Nozze nel settore ICT: Exprivia
acquisisce Svimservice
di Carmen Carbonara
Nasce un gruppo industriale
da 88 milioni di euro con 1100 dipendenti. La società
di Molfetta guidata da Favuzzi è quotata in borsa dal
2005. Quella dei fratelli Di Paola è specializzata
nei servizi per la sanità. Laterza : “A loro
la leadership del Sud”.
(Bari) – Il presidente di Confindustria Bari,
Alessandro Laterza, parla del “più importante
matrimonio industriale” degli ultimi anni per la Puglia.
Di fatto, da ieri in Puglia esiste la più grossa realtà
meridionale dell’Ict (Information & communication
technology) con oltre mille e cento dipendenti. Tutto merito
dell’acquisizione della Svimservice Spa di Bari, specializzata
in soluzioni software per la sanità e la pubblica amministrazione,
da parte di Exprivia Spa, azienda molfettese quotata in Borsa
che si occupa di progettazione e sviluppo di tecnologie innovative
per il mercato bancario, medicale, industriale, delle telecomunicazioni
e della pubblica amministrazione. Ma anche dell’acquisizione,
operata sempre da parte di Exprivia, di Wel.Network Spa, società
milanese specializzata in servizi professionali erogati sugli
applicativi Sap. Quella che ne viene fuori è, in parole
povere, un’aggregazione industriale del valore di 88
milioni di euro.
L’investimento – Exprivia, quotata
in Borsa dal giugno 2005, ha acquisito l’intero pacchetto
azionario della società barese della famiglia Di Paola
da Merula srl (socio di maggioranza di Svimservice) per un
valore complessivo di 22 milioni di euro, cui potranno aggiungersi
altri quattro da erogare al raggiungimento, da parte della
società acquisita, di un obiettivo prestabilito di
Ebitda (ovvero l’utile prima di imposte, proventi, oneri
finanziari, svalutazioni e ammortamento) per il 2007. Ma il
trasferimento di capitale avverrà in due tranche, rispettivamente,
del 77,27 e del 22,73 del capitale sociale di Svimservice.
Quest’ultima manterrà una compagine societaria
distinta da quella di Exprivia almeno per i primi tre anni,
ma nei cda di ciascuna società ci sarà una rappresentanza
dell’altra. I soci di Svim entrano nella compagine azionaria
di Exprivia comprando azioni con un valore complessivo di
quasi il 10%, mentre il flottante sul mercato dovrebbe aggirarsi
intorno al 43%. L’acquisizione di Wel.Network è
stata invece formalizzata con Data Management (che la controlla
al 60%) con un investimento complessivo da parte di Exprivia
di 9,5 milioni di euro, che sarà effettuato in due
tranche separate del 75% e del 25% del capitale sociale.
Le competenze – E’ senz’altro
l’acquisizione di Svimservice il fondamentale tassello
nel piano strategico di sviluppo di Exprivia per il raggiungimento
degli obiettivi fissati a febbraio del 2006, nata dall’evoluzione
della Abaco di Molfetta che era passata per l’operazione
di fusione con la milanese Aisoftware. Infatti la politica
di crescita per “linee esterne”, già annunciata
da Exprivia, in questo modo si completa e arricchisce di forti
competenze e soluzioni nell’ambito della sanità
e della pubblica amministrazione locale, settori che hanno
portato Svimservice ad una posizione di assoluta leadership
in Puglia e a una posizione di rilievo sul mercato nazionale.
“L’attività congiunta delle due società
– dice Domenico Favuzzi, ad di Exprivia e fondatore
della vecchia Abaco – conferirà a Exprivia una
leadership indiscussa nel mercato pugliese, in cui entrambe
le società sono radicate, e questo rappresenterà
un ulteriore rafforzamento del processo di sviluppo rivolto
sia verso il mercato nazionale che europeo”. Un matrimonio
quello tra Exprivia e Svimservice “pensato” soltanto
a partire da febbraio scorso. “Ma – spiega Giancarlo
Di Paola, ad di Svimservice – abbiamo trovato in Exprivia
il partner ideale per valorizzare le relazioni commerciali
che oggi siamo in grado di offrire”.
Il piano finanziario – A supporto di
tale piano di crescita la società Exprivia, insieme
agli advisor finanziari Banca Imi e ai consulenti della ForAdvisory,
ha messo a punto un piano finanziario che prevede un finanziamento
ponte di 28 milioni di euro della durata di 12 mesi da parte
di un importante istituto di credito e un aumento di capitale
per complessivi 8,375 milioni di euro, di cui sei riservati
alla Merula srl (azionista di maggioranza di Svimservice)
e 2,375 milioni riservati a Data Management (attuale proprietaria
del 60% di WelNetwork). L’operazione è stata
supportata per Exprivia dallo studio Clifford Chance (come
advisor legale) e da Banca IMI e ForAdvisory (come advisor
per la definizione della struttura finanziaria dell’acquisizione).
Mentre per Svimservice ha operato lo studio legale NCTM di
Milano.
L'INTERVISTA/Domenico Favuzzi, ad Exprivia
“Gli uomini il nostro punto di forza. In futuro
nuove acquisizioni”
(Bari) – “Diventare competitivi nei più
diversi settori dell’Information & communication
technology a livello nazionale e internazionale”. Il
progetto di Domenico Favuzzi, amministratore delegato di Exprivia
spa, non si ferma certo alle acquisizioni di Svimservice WelNetwork
concluse in questi giorni. Quarantacinque anni, Favuzzi è
anche il fondatore di Exprivia. Era il 1988 quando, da poco
laureato in Informatica all’Università di Bari,
decise di mettere su una piccola attività con un collega
ingegnere: era la Abaco. Piccole commesse per aziende locali
fino a quando non arrivò la consulenza per un progetto
del gruppo Olivetti. Da allora in poi arrivarono anche le
commesse per importanti aziende italiane ed estere, che portarono
a oltre 200 unità il personale. Fino al grande salto
del 2005: la Abaco si fonde con la milanese Aisoftware, già
quotata in Borsa, diventando nel febbraio 2006 Exprivia con
un totale di 700 addetti.
Dottor Favuzzi, l’acquisizione di Svimservice
fa di Exprivia il primo operatore del settore dell’Ict
del Sud Italia. Un successo targato Puglia?
“Sicuramente si, anche perchè il punto di forza
sono le risorse umane in buona parte pugliesi. Sia come Abaco
che come Exprivia non abbiamo mai abbandonato le attività
di valuing di personale laureato proveniente in massima parte
dall’Università di Bari. Anche se dei 700 dipendenti
di Exprivia una parte consistente arriva da atenei settentrionali,
trattandosi di personale acquisito attraverso la fusione con
la Aisoftware di Milano. Ma i nostri laureati operano anche
nel resti d’Italia, attraverso le nostre sedi operative
e commerciali”.
L’acquisizione di Svimservice da parte di Exprivia
si tradurrà in una integrazione vera o no?
“Assolutamente sì. In tempi brevi verrà
nominato il nuovo consiglio di amministrazione di Svimservice
di cui Giancarlo Di Paola rimarrà ad. Mentre il presidente
Domenico Di Paola potrà entrare nel cda di Exprivia
durante la prossima assemblea per l’approvazione del
bilancio. Quindi entro fine anno”.
Qual’è il prossimo, e più immediato, l’obiettivo
di Exprivia?
“Entro fine mese formalizzeremo la domanda per il passaggio
dal segmento “Standard” di Borsa Italiana a quello
“Star”. Per il resto il titolo, dopo momenti di
exploit, ha seguito negli ultimi tempi l’andamento generale
di Borsa Italiana, non sempre esaltante. Oggi però
(ieri per chi legge, ndr), a seguito della notizia dell’acquisizione,
il titolo è stato sospeso per eccesso di rialzo”.
E nel futuro, ci sono altre acquisizioni in vista?
“Sì. Pensiamo principalmente ad acquisizioni
di realtà più piccole, magari di realtà
operanti in settori di nicchia, a forte specializzazione.
L’obiettivo è naturalmente riuscire ad essere
competitivi in tutti i settori, con un’offerta il più
possibile completa nei segmenti per noi tradizionali: banche,
realtà industriali, sanità, telecomunicazioni
e pubblica amministrazione”.
Exprivia in pillole
• La nascita
Exprivia è nata a luglio 2005 dalla fusione
di due società, la Abaco di Molfetta e
l’Aisoftware di Milano.
• La mission
Nell’area sanità-medicale si occupa
di gestione dell’immagine radiologica di
circa 200 ospedali in Italia, oltre che di consulenze per
progetti.
• I dipendenti
Ha circa 700 dipendenti, con sedi a Molfetta,
Roma e Milano e uffici commerciali a Bolzano,
Trento e Vicenza.
• In Borsa
È quotata in borsa nel segmento standard
ed ha avviato la richiesta per entrare nello standard
2, con una capitalizzazione di circa 60 milioni
di euro.
L'INTERVISTA/Giancarlo Di Paola, ad Svimservice
“Siamo piccoli con grandi ambizioni e scegliamo chi
ha i nostri valori”
(Bari) – Dott. Giancarlo Di Paola, l’aggregazione
tra Exprivia e Svimservice farà scomparire, presto o
tardi, il brand Svim e quindi anche la storia della vostra famiglia
che l’ha creato?
“E’ inevitabile che, nel medio-lungo periodo, Svimservice
scompaia. Ma questa non è la cosa più importante.
Noi Di Paola viviamo tutto con senso di grande responsabilità.
Mio fratello Domenico, è presidente e non proprietario
di Aeroporti di Puglia, ma si occupa della società come
fosse sua. I nostri obiettivi, che sono rendere l’azienda
di portata nazionale e internazionale, ci fanno dimenticare
tutto il resto”.
Questa aggregazione era necessaria, pur essendo la vostra,
già da sola, una realtà importante?
La Svimservice è la più grande delle aziende piccole
del suo settore. Il nostro obiettivo era competere con i più
grandi del settore e così com’eravamo non era possibile”.
Quindi l’aggregazione è stato un obiettivo
perseguito a lungo, non una cosa casuale?
“A dire la verità siamo stati molto corteggiati
da diverse aziende nazionali. Alla fine abbiamo scelto Exprivia
perchè si andava in questo modo a creare un polo industriale
totalmente pugliese. E cosa altrettanto importante va sottolineato
che la maggior parte degli oltre mille e cento dipendenti di
questa nuova realtà è costituito da pugliesi.
Un altro aspetto importante per noi è che questa aggregazione
non produrrà esuberi, ma anzi potrà aprire nuove
opportunità per i laureati pugliesi nel settore dell’Information
technology”.
Dunque, se l’operazione avesse comportato il licenziamento
di alcuni dei dipendenti di Svim, non si sarebbe mai fatta?
“Esattamente. Nella mia azienda non è mai stato
licenziato nessuno negli ultimi 18 anni. E io, in quanto amministratore
delegato, mi ritengo in prima persona responsabile per i mutui
che i miei dipendenti contraggono. So che licenziandoli li metterei
in enormi difficoltà perchè non potrebbero più
pagarli”.
Nella sua azienda si cura il dipendente in una maniera
particolare, magari con viaggi di formazione all’estero
che, di fatto, sono veri e propri premi. Questo continuerà
anche dopo l’aggregazione con Exprivia?
“E’ vero che Exprivia detterà le sue linee
avendoci acquisito al cento per cento, ma non è detto
che il gruppo non si adegui ai nostri metodi. E per una semplice
ragione: sono metodi di gratificazione del dipendente che rendono
più produttivo il suo lavoro. Io penso che l’aggregazione,
prima che sulle competenze, si faccia sui valori. E forse in
questo abbiamo qualcosa da insegnare a Exprivia, che è
un’azienda relativamente giovane. Io penso già
al prossimo viaggio in Cina cui, in primavera, parteciperanno
50 dei nostri dipendenti, che vengono scelti non in base alla
bravura ma con un semplice sorteggio. Perchè per il solo
fatto di lavorare per Svim, tutti i nostri dipendenti meritano
un riconoscimento per il loro lavoro. Questo è il nostro
vero capitale”.
Svimservice in pillole
• La nascita
Svimservice è stata fondata a Bari nel 1974
dai fratelli Domenico, Giancarlo e Ferdinando (scomparso
di recente) Di Paola
• La mission
Opera nel campo della progettazione e gestione dei
sistemi informativi delle pubbliche amministrazioni
e della sanità. La società è impegnata
in grandi progetti di informatizzazione della sanità
in Italia e all’estero.
• I lavoratori
Occupa 330 tra dipendenti e collaboratori, nella
sede di Bari e presso i clienti
• Il successo
È una delle aziende “eccellenti”
del Sud secondo il Rapporto Eurispes 2006 e il Confindustria
Awards for Excellence 2006.
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