Ricomincio da tre...pittori
della felicità
di Alessandra Flavetta
Presentata ieri a Roma
la mostra su Zandomeneghi, Renoir e De Nittis. Nel restaurato
edificio del ‘500
(Roma) –
Barletta ci riprova a entrare nei circuiti delle grandi mostre
d’arte. In concomitanza con l’inaugurazione della
Pinacoteca Giuseppe De Nittis collocata nella sede completamente
restaurata del rinascimentale Palazzo della Marra, si apre
il 31 marzo la mostra “Zandomeneghi, De Nittis, Renoir,
i pittori della felicità” (fino al 15 luglio).
Un evento, quest’ultimo, che intende bissare il successo
dell’esposizione dello scorso anno su “De Nittis
e Tissot, pittori della vita moderna”, che ha avuto
ben 40mila visitatori, di cui 7mila stranieri. Questi dati
sono stati ricordati ieri dal sindaco di Barletta, Nicola
Maffei, presentando l’iniziativa presso la sede romana
della Regione Puglia.
Le curatrici della mostra, Emanuela Angiulli e Tulliola Sparagni,
hanno sottolineato l’importanza dl progetto museografico
che dà una sede definitiva alla collezione di De Nittis:
176 opere donate dalla moglie del pittore pugliese alla sua
città natale. Un intervento che, come ha sottolineato
Cesare Mari, responsabile dell’allestimento della Pinacoteca,
crea un polo per la fruibilità dell’arte che
non ha niente da invidiare a quelli europei, con un’area
per mostre temporanee, un centro studi con banche dati, un
deposito per le opere non esposte, una caffetteria, un book-shop
e, quando la Sovrintendenza avrà completato il restauro,
anche un giardino che si affaccia sul mare.
Sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica,
patrocinata dal ministero per i Beni e le attività
culturali, l’esposizione è promossa dal Comune
di Barletta, dalla Regione Puglia e dalle Sovrintendenze Psae
e Bap per le province di Bari e Foggia. La mostra –
prodotta ed organizzata da Arthemisia, con il sostegno di
Svimservice e Lombardi Ecologia – si compone di circa
ottanta opere tra dipinti, pastelli e grafiche di Zandomeneghi,
De Nittis e Renoir, provenienti da importanti collezioni pubbliche
e private.
La professoressa Sparagni ha illustrato quale sia la lettura
che la mostra dà del rapporto artistico tra i tre pittori
e le loro reciproche influenze: “Una linea di studio
– spiega – tendeva a vedere Zandomeneghi come
un impressionista italiano, una etichetta che restava quasi
estranea all’artista veneziano”, perchè
non metteva in luce l’elaborazione personale di uno
stile in cui si fondono echi italiani e suggestioni francesi.
Proprio nella chiave del contrasto tra impressionisti, con
Degas e il gruppo dei dessinateurs da una parte e i coloristes
quali Monet e Renoir dall’altra, viene evidenziato il
ruolo di zandomeneghi, “intellettuale sofisticato, caratterizzato
da una pluralità stilistica in cui convivono tecniche
divergenti, opere aspre, corrosive, basate sul segno, come
Degas, oppure – afferma la docente di Milano –
il trionfo della donna che celebra come Renoir”, un’impronta
vitalistica che dà anche il sottotitolo alla mostra,
“pittori della felicità”.
Dopo il 1894 Zandomeneghi espone nella Galleria del mercante
Durand-Ruel, dove già operano gli altri due pittori.
Hanno inoltre atelier vicini e vivono tutti a Montmartre,
rifugio degli artisti bohémiens e squattrinati, quartiere
popolare ed equivoco. Zandomeneghi e Renoir “hanno una
burrascosa amicizia, ma il primo è testimone di nozze
del secondo, tanto che le pennellate, lo stile ed i colori
circolano dall’uno all’altro”, rileva Sparagni,
ricordando che il percorso della mostra si snoda in argomenti
pittorici: la campagna, il nudo, Parigi di giorno e di notte.
Se la mostra dello scorso anno aveva solo uno sponsor, quella
che si apre il 31 marzo vede anche l’intervento della
Cassa di Risparmio di Genova ed Imperia e di Banca Carige.
Se gli sponsor si moltiplicano, però, è anche
perchè “una scelta politica forte – conclude
l’assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli
– sta permettendo alla Regione di costruire un circuito
dell’arte pugliese di cui Barletta è un esempio,
insieme alla mostra di Bari su San Nicola”.
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