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  17 giugno 2007


Una discarica come luogo per fare cultura

di Antonio Galizia


L’idea temeraria del Club di Confindustria

(Bari) - Ardita ed originale. Anzi, una vera sfida. La performance letteraria organizzata dal “Club delle Imprese per la Cultura” della Confindustria di Bari, nella discarica di contrada Martucci a Conversano, ancora oggi sotto sequestro a causa della immissione di gas nell’aria, va di diritto inserita tra le imprese temerarie. Già solo l’idea di allestire un evento culturale sul tanto avversato “buco nero” la cui presenza, da 30 anni viene contestata dalle popolazioni di Conversano, Mola di Bari e Rutigliano (al cui confine, il sito si trova), poteva sembrare una scelta organizzativa azzardata, ai confini della sfida.

Una sfida peraltro condivisa dai proprietari del sito, i fratelli Lombardi di Triggiano, tutti impegnati in un confronto duro e continuo con le popolazioni circostanti per dimostrare che in discarica si può anche “andare in villeggiatura” (come ha detto nell’occasione il prof. Luciano Costa, l’autore di “Habeas Mentem”, docente di scienze della comunicazione a La Sapienza di Roma). Ribaltare, dunque, il messaggio e convincere le comunità che in discarica ci sia spazio anche per il benessere è l’intelligente operazione di marketing messa in atto con il primo di una serie di eventi culturali che avranno come scenario il “Gran Canyon” di Martucci che quotidianamente ospita i rifiuti dei 21 comuni del Sud-Est Barese.

Grande e qualificata è stata la partecipazione di gente alla conversazione con il prof. Luciano Costa, Roberto Lorusso e Nello De Padova, autori del libro “DePILiamoci”(Editori Riuniti) che teorizza il passaggio dalla cultura del PIL (prodotto interno lordo). “Come riuscire in questo passaggio? Bastano pochi semplici gesti quotidiani – spiega De Padova – Comportamenti che non richiedono grandi sforzi, nessuna rinuncia, nessun sacrificio; solo buona volontà e consapevolezza”.

Per superare il circolo vizioso del Pil superfluo, prodotto dagli eccessivi consumi, secondo gli autori, che ai loro lettori forniscono una mappa della felicità: basta riflettere, evitare gli sprechi e attuare un consumo delle risorse consapevole dei bisogni delle generazioni che verranno. Un comportamento che si scontra con lo scenario di Martucci, luogo-simbolo del business dei rifiuti in Puglia alimentato proprio dal superfluo del Pil. Un esperimento riuscito. Una sfida vinta ed un luogo nuovo per fare cultura.