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  marzo 2006


Puglia, sistema sanitario a prova di Regione


Valorizzare l’enorme flusso disorganizzato di dati generato dal sistema sanitario della Regione Puglia, che gestisce ogni anno un totale di quattro milioni di assistiti nelle sue strutture ospedaliere. È questo l’obiettivo realizzato dal Sistema Informativo Sanitario Regionale (Sisr), messo a punto da Svimservice (www.svimservice.it), storico fornitore barese di software sanitari, attivo dagli anni 70, con il supporto di software gestionali targati Computer Associates (www.ca.com). Il sistema di Svimservice, composto da due sottosistemi – uno gestionale (Sig) l’altro direzionale (Sid) – ha lo scopo di creare un terreno digitale comune per un intero universo di riferimento, quello ospedaliero, mettendo in rete in ottica di network i sistemi informatici delle varie Ausl e organizzazioni sanitarie regionali, in passato incompatibili, che da un paio d’anni invece parlano fra loro con un unico linguaggio digitale. Una regione, la Puglia, che conta 12 aziende sanitarie Locali (Ausl), due Aziende Ospedaliere, l’Agenzia Regionale per la Sanità (Ares), l’Assessorato Regionale alla Sanità, Ircss pubblici e privati. Oltre alle molteplici realtà locali private che ruotano intorno all’universo ospedaliero, oggi strutturate in un datawarehouse unico, capace di organizzare informazioni “sporche”, semplificando così l’ampio ventaglio operativo di attività che gravitano intorno alla galassia sanitaria.


Trasformare il flusso in conoscenza

Basti pensare che in un quadriennio – dal 2001 al primo semestre del 2005 – il sistema informatico pugliese ha registrato 4 milioni di ricoveri, a fronte di 120 milioni di ricette farmaceutiche erogate e 3,5 milioni d farmaci prescritti. Regione di media grandezza dal punto di vista ospedaliero, la Puglia conta meno della metà dei 9 milioni di ricoveri registrati ogni anno in Lombardia, ma può vantare uno dei tre sistemi sanitari a bacino regionale del Paese (insieme a Umbria e appunto Lombardia). “Grazie ai cruscotti Sid (Sistema informativo direzionale, ndr) – dice Michele Conversano, responsabile interno del progetto Sisr della Regione Puglia – si può navigare e valorizzare l’enorme giacimento di dati prodotti dall’attività giornaliera degli operatori sanitari, derivando fonti di conoscenza”. L’ambizioso progetto, operativo dal 2003, non sarebbe decollato senza l’imprimatur della Regione, che ha spinto fortemente a livello locale per l’adozione della stesso modulo software nelle 12 Ausl territoriali, standardizzando così i processi decisionali e organizzativi di strutture prima scollegate fra loro. “Il primo passo è stato quello di stabilizzare i flussi informativi – ricorda Enrico Annese, responsabile sviluppo business sanità di Svimservice – Era questa la priorità, prima di prendere altre decisioni su come trasformare i dati grezzi in conoscenza. Oggi, siamo una delle tre regioni italiane che possono vantare un sistema informativo regionale. Non è un risultato da poco, quando in Italia la gestione informatica della sanità è normalmente lasciata in mano alle singole Ausl, che per lo più non sono collegate fra loro in ottica di network”. La società barese, che nel 2005 ha registrato un valore della produzione di 18 milioni di euro, in aumento rispetto ai 16 milioni del 2004, è specializzata in soluzioni ad hoc nel settore sanitario. Un settore dominato in Italia da pochi grandi player che, secondo Annese, sta subendo da tre anni a questa parte “un profondo processo di concentrazione a danno di piccoli provider, che stanno progressivamente scomparendo o riposizionando le loro attività”.


La storia

La storia del Sisr parte nel 1996, con un bando di gara della Regione Puglia per uniformare e integrare i sistemi informatici e le principali banche dati e le principali banche dati sanitarie per il governo e controllo della spesa. “A chiedere gli applicativi non erano le singole Ausl – racconta Vito Petrarolo, responsabile sistemi informativi di Svimservice – il nostro compito era quello di creare un sistema unico, per l’automazione di 15 aree i cui dati fossero convogliati in un unico database centralizzato della sanità pugliese, che comprendesse l’area farmaceutica, l’analisi puntuale delle ricette, centralizzando l’area di medicina di base da contabilizzare ai medici”. Altre attività centralizzate nel database unico riguardano oggi i ricoveri, lo storico completo delle schede di dimissione ospedaliera dei pazienti, uno strumento utile per calcolare e storicizzare i costi di ricovero sostenuto dalle singole Ausl. Infine, le aree specialistiche, che riguardano prestazioni ambulatoriali, elettrocardiogrammi svolte internamente a strutture pubbliche e private accreditate. Dal punto di vista gestionale – il primo sottosistema (Sig) del Sistema centrale sanitario – la raccolta sistematica di questa immensa mole di dati sanitari consente di realizzare un dettagliato controllo della spesa sanitaria delle singole strutture ospedaliere della Regione.


Comprende il dato grezzo

Ma il valore aggiunto, il vero plus tecnologico del Sistema Informativo Sanitario della Regione Puglia (Sisr), risiede nella componente direzionale (Sistema informativo direzionale Sid). Si tratta del secondo strato tecnologico che fa capo al database unico, un substrato software di secondo livello (si chiama Clever Path Foster & Tree fornito da Computer Associates) che consente di incrociare e analizzare i dati grezzi in base a parametri dinamici, che cambiano a seconda delle particolari esigenze delle singole Ausl collegate al sistema. Ma quali sono i vantaggi concreti derivanti dal sistema direzionale? Se non è possibile quantificare in moneta sonante i vantaggi economici derivanti dall’adozione di questa soluzione, i vantaggi per il sistema sanitario pugliese sono evidenti. “In passato, l’attività di analisi storica delle Ausl si limitava alla formulazione di report cartacei – spiega Annese- oggi ci sono analisti all’interno di ogni singola struttura sanitaria regionale, in grado non solo di accedere ai dati, ma anche di impostare analisi e interrogazioni ad hoc, in base a esigenze improvvise, che permettono di stilare relazioni e piani di intervento mirati per migliorare la performance di singole aree di attività, Questo spostando dinamicamente risorse finanziarie all’interno delle diverse aree operative dell’ospedale”. Altri vantaggi derivanti dal Sid riguardano la possibilità per le 12 Ausl pugliesi di metter a fattor comune le loro singole policy organizzative, consentendo ai comuni vicini di confrontare le singole procedure interne (diverse per ogni singola struttura sanitaria) e comprendere i motivi che, per esempio, spingono un paziente a curarsi in una determinata Ausl piuttosto che in un’altra. Il livello di dettaglio cui giunge il Sistema sanitario pugliese va dal generale al particolare. Dai dati contabili a livello regionale per arrivare fino alla singola ricetta e cartella clinica. Gli uffici accreditati all’accesso del Sisr sono quelli responsabili del controllo d gestione, dell’analisi epidemiologica e le direzioni, passando per l’Assessorato all’Ares (l’Agenzia Regionale per la Sanità). In totale, si parla di 750 postazioni, a fronte di un migliaio di utenti. Il livello più sofisticato del sistema, quello direzionale, è accessibile a un centinaio di utenti acceditati. Nel prossimo futuro, l’obiettivo della Regione è l’allargamento del Sistema sanitario al Web, per consentire la fruizione dei dati a una community più ampia, che possa comprendere i 4 mila medici di base attivi sul territorio, a fronte di 800 mila ricoveri annui mediamente registrati.