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  12 luglio 2007


A Barletta una mostra pittorica per ‘godere’ in pieno la sublime arte dei ‘pittori della felicità’

di Virginia Ricco


Esposizione dal titolo ‘Zandomeneghi De Nittis Renoir’

(Barletta) – Volge al termine – 15 luglio – la mostra “Zandomeneghi – De Nittis – Renoir. I pittori della felicità” aperta al pubblico dal 31 marzo. L’importante struttura barocca del Palazzo della Marra, che ospita stabilmente la collezione De Nittis di Barletta, diventa sede espositiva per eventi artistici di portata europea.

La mostra, realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali di Barletta, dalla Regione Puglia – Assessorati al Mediterraneo, Turismo e Studio delle Soprintendenze Psae e Bap di Bari e Foggia, con il sostegno e contributo di Svimservice, Lombardi Ecologia e Banca Carige, organizzata e prodotta da Arthemisia srl, curata da Emanuela Angiuli e e Tullio la Sparagli, espone ottanta opere tra dipinti, pastelli e grafiche dei “pittori della felicità”.

I tre artisti, protagonisti della scena artistica parigina, ognuno con la propria esperienza, impronta stilistica, rivelano legami di amicizia, di sensibiità “impressionistica” che costituiscono l’essenza dell’esposizione.
Per meglio indagare il rapporto artistico De Nittis – Zandomeneghi – Renoir – il percorso della mostra si snoda in tre sezioni che mostrano le suggestioni di una stagione artistica, quella degli impressionisti, che era alla ricerca di un tipo di espressione capace di riflettere le più intime vibrazioni dell’animo e i più mutevoli aspetti della natura. Per questo i giovani artisti cercavano una più genuina ispirazione a contatto con la natura e cominciavano a dipingere dal vero scegliendo come soggetto della loro pittura paesaggi luminosi, studiando gli effetti della luce solare sull’acqua e tra gli alberi.

Nella prima sezione “A la Campagne” sfilano i paesaggi e la mediterraneità dei tre artisti: dalla “primavera” di De Nittis, alle vedute fitte di vegetazione dai colori sfavillanti di Renoir e soleggiante Zandò.
Dal paesaggio della Campagne si passa alla visione di figura di giovani donne rappresentate dalle bambine di Renoir raffigurate con straordinaria purezza dei gesti e nei colori, al pastello della “Signora in giardino” di De Nittis, o alla forma della fedeltà dell’immagine immortalata dagli occhi di Zandomeneghi in “Luna di Miele”. Proseguendo il cammino entriamo nella sezione “Sulle Strade fiorite” dove viene ritratta una Parigi felice, fiorita e floreale, come in una perenne primavera dell’anima. La stessa intima felicità del creare si manifesta nell’Elogio del quotidiano” rappresentato dalle nature morte, come in “Cavolo” di Zandomeneghi e “Pesci” di Renoir.

L’ultima sezione della mostra è dedicata a “Parigi, il giorno e la notte”: scorci di un Parigi frizzante, modaiola con i rituali del thè “Al Cafè, i luoghi di ritrovo come “Moulin de la Galette” dove le giovanissime ballerine in tutù di Zandomeneghi si esibiscono in spettacoli.
Le donne di Renoir, di Zandomenghi e De Nittis si mostrano nella loro individualità di modelle e compagne e nella loro tipologia umana e sociale. Per essi il corpo femminile resta sempre emblema di fascino, seduzione e felicità.