A Barletta una mostra pittorica
per ‘godere’ in pieno la sublime arte dei ‘pittori
della felicità’
di Virginia Ricco
Esposizione dal titolo
‘Zandomeneghi De Nittis Renoir’
(Barletta)
– Volge al termine – 15 luglio – la mostra
“Zandomeneghi – De Nittis – Renoir. I pittori
della felicità” aperta al pubblico dal 31 marzo.
L’importante struttura barocca del Palazzo della Marra,
che ospita stabilmente la collezione De Nittis di Barletta,
diventa sede espositiva per eventi artistici di portata europea.
La mostra, realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente
della Repubblica Italiana, patrocinata dal Ministero per i
Beni e le Attività Culturali di Barletta, dalla Regione
Puglia – Assessorati al Mediterraneo, Turismo e Studio
delle Soprintendenze Psae e Bap di Bari e Foggia, con il sostegno
e contributo di Svimservice, Lombardi Ecologia e Banca Carige,
organizzata e prodotta da Arthemisia srl, curata da Emanuela
Angiuli e e Tullio la Sparagli, espone ottanta opere tra dipinti,
pastelli e grafiche dei “pittori della felicità”.
I tre artisti, protagonisti della scena artistica parigina,
ognuno con la propria esperienza, impronta stilistica, rivelano
legami di amicizia, di sensibiità “impressionistica”
che costituiscono l’essenza dell’esposizione.
Per meglio indagare il rapporto artistico De Nittis –
Zandomeneghi – Renoir – il percorso della mostra
si snoda in tre sezioni che mostrano le suggestioni di una
stagione artistica, quella degli impressionisti, che era alla
ricerca di un tipo di espressione capace di riflettere le
più intime vibrazioni dell’animo e i più
mutevoli aspetti della natura. Per questo i giovani artisti
cercavano una più genuina ispirazione a contatto con
la natura e cominciavano a dipingere dal vero scegliendo come
soggetto della loro pittura paesaggi luminosi, studiando gli
effetti della luce solare sull’acqua e tra gli alberi.
Nella prima sezione “A la Campagne” sfilano i
paesaggi e la mediterraneità dei tre artisti: dalla
“primavera” di De Nittis, alle vedute fitte di
vegetazione dai colori sfavillanti di Renoir e soleggiante
Zandò.
Dal paesaggio della Campagne si passa alla visione di figura
di giovani donne rappresentate dalle bambine di Renoir raffigurate
con straordinaria purezza dei gesti e nei colori, al pastello
della “Signora in giardino” di De Nittis, o alla
forma della fedeltà dell’immagine immortalata
dagli occhi di Zandomeneghi in “Luna di Miele”.
Proseguendo il cammino entriamo nella sezione “Sulle
Strade fiorite” dove viene ritratta una Parigi felice,
fiorita e floreale, come in una perenne primavera dell’anima.
La stessa intima felicità del creare si manifesta nell’Elogio
del quotidiano” rappresentato dalle nature morte, come
in “Cavolo” di Zandomeneghi e “Pesci”
di Renoir.
L’ultima sezione della mostra è dedicata a “Parigi,
il giorno e la notte”: scorci di un Parigi frizzante,
modaiola con i rituali del thè “Al Cafè,
i luoghi di ritrovo come “Moulin de la Galette”
dove le giovanissime ballerine in tutù di Zandomeneghi
si esibiscono in spettacoli.
Le donne di Renoir, di Zandomenghi e De Nittis si mostrano
nella loro individualità di modelle e compagne e nella
loro tipologia umana e sociale. Per essi il corpo femminile
resta sempre emblema di fascino, seduzione e felicità.
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