L’impresa della cultura
d’impresa
di Giuseppe Armenise
Anche la filosofia entra
in fabbrica grazie a una nuova idea di creatività;
presentato ieri mattina il programma 2007 degli eventi ideati
da Confindustria
(Bari) -
Il 7 marzo si comincia con la scrittrice Carla Ruffini nell’azienda
Tecnoacciai. Poi, il 21 aprile, intera giornata di confronti
e approfondimenti alla Cittadella della cultura. E teatro
nei nuovi luoghi di socialità. Più musica jazz in azienda
Un nuovo rapporto tra impresa e cultura. “Quasi un’osmosi”,
dice il neo-coordinatore del Club delle imprese per la cultura,
in seno a Confindustria Bari, Ettore Chiurazzi.
Un progetto ambizioso quello illustrato ieri mattina dallo
stesso Chiurazzi e dai rappresentanti di alcune delle 19 imprese
che in questo momento aderiscono al Club. Ambizioso perchè
vuole indurre una nuova stagione di creatività rapportando
modelli culturali a quelli industriali. Come nel caso dell’insuccesso,
che è un concetto estraneo alla politica d’impresa. “E invece
– dice Chiurazzi – in sistemi diversi da quello italiano,
falliscono le imprese, non gli imprenditori.
Questo perchè un’idea può anche non incontrare il consenso,
ma poi l’imprenditore riprende da capo, riparte da dove ha
lasciato”. Impresa e cultura si incontreranno, nel programma
del Club della cultura per il 2007, a cominciare dal 7 marzo
(mercoledì della prossima settimana), quando la filosofia
entrerà in un’azienda del settore dell’acciaio. Una contraddizione
solo apparente. La conversazione con Carla Ruffini (filosofo
e formatore), è in programma alle 16,30, nei capannoni della
Tecnoacciai, in via delle Mammole. Il titolo “Fare impresa
con la filosofia” aprirà nuovi scenari anche sul modo di porsi
rispetto all’oggetto della propria azione imprenditoriale.
“Anche in considerazione del fatto – ha spiegato Paolo Bevilacqua
– che la cultura è nemica di violenza e criminalità, aspetti
che in questo momento creano qualche apprensione nella zona
industriale di Bari”.
Il 21 aprile, poi, nel programma del Club della cultura, il
vero e proprio grande evento alla Cittadella della cultura,
che sarà suddiviso in più momenti di approfondimento: “Impresa
e cultura”, ovvero relazioni virtuose, dialogo tra esperti
sull’importanza dell’investimento in cultura per l’accrescimento
del valore competitivo dell’impresa al fine di far cogliere
gli elementi irrinunciabili della relazione virtuosa e proficua
tra operatori culturali e investitori; “Impresa e cultura:
una ricchezza per il territorio”: analisi degli effetti prodotti
sul territorio dall’investimento delle imprese, in termini
di risposte culturali, benefici economici e sociali; “Imprese
e cultura per le politiche di marca”: esigenze di imprese
che hanno fatto della cultura un elemento della loro strategia
di marca, come importante asset competitivo; condivisione
per la realizzazione di progetti co-promossi.
In più, si farà musica con giovani artisti. Questa parentesi
del programma del Club delle imprese si intitolerà “Musica
d’impresa”. Anche in questo caso, le imprese apriranno alla
cultura. Un ulteriore grande evento è il cosidetto “Teatro
dei non luoghi”. In sostanza si tratta di recuperare, almeno
per il momento della rappresentazione scenica, alcuni siti
abbandonati ma di pregio e interesse, almeno sotto il profilo
dell’architettura industriale. Il teatro all’aria aperta,
negli spazi che stanno diventando nuovi centri di socialità,
o nei luoghi di transito della città. Insomma, un programma
assolutamente innovativo, nel quale le imprese ci hanno messo
tutta la propria creatività, non aspettando che siano gli
operatori culturali a fare il primo passo. Perchè la cultura
in impresa va sostenuta, ma occorre anche collaborazione diretta.
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