2 0 0 7  
2 0 0 6  
2 0 0 5  
2 0 0 4  
2 0 0 3  
2 0 0 2  
2 0 0 1  
2 0 0 0  
 

 

 
  3 marzo 2007


L’impresa della cultura d’impresa

di Giuseppe Armenise


Anche la filosofia entra in fabbrica grazie a una nuova idea di creatività; presentato ieri mattina il programma 2007 degli eventi ideati da Confindustria

(Bari) - Il 7 marzo si comincia con la scrittrice Carla Ruffini nell’azienda Tecnoacciai. Poi, il 21 aprile, intera giornata di confronti e approfondimenti alla Cittadella della cultura. E teatro nei nuovi luoghi di socialità. Più musica jazz in azienda Un nuovo rapporto tra impresa e cultura. “Quasi un’osmosi”, dice il neo-coordinatore del Club delle imprese per la cultura, in seno a Confindustria Bari, Ettore Chiurazzi.

Un progetto ambizioso quello illustrato ieri mattina dallo stesso Chiurazzi e dai rappresentanti di alcune delle 19 imprese che in questo momento aderiscono al Club. Ambizioso perchè vuole indurre una nuova stagione di creatività rapportando modelli culturali a quelli industriali. Come nel caso dell’insuccesso, che è un concetto estraneo alla politica d’impresa. “E invece – dice Chiurazzi – in sistemi diversi da quello italiano, falliscono le imprese, non gli imprenditori.

Questo perchè un’idea può anche non incontrare il consenso, ma poi l’imprenditore riprende da capo, riparte da dove ha lasciato”. Impresa e cultura si incontreranno, nel programma del Club della cultura per il 2007, a cominciare dal 7 marzo (mercoledì della prossima settimana), quando la filosofia entrerà in un’azienda del settore dell’acciaio. Una contraddizione solo apparente. La conversazione con Carla Ruffini (filosofo e formatore), è in programma alle 16,30, nei capannoni della Tecnoacciai, in via delle Mammole. Il titolo “Fare impresa con la filosofia” aprirà nuovi scenari anche sul modo di porsi rispetto all’oggetto della propria azione imprenditoriale. “Anche in considerazione del fatto – ha spiegato Paolo Bevilacqua – che la cultura è nemica di violenza e criminalità, aspetti che in questo momento creano qualche apprensione nella zona industriale di Bari”.

Il 21 aprile, poi, nel programma del Club della cultura, il vero e proprio grande evento alla Cittadella della cultura, che sarà suddiviso in più momenti di approfondimento: “Impresa e cultura”, ovvero relazioni virtuose, dialogo tra esperti sull’importanza dell’investimento in cultura per l’accrescimento del valore competitivo dell’impresa al fine di far cogliere gli elementi irrinunciabili della relazione virtuosa e proficua tra operatori culturali e investitori; “Impresa e cultura: una ricchezza per il territorio”: analisi degli effetti prodotti sul territorio dall’investimento delle imprese, in termini di risposte culturali, benefici economici e sociali; “Imprese e cultura per le politiche di marca”: esigenze di imprese che hanno fatto della cultura un elemento della loro strategia di marca, come importante asset competitivo; condivisione per la realizzazione di progetti co-promossi.

In più, si farà musica con giovani artisti. Questa parentesi del programma del Club delle imprese si intitolerà “Musica d’impresa”. Anche in questo caso, le imprese apriranno alla cultura. Un ulteriore grande evento è il cosidetto “Teatro dei non luoghi”. In sostanza si tratta di recuperare, almeno per il momento della rappresentazione scenica, alcuni siti abbandonati ma di pregio e interesse, almeno sotto il profilo dell’architettura industriale. Il teatro all’aria aperta, negli spazi che stanno diventando nuovi centri di socialità, o nei luoghi di transito della città. Insomma, un programma assolutamente innovativo, nel quale le imprese ci hanno messo tutta la propria creatività, non aspettando che siano gli operatori culturali a fare il primo passo. Perchè la cultura in impresa va sostenuta, ma occorre anche collaborazione diretta.