Una discarica come luogo
per fare cultura
di Antonio Galizia
L’idea temeraria
del Club di Confindustria
(Bari) -
Ardita ed originale. Anzi, una vera sfida. La performance
letteraria organizzata dal “Club delle Imprese per la Cultura”
della Confindustria di Bari, nella discarica di contrada Martucci
a Conversano, ancora oggi sotto sequestro a causa della immissione
di gas nell’aria, va di diritto inserita tra le imprese temerarie.
Già solo l’idea di allestire un evento culturale sul tanto
avversato “buco nero” la cui presenza, da 30 anni viene contestata
dalle popolazioni di Conversano, Mola di Bari e Rutigliano
(al cui confine, il sito si trova), poteva sembrare una scelta
organizzativa azzardata, ai confini della sfida.
Una sfida peraltro condivisa dai proprietari del sito, i fratelli
Lombardi di Triggiano, tutti impegnati in un confronto duro
e continuo con le popolazioni circostanti per dimostrare che
in discarica si può anche “andare in villeggiatura” (come
ha detto nell’occasione il prof. Luciano Costa, l’autore di
“Habeas Mentem”, docente di scienze della comunicazione a
La Sapienza di Roma). Ribaltare, dunque, il messaggio e convincere
le comunità che in discarica ci sia spazio anche per il benessere
è l’intelligente operazione di marketing messa in atto con
il primo di una serie di eventi culturali che avranno come
scenario il “Gran Canyon” di Martucci che quotidianamente
ospita i rifiuti dei 21 comuni del Sud-Est Barese.
Grande e qualificata è stata la partecipazione di gente alla
conversazione con il prof. Luciano Costa, Roberto Lorusso
e Nello De Padova, autori del libro “DePILiamoci”(Editori
Riuniti) che teorizza il passaggio dalla cultura del PIL (prodotto
interno lordo). “Come riuscire in questo passaggio? Bastano
pochi semplici gesti quotidiani – spiega De Padova – Comportamenti
che non richiedono grandi sforzi, nessuna rinuncia, nessun
sacrificio; solo buona volontà e consapevolezza”.
Per superare il circolo vizioso del Pil superfluo, prodotto
dagli eccessivi consumi, secondo gli autori, che ai loro lettori
forniscono una mappa della felicità: basta riflettere, evitare
gli sprechi e attuare un consumo delle risorse consapevole
dei bisogni delle generazioni che verranno. Un comportamento
che si scontra con lo scenario di Martucci, luogo-simbolo
del business dei rifiuti in Puglia alimentato proprio dal
superfluo del Pil. Un esperimento riuscito. Una sfida vinta
ed un luogo nuovo per fare cultura. |
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