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  22 febbraio 2007


La rivoluzione prenotazioni

di Stefano Boccardi


Un centro unico per tutta la provincia con la nuova grande Asl. Numero verde 800345477

(Bari) - Ieri mattina la presentazione con Nichi Vendola e Lea Cosentino. Si potranno effettuare prenotazioni anche in farmacia. Da oggi, anzi da ieri, quelle che ci eravamo abituati a chiamare Asl Bari 2, Asl Bari 3, Asl Bari 4 e Asl Bari 5 non esistono più. Da oggi, anzi da ieri, al servizio di circa un milione e trecento mila abitanti pugliesi (quelli, per intenderci, che continueranno a far parte della Provincia di Bari anche quando entrerà formalmente in vigore la Bat), c’è un’unica grande azienda sanitaria locale, la “Asl BA”.

Cosi come unico è il numero verde, quindi gratuito, (800345477) al quale ci si potrà rivolgere per qualsiasi richiesta: dal lunedì al venerdì, dalle 8 del mattino alle 7 della sera (una sola pausa dalle 14.30 alle 15). Così come unico – lo dice la parola stessa – è il Cup (Centro Unico di Prenotazione). A illustrare nei dettagli quello che, a tutti gli effetti, si annuncia come il primo passo concreto verso una vera e propria rivoluzione del sistema sanitario pugliese, sono stati ieri mattina il presidente della Regione, Nichi Vendola, l’assessore regionale alle politiche della salute, Alberto Tedesco, e il commissario straordinario della Asl BA, Lea Cosentino (a quest’ultima è stato affidato il compito di gestire questa delicata fase transitoria).

Con loro anche Arnaldo Tempesta, presidente di Federfarma Bari (il sindacato dei farmacisti) e Francesco Demichele, procuratore della Svimservice, la società barese che ha capeggiato l’Ats (associazione temporanea di scopo: ne fanno parte 8 aziende), costituitasi per realizzare e gestire la centralizzazione dei servizi informatici da qui ad un anno, quando, predisposta ed espletata una regolare gara, verrà affidato l’appalto vero e proprio.

Una presenza, quella di Demichele, che è tutt’altro che collaterale. E sì, perchè, prim’ancora che politica, prim’ancora che sanitaria, quella che è appena stata varata è soprattutto una rivoluzione tecnologica. E non solo perchè si consente un più facile e più allargato collegamento con l’utenza (sinora un call center era attivo solo per i residenti nell’ambito della Asl Bari 4). Da oggi, anzi da ieri, ad essere centralizzati ed informatizzati sono praticamente tutti i servizi dell’azienda: dai punti di pronto soccorso, ai consultori familiari, dagli uffici invalidi civili a quelli veterinari. Per finire alla cartella clinica.

In pratica, come hanno sottolineato Vendola e Tedesco, a Bari, in provincia di Bari, in Puglia, prende le prime mosse uno dei progetti cui ha dato massima priorità anche il governo Prodi. Un progetto che, da un lato risponde ai bisogni dei cittadini (riduzione delle liste d’attesa innanzitutto), e, dall’altro, consente un più facile controllo della spesa. Questo è ciò che, sulla carta, si prevede di realizzare.

Occorre aggiungere, peraltro, che, per agevolare l’utenza (da qui la presenza in conferenza stampa di Federfarma), da oggi, anzi da ieri, i cittadini residenti potranno collegarsi al Cup anche rivolgendosi attraverso il proprio farmacista, il quale, a sua volta, è collegato alla rete della Asl.

Una vera rivoluzione che, però, al momento, come peraltro ha riconosciuto lo stesso presidente Vendola, non comprende due soggetti decisivi: innanzitutto i medici di base e poi quel Policlinico (con annesso ospedale pediatrico Giovanni XXIII), che resta il vero centro nevralgico della sanità barese e pugliese. Su entrambi i fronti, comunque, sia Vendola che Tedesco hanno assicurato che si è vicini ad una svolta. Decisamente più facile, anzi sembra che si tratti di risolvere solo questioni tecniche, è il coinvolgimento dei medici di famiglia. Più difficile (ne scriviamo diffusamente a parte) è il nodo Policlinico. La speranza, in ogni caso, è che il tutto non si traduca nell’ennesima promessa mancata.