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  8 marzo 2007


Ricomincio da tre...pittori della felicità

di Alessandra Flavetta


Presentata ieri a Roma la mostra su Zandomeneghi, Renoir e De Nittis. Nel restaurato edificio del ‘500

(Roma) – Barletta ci riprova a entrare nei circuiti delle grandi mostre d’arte. In concomitanza con l’inaugurazione della Pinacoteca Giuseppe De Nittis collocata nella sede completamente restaurata del rinascimentale Palazzo della Marra, si apre il 31 marzo la mostra “Zandomeneghi, De Nittis, Renoir, i pittori della felicità” (fino al 15 luglio). Un evento, quest’ultimo, che intende bissare il successo dell’esposizione dello scorso anno su “De Nittis e Tissot, pittori della vita moderna”, che ha avuto ben 40mila visitatori, di cui 7mila stranieri. Questi dati sono stati ricordati ieri dal sindaco di Barletta, Nicola Maffei, presentando l’iniziativa presso la sede romana della Regione Puglia.

Le curatrici della mostra, Emanuela Angiulli e Tulliola Sparagni, hanno sottolineato l’importanza dl progetto museografico che dà una sede definitiva alla collezione di De Nittis: 176 opere donate dalla moglie del pittore pugliese alla sua città natale. Un intervento che, come ha sottolineato Cesare Mari, responsabile dell’allestimento della Pinacoteca, crea un polo per la fruibilità dell’arte che non ha niente da invidiare a quelli europei, con un’area per mostre temporanee, un centro studi con banche dati, un deposito per le opere non esposte, una caffetteria, un book-shop e, quando la Sovrintendenza avrà completato il restauro, anche un giardino che si affaccia sul mare.

Sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica, patrocinata dal ministero per i Beni e le attività culturali, l’esposizione è promossa dal Comune di Barletta, dalla Regione Puglia e dalle Sovrintendenze Psae e Bap per le province di Bari e Foggia. La mostra – prodotta ed organizzata da Arthemisia, con il sostegno di Svimservice e Lombardi Ecologia – si compone di circa ottanta opere tra dipinti, pastelli e grafiche di Zandomeneghi, De Nittis e Renoir, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.

La professoressa Sparagni ha illustrato quale sia la lettura che la mostra dà del rapporto artistico tra i tre pittori e le loro reciproche influenze: “Una linea di studio – spiega – tendeva a vedere Zandomeneghi come un impressionista italiano, una etichetta che restava quasi estranea all’artista veneziano”, perchè non metteva in luce l’elaborazione personale di uno stile in cui si fondono echi italiani e suggestioni francesi. Proprio nella chiave del contrasto tra impressionisti, con Degas e il gruppo dei dessinateurs da una parte e i coloristes quali Monet e Renoir dall’altra, viene evidenziato il ruolo di zandomeneghi, “intellettuale sofisticato, caratterizzato da una pluralità stilistica in cui convivono tecniche divergenti, opere aspre, corrosive, basate sul segno, come Degas, oppure – afferma la docente di Milano – il trionfo della donna che celebra come Renoir”, un’impronta vitalistica che dà anche il sottotitolo alla mostra, “pittori della felicità”.

Dopo il 1894 Zandomeneghi espone nella Galleria del mercante Durand-Ruel, dove già operano gli altri due pittori. Hanno inoltre atelier vicini e vivono tutti a Montmartre, rifugio degli artisti bohémiens e squattrinati, quartiere popolare ed equivoco. Zandomeneghi e Renoir “hanno una burrascosa amicizia, ma il primo è testimone di nozze del secondo, tanto che le pennellate, lo stile ed i colori circolano dall’uno all’altro”, rileva Sparagni, ricordando che il percorso della mostra si snoda in argomenti pittorici: la campagna, il nudo, Parigi di giorno e di notte.

Se la mostra dello scorso anno aveva solo uno sponsor, quella che si apre il 31 marzo vede anche l’intervento della Cassa di Risparmio di Genova ed Imperia e di Banca Carige. Se gli sponsor si moltiplicano, però, è anche perchè “una scelta politica forte – conclude l’assessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli – sta permettendo alla Regione di costruire un circuito dell’arte pugliese di cui Barletta è un esempio, insieme alla mostra di Bari su San Nicola”.