema sanitario al Web, per consentire la fruizione
dei dati a una community più ampia, che possa comprendere
i 4 mila medici di base attivi sul territorio, a fronte di
800 mila ricoveri annui mediamente registrati.
|
|