“I miei sogni? Tutti
realizzati e ora vorrei fare l’astrofisico”
di Lello Parise
Intervista a Domenico
di Paola
(Bari) -
Ha un paio di desideri: diventare astrofisico e scrivere un
libro. Ma il cosmo, a quanto pare, può attendere. Quanto al
best seller, non scalerà le classiche delle vendite. Per ora
Mimmo Di Paola, amministratore unico di Aeroporti di Puglia
(Ap), si accontenta di essere un condottiero. “E’ esattamente
quello che ho fatto e che avrei voluto fare: il condottiero.
Della famiglia, dell’impresa e, adesso, di una società pubblica”.
È severamente vietato catalogarlo sotto la voce di manager:
“Non ho la freddezza necessaria, del manager. Io vivo di sogni”.
Però confessa che per lui mettere insieme una parola dietro
l’altra e materializzare un volume, non sarà una passeggiata.
Come riuscire a trovare il tempo per conquistare, a 59 anni,
la laurea in astrofisica”.
Infaticabile e, in fondo, indomabile, non ha pace né la concede
a chi ha la fortuna, o la sventura, di stargli vicino. “Quando
mi sono iscritto al Politecnico di Milano, mia madre credeva
che non sarei più ritornato...”. Facoltà: ingegneria aerospaziale.
“Ero affascinato dagli aeroplani, dai missili...Mi sono laureato
il giorno prima dello sbarco sulla luna”.
Dunque, un predestinato alla vecchia Seap poi diventata Ap?
Macchè, non esageriamo. “Uno che ha firmato parecchie cambiali
per centinaia di milioni allo scopo di rilevare una fabbrica
del gruppo Svim: la Svimservice”. Forniva servizi di Information
Technology all’industria dell’acciaio. Nel 1977 Di Paola sale
a bordo e cambia rotta: punta sul settore sanitario e un paio
di anni dopo si aggiudica la gestione informatizzata delle
prescrizioni farmaceutiche.
Trent’anni più tardi, dice: “Mi ritengo un uomo baciato dalla
sorte, ho avuto tante soddisfazioni. Ma non dimentico i sacrifici,
la fatica e i rischi”. Neppure i “grandi dolori”. Li elenca
frettolosamente, come quelli che non amano parlare apertamente
quanto disinvoltamente, di cose private. Non per questo, nel
momento in cui lo fa, rinuncia a scandire le parole: sembra
addirittura una forma di celebrazione dei suoi affetti più
cari, ancorché in punta di piedi. “Sì” ripete, “tre dolori
grandi: Valentina, la mia prima moglie; mio padre; mio fratello”.
Come stanno le cose si ritrova complice, non genitore, dei
due figli maschi – “Luigi, avvocato a Milano, e Aurelio, economista,
che lavora a Roma” – hanno 34 e 32 anni. Ma è la piccola Francesca,
quattro anni, a farlo impazzire di felicità: si tratta della
giovanissima erede avuta con la seconda compagna, Stefania.
A quasi sessant’anni Di Paola si destreggia fra i grattacapi
che gli procurano i quattro scali del tacco d’Italia – Bari,
Brindisi, Foggia, Grottaglie – e la “cerimonia dei ciucci”.
Racconta: “E’ un gioco inventato da Stefania per mettere a
dormire la bimba, che di sera allinea tutti i componenti della
famiglia davanti alla porta della sua stanza da letto per
scegliere quello che fra di noi dovrà aiutarla a scoprire
dove la madre ha nascosto il ciucciotto”.
Il Condottiero si lascia andare... Come se nello spazio di
una chiacchierata senza rete, volesse ritrovare se stesso.
Ed ecco che dal cassetto tira fuori paio di fotografie ingiallite
dal tempo: Mimmo, a 15 anni, premiato dopo avere vinto un
torneo di scherma. “Ho disputato anche gare nazionali in nome
e per conto di una minuscola compagine sportiva, la Lino La
Rocca. Davamo il meglio, un impegno serio e totale, ma nessuno
ci imponeva di fare qualcosa che non ci andava. E i risultati
che riuscivamo a ottenere premiavano questo metodo, chiamiamolo
così. Un metodo che poi, ho applicato in tutte le mie iniziative
imprenditoriali”.
Con Svimservice, di cui è presidente, Di Paola è come se rinnegasse
la passione per le attività spaziali. “Ognuno di noi ha un
ruolo che non si sceglie. Ti trovi a dover affrontare delle
situazioni...E’ da un po’ ormai che non me ne occupo direttamente,
ma per fortuna la nostra “creatura” è in buone mani: a cominciare
da quelle di mio fratello Giancarlo, amministratore delegato
e direttore generale”.
Accade infatti che nel 2001 l’ex governatore della Casa delle
libertà Raffaele Fitto gli offre “una responsabilità pubblica”.
Seap-Ap è l’occasione per il Condottiero, di riprendere a
flirtare con un amore antico: il volo. Nel 2005, col cambio
della guardia alla Regione, il comunista Nichi Vendola non
vuole farne a meno. Anzi lo conferma successivamente, per
il triennio fino al 2009. Prende corpo in questo modo una
figura non proprio abituale: quella di un personaggio al di
sopra di ogni schematismo, diavolo o acqua santa che sia.
Di Paola fa spallucce: “Sia con Fitto sia con Vendola, due
personalità per molti aspetti diversissime, la mia esperienza
umana e professionale è stata ed è bellissima. Dopodichè,
mi taccio. Devo restare con la bocca cucita, visto che sono
un dipendente”.
Sorride. Subito dopo è come se avesse un’illuminazione:
“C’è una cosa che non ho fatto, l’unica, e che vorrei fare.
Quale? Riuscire a scrivere un libro sulla mia avventura nella
pubblica amministrazione. Ma succederà soltanto una volta
che toglierò il disturbo: oggi non sono un uomo libero e quindi,
non posso permettermi questo lusso. Del resto sono letteralmente
stregato da quello che faccio”.
Sorride, ancora: “Ma se qualcuno mi leva questo disturbo io
sto meglio”. Se qualcun’altra, di anima pia, gli rimediasse
un copywriter per aiutarlo a comporre il tomo, sarebbe il
massimo. E, magari, Di Paola troverebbe perfino la maniera
di acciuffare la laurea bis attraverso cui analizzare le proprietà
fisiche della materia celeste. “Mi sono iscritto, sempre a
Milano. Ci vuole pazienza e tenacia: mica la vita finisce
a 59 anni”. |
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